sabato, luglio 29, 2017

auto elettriche?

Molto spesso sento parlare gli ecologisti di auto elettriche e non c'è verso di farli smettere.
Se poi arrivano i poLLitici che dicono cassate...



“, il Regno Unito investirà circa 100 milioni di sterline per creare una rete di colonnine di ricarica.”
Segretario di Stato per l'Ambiente inglese Michael Gove mentre inneggiava allo stop di benza e gasolio entro 15 anni. Come vedremo con quella cifra non ci fai quelle necessarie per un caseggiato.

“Il nuovo ministro dell’ambiente francese, Nicolas Hulot, ha annunciato un divieto alle vendite per le automobili a benzina e diesel nel 2040.”
Certo, mettendo alla frusta le centrali nucleari (smettendo di vendere a quegli stolti degli italiani tonnellate di elettricita') avrebbero la produzione ma, come vedremo, non la distribuzione.

“Norvegia: secondo il quotidiano economico Dagens Naeringsliv, ci sarebbe un accordo fra i quattro principali schieramenti politici della nazione per imporre lo stop alle immatricolazioni di auto con motore endotermico a partire dal 2025”

eccetera eccetera.

I voti degli imbecilli e' sempre ben accetto. Salvo poi modificare o dimenticarsi di leggi promulgate all'arrivo delle date.
Dopotutto non si capisce perche' non fermare SUBITO il gasolio, dopotutto toglierebbe gran parte dell'inquinamento da autotrazione senza fare nulla che non sia gia' industrializzato con costi  "bassi". Fermare i pellets farebbe diminuire l'inquinamento generale lombardo di una cifra superiore alle autovetture (merdoso diesel compreso). Ma la politica sta diventando uno spettacolino da parrocchia.

Tornando all'auto elettrica...

l'Auto elettrica è molto affascinante, se non altro perché ha delle prestazioni di guida veramente esaltanti, non avendo i problemi di scarsa coppia di un motore termico a benza e inesistente di un cancerogeno gasolone.

Quando ho provato la tesla mi sono trovato così a mio agio...

Ma non e' “conveniente“ neppure dal lato inquinamento.
I poco informati controbattono con il fatto che tanto basta commettere una spina nel box per soddisfare la necessità di carica.

Il problema è che una spina nel box durante la notte può erogare solo 2 kW (in Italia) perché se ne bevesse tre e nottetempo vogliamo farci un caffè o semplicemente lasciare acceso frigorifero potremmo andare incontro dei problemi.
L'auto della tesla contiene 70-120 kWh per un'autonomia di circa quattrocento kilometri “veri” per la versione superiore che, a mio giudizio, è il minimo sindacale per definirsi un'auto elettrica da tutti i giorni.
In pratica vuol dire che la ricarica avviene, con i dati sopra indicati, in almeno 50 o 60 ore ovvero dovete veramente sperare che di giorno fate meno di una ventina di kilometri se non volete trovarvi ad affrontare problemi mica da ridere.
Se rientrate la sera dopo una cena da amici a mezzanotte e dovete essere in ufficio alle 8 partendo alle 7 (14 KWh) non e' detto che siano sufficienti, il vostro ufficio potrebbe essere oltre i 20Km o potreste volere l'aria condizionata O IL RISCALDAMENTO incolonnati a milano a -10.

A questo punto una ricarica in cinque o sei ore al massimo, sarebbe ideale.
Per ricaricare 85 kWh ce ne vogliono 110-120 circa.
Infatti dobbiamo tener conto che lo stesso caricabatterie che porta la tensione dalla 220V a quella necessaria per le batterie ha un rendimento che e' circa i 90% se fatto a regola d'arte, poi ci sarà il gestore di carica e persino le batterie stesse si riscalderanno buttando altra energia.

Per evitare che salgano troppo di temperatura ci sarà anche l'impianto di raffreddamento forzato dell'auto che entrerà in funzione consumando dell'energia. Perche' puoi dire che la pompetta-ventilatore da 300W e' piccolina, ma quando sta accesa 6 ore, sono 2KWh solo lei.
Così 120 diviso sei ore fanno 20 kW che dalle nostre parti ENEL, in alcuni posti, non ti monta neppure se apri un'azienda.
A questo punto dovresti fare anche un progetto elettrico, aver un quadro certificato e il tuo box dovrà superare tutta una serie di specifiche obbligatorie di legge. Stai sorpassando i 6KW che in italia sono maGGici.

Così ti sembra di aver risolto il problema aumentando diametro dei cavi del tuo posto auto, rifacendo l'impianto del tuo palazzo e, per far questo, speso un po' di soldi.

Il palazzo, in uno scenario di diffusione,  non sei l'unico ad aver comprato un'auto elettrica!
Un palazzo con solo10 famiglie sono ormai 20 auto almeno. Figuriamoci i palazzoni enormi.

Parliamo di 400KW e questi, mi dispiace, non sono i 20KW di picco totali che portano per alimentare i vostri 10 appartamenti. Parliamo di portare cifre vicine al massimo per ore di seguito. Sarebbero quasi 2000A roba da portarsi su sbarre grosse come un braccio. Anche se usate il trifase non e' che poi cambia molto.
Dovete quindi nel vostro, simpatico, piccolo palazzo, avere una stanza dove arriva la media tensione e avere un trasformatore (che costa come una fiat punto) e la stanza (il costo di un box). Vi costera' anche fra norme e menate assai. Se volete faccio i conti ma fra superficie, norme e hardware parliamo di migliaia di euri a pioggia come noccioline in un bar.
Giusto per capirci: il solo interruttore generale in uscita per staccare la cabina pesa 20Kg e costa di listino 6000E. Salvo di portare la MT nel box e relativi caos legislativi e tecnici.

Chi paga del palazzo queste decine di migliaia di euro? Lo dividete fra condomini, certo, ma parliamo di MOLTI soldi. Chi nel palazzo ha un'auto a benzina vorra' partecipare a questa enorme spesa?

Ma non e' finita, perche' non siete l'unico palazzo in zona.

Ti sembra di essere intelligente perché immagini questo: siccome la notte l'energia elettrica viene utilizzata meno di sera tu puoi utilizzare la rete per attingere facilmente energia.

Questo è vero solamente se sei l'unico ad avere un auto elettrica. Perché si, i contatori in genere sono 3 kW,  ci sono molti negozi e aziende e tu sfrutti il margine.
Ma esiste sempre un fattore di contemporaneità per il quale il progetto globale della zona, del tuo quartiere, non è certo dimensionato perché tutti contemporaneamente bevano quest'energia come cammelli dopo la traversata.
Altrimenti bisognerebbe portare non dei cavi ma delle sbarre oscenamente grandi.
Ora proviamo a immaginare che per quella zona che ci siano un paio di palazzi come il vostro. Se nel palazzo di fronte a venisse la stessa tragica situazione ci ritroveremo ad avere consumi tali da mettere in crisi l'intera via. Cosa succederebbe se i palazzi con le elettriche fossero non 2 su 100 ma molti di piu'?

Dovremo portare l'alta tensione nel cuore delle nostre citta': cosa non solo poco semplice ma anche maledettamente costosa. In pratica ad ogni quartiere dovranno esserci cabine con trasformatori enormi dal costo proporzionato (ricordiamo che il rame COSTA?). 400KV e fulmini da B movie per tutti.

Come si vede l'intera infrastruttura non è pronta neanche per avere il 2% delle auto elettriche.

Se questa cosa non bastasse, come abbiamo già fatto notare più volte, non esiste in Italia una produzione energetica sufficiente per caricare tutte queste auto elettriche visto che l'energia che finirebbe alle automobili e', grosso modo, poco meno dell'energia che viene immessa sulla rete e usata. Vedi i calcoli fatti in altri post. Tenuto conto che importiamo gia' il 15% dell'energia non e' una cosa furba.

Per 4 condizionatori in croce del grande caldo del 2007 l'Italia ando' giu' e in alcune province si rimase al buio per quasi una settimana. Ma i condizionatori per locali privati consumano 1KW e sono ad intermittenza. Qui si tratta di carichi di svariate ore di 20KW.

Qualcuno, giustamente, potrebbe farmi notare che non tutti si sparano 400Km tutti i giorni. Vero, ma la rete, in questo caso, deve dimensionarsi per il picco previsto per motivi importanti.


Se dopo una bella giornata domenicale i milanesi tornano alle loro magioni dopo un giro fuoriporta, o addirittura il WE, quando arriva il lunedi mattina, FORSE, vorranno andare a lavorare. Non parliamo poi dei PONTI.
A casa mia vuol dire una richiesta mostruosa.
Oppure i famosi giorni del rientro dalle localita' turistiche: Quei luoghi dovranno avere una possente capacita' distributiva sufficiente per evitare che il milanese in vacanza a Ortisei non possa tornare a casa.
Non sembra ma ci sono luoghi dove ci sono 1000 abitanti e 10.000 turisti.

Prendiamo uno sfigato luogo per pensionati del nord'italia che vanno a soleggiare: lido di Camaiore.

Sono decine di migliaia di auto da caricarsi: non hanno neppure lontanamente i parcheggi per le automobili dei turisti: infatti un parcheggino sulle striscie blu costa 15E (quindici). I costi delle colonnine sarebbero semplicemente fuoriscala. Quanto costerebbe una ricarica di molte ore in un luogo dove il 70% dell'anno e' un deserto?
Ci rendiamo conto dell'infrastruttura necessaria per farlo e da pagarsi per un intenso uso il 30% dell'anno?
-Mi ricarica la tesla?
-certo caro “comenda”, sono 600E!
- voglio una bentley con un V12: costa meno!
Sai, non basta un'autobotte in prestito e una pompa per 5 minuti. Serve un'infrastruttura montata sul territorio. 

Salvo voler caricare con un fetido generatore a gasolio warstila o  MAN messo in un container per la bisogna... Ma, allora, che cavolo la prendi a fare l'elettrica?




Una cosa e' pensare che un'auto sia la stessa cosa di un ipad.
Finche' non saranno diffuse, potrebbe non sembrare un problema perche' “IL” riccone o "LO" strano che si compra la tesla e la carica quando capita nella sua villettina con un 6KW in 30 ore pone un problema ridicolo.
E' uno, ha un'altra auto e non pesa sulla zona.

Vedendo quello che capita nella mia citta' vediamo quello che tutti i giorni carica la sua twizy nella colonnina del comune, perche' con 150K abitanti sono in 3 con l'elettrico e allora lui la carica li, un'altro all'ikea, e l'altro al mercatone del salume dietro casa.

Ma cosa succederebbe se cominciassero ad essere TANTI, magari anche solo la minuta cifra di 1000 auto sulla mia citta'? Doverebbero esserci piu' posti di ricarica.
Il verdosky vede la colonnina al parcheggio ma dietro la esile colonnina esiste la roBBa tozza.

Allora il comune anziche' tirare in cavetto del put per farsi greenwash montando in tutto il centro UNA colonnina  con cartello "noi siamo verdi" deve fare un parcheggino con 20 posti elettrici su 200 (quelli davanti al comune). Giusto per un piccolo inizio neppure per fare sul serio. Per evitare che siano occupati per almeno 10 ore per volta diciamo che pompa 90KW come quello ufficiale della tesla. Vi ho gia' detto che il parcheggio comunale dalle mie parti viene chiamato “la gioielleria” per il costo orario?
Stiamo parlando di 2MW per un piccolo parcheggino di merda. Solo il trasformatore pesa 6 tonnellate e perde 7.000E di energia all'anno (coi potenti prezzi ita). Il prezzo? Non volete saperlo.
Parliamo dei permessi, della enorme cabina (un trasfo di 2 *2*1 metri da ventilarsi e da avere tutte le connessioni), dell'enorme interruttore e dei cavi mega.

Anche l'ikea, se le auto elettriche fossero solo il 5% a pisa (pisa perche so quanti posti auto sono) dovrebbe avere, per continuare a spacciarsi green, 115 colonnine. Non sembra, ma sono 10MW. Stiamo parlando di quantita' di energia ormai da alta tensione e da elettrodotto serio.

E non vi venga in mente di farlo con il solare sul tetto di ikea: un affare inutile che nei giorni buoni (luglio senza pioggia) e' in grado di raggiungere queste potenze e' circa 1,5 Km^2. In pratica mezzo comune di Torino. Infatti gli inutili 2700 pannelli che sono installati sui tetti ikea Pisa sono targati 696KWp ma siccome sono messi mal orientati parliamo di forse 500KWp. Capite da soli che 0,5MW prodotti quando capita e prevalentemente durante le vacanze dei pisani sono molto diversi da 10MW quando ne avete bisogno durante gli acquisti dicembrini e vorreste tornare a casa dai vostri famigliari: l'impianto della Martifer Solar Italia forse in un giorno a mezzodi' carica UNA tesla per volta non 115, gli altri 350 visitatori elettrici vanno a casa a piedi con il divano kruchjarden sulle spalle.

Forse capiamo perche' usiamo la benzina che portiamo con un camion da 4 soldi.

Ci sono poi altri 2 problemi di cui non si parla:

A questo punto i verdi che fanno finta di capire che TANTI soldi sono qualche soldarello, dicono che la rete verra' pagata dagli utenti mano mano crescera' l'uso. Peccato che i TANTI sono TANTI.

Il fatto che un camion che porta la benzina costa ma e' usato da TANTE auto “contemporaneamente”.
Una pompa di benzina e' usata solo per pochi minuti, secondi se e' un rabbocco.
Sono costi contenuti che vengono spalmati su TANTI automobilisti. Possono venir revocati o spostati altrove. La stessa autobotte puo' portare la benza sia a dicembre a milano come a febbraio a bormio o a palermo dopo qualche ora.

Un cavo che porta la corrente, il trasfo, la linea eccetera verranno usati da una manciata di macchine per volta, per ore in uso esclusivo. Non posso prendere un elettrodotto sotterrato e spostarlo in 2 ore da roma a milano.

Se questi costi verranno fatti pagare ai possessori dell'elettrico come e' giusto (ovvero non ci sara' l'ennesima pioggia di miliardi dallo stato saccheggiando i lavoratori) potrebbe essere che il prezzo del “pieno” potrebbe essere 10 volte il costo dell'energia: dopotutto il “parcheggio” in centro con caricabatterie costa fra superficie e infrastruttura similmente al costo dei veicoli che puo' servire.



E' ipotizzabile al crescere della popolazione elettrica lo stato, per una giusta equita', richieda quelle cifre fiscali anche per l'elettrico. In un'auto a benzina, per un percorso di 20.000Km annui, lo stato chiede circa 2000E. Secondo voi, lo stato, rinuncera' a quell'enorme flusso di cassa o lo convertira' anche per i possessori delle tesla&c?

Giusto per capirci: i super charger tesla ufficiali erogano a 0,25 EUR/kWh.
Per riempire una tesla S sono 30E, sempre che non si paghi l'energia ma solo la ricarica dove altrimenti sarebbero circa 40E.
Cominciano a non essere piu' “pochi spiccioli per fare il giro del mondo” visto che con 40E facciamo 4/500Km. Un'auto a metano non e' lontana, anzi, in alcuni paesi costa gia' meno. Persino una a benzina durante l'inverno non e' cosi' distante.

Cosa succederebbe se cominciasse a costare di piu' perche' la risorsa “colonnina” costa ed e' ambita? Esattamente come i parcheggi: la ricarica costerebbe molto di piu' dove ne hai piu' bisogno. Anzi con il costo del parcheggio in zone calde, ricordiamo che non possiamo caricarla in 10secondi, costerebbe un 30% in piu'.
Se aggiungiamo le tasse della benzina, in italia il 70% circa (vedi post con le cifre che non voglio neppure cercare), ecco che il pieno elettrico da 120E non e' piu' tanto conveniente.

Alla fine, salvo un equivalente aumento di tasse ai lavoratori (che e' comunque uguale), il nostro pieno elettrico per fare 4-500Km costerebbe mediamente quasi 200E sommando tasse, energia, infrastruttura e area di parcheggio.
Non e' economico.
Una viper V10 costa meno.
Anzi l'esagerato motore da 640CV della vipera, mi dicono che fa i 10Km/l, con 200E di strada ne fai e non e' neppure molto inquinante.... convertirla a metano non inquina piu' di una tesla e costa una botta meno.

Se parliamo dell'ambiente facciamo 2 conti: non solo un'auto a metano inquina meno ma oltretutto inquina MOLTO meno NON cambiare l'auto.

Il litio non e' bello da estrarre come dice la foto.
 


Siamo ancora sicuri che le auto elettriche costino meno o cominciamo a sospettare che sono economiche ed ecologiche fintanto che saranno il 2-3% e non pagheranno le tasse?




venerdì, luglio 14, 2017

legilatori idioti






Vi fornisco una parte di una legge fresca, per farvi notare la performance del nostro italico stato.

Dopo questo, capirete, che roba come la PEC possa sembrare normale

[
Tali modelli sono forniti sia in formato «pdf» che in formato «word».
Il formato «word» potra' essere utilizzato per la compilazione «personalizzata» della segnalazione, esclusivamente per dare la possibilita' al compilatore di evidenziare anche situazioni non previste e di illustrare nel dettaglio le patologie emerse. Si raccomanda, tuttavia, di fornire rappresentazioni sintetiche dell'accaduto. Per una piu' agevole lettura del modello compilato si suggerisce di eliminare i campi che non vengano utilizzati, relativi cioe' a fattispecie diverse da quella oggetto di segnalazione. Ovviamente, i modelli compilati in «word», prima di essere trasmessi via pec alla Autorita', dovranno essere stampati, sottoscritti dal responsabile (in genere il rup) e trasformati in formato preferibilmente «pdf».

]



Ricapitoliamo:

Per darci un'importate comunicazione noi vi forniamo un modello in WODDD (quale caxxo di versione, di grazia? Non e' dato sapere: wodd e' wodd e voi dovete comprarlo con i vostri soldi!).

Poi lo dovete mettere su carta, non sia mai che esistano i documenti elettronici, perche'? Per poter firmare con la piuma d'oca e il calamaio il documento! La firma elettronica e i certificati sono una roBBa sconosciuta.

Poi dovete scandirli

Poi dovete fare una foto digitale al documento! Preferibilmente incapsulata in una variante a caso del PDF (ricordo che solo fino alla 1.3 e' certificata dall'ISO) con una risoluzione casuale.

In tutto questo l'uso del formato di partenza, WODD, e' vietato. Fa troppo schifo. E' altresi' vietato scandire la sola firma e dopo  la compilazione reiviare il tutto nel medesimo file

Infine, il documento analogico fotografato in digitale per essere e incapsulato come immagine nel postscript necessita di essere  inviato con la posta che non funziona (PEC) sperando che arrivi anche se non lo fa.
Ma se non arriva per legge e' arrivata. Il fatto che per legge la PEC e' (erroneamente) equiparata a firma e' da dimenticarsi.



Viene da chiedersi cosa succede in caso di piu' pagine.


Per essere nel 2016 siamo al top.
 Cose come la firma digitale, la posta certificata (non quel bidone della PEC), i documenti digitali ISO come ODF... chissenefrega.

Voi dovete metterci 3 ore a fare cio' che si fa in 10 minuti nel resto del mondo.

Il prossimo passo sara':
un modulo in formato DESCRIBE (molto meglio di WODD) che dovremo stampare su carta vidimata singolarmente (si, in alcune leggi ci sono ancora queste cose), imbustarlo nel lino con chiusura in ceralacca blu e inviare rigorosamente con un messo a cavallo benedetto dallo stato.




Io non ho parole.







lunedì, luglio 10, 2017

incompetenti?






Un suv che si guida da gt?
La prossima cosa potra' mai essere:
un asino che si guida da aeroplano?
una statua agile come un felino?
la gustosa cacca spalmabile sul pane?


Possiamo scegliere fra incompetenza, attiragonzi o bustarella: voi cosa scegliete?

Forse intendevano dire:
un bidone che costa come una gt!
Avrebbe piu' senso.

Per la cronaca altro non e' che la giulia rialzata di 25cm. Se il bidone stelvio va in curva come una camaro, una GT-R o una AMG la giulia cosa fa? Bagna il naso a una lambo, straccia le ferrari e umilia le apollo?
Oppure l'alfa 8C e' un bidone di GT visto che tanto basta comprare una roba come la stelvio per umiliarla costando un decimo.

Evidentemente la storia di alfaromeo quando ancora non era dell'epoca delle arna e delle 147 e' da buttare visto che GT stava a significare stare sotto il metro tetto compreso.
Consiglio, quando dovete tirare un po su una strada di montagna, di montare la bara sul portapacchi  per migliorare l'handling...


mercoledì, luglio 05, 2017

verdi e idro

È molto interessante notare che per molti personaggi che si reputano verdi il tempo passato è molto diverso da quello che in realtà è stato.

Ancora l'altro giorno mi è stato fatto notare che le centrali nucleari hanno fatto un sacco di danni e i soliti milioni di morti in zone dove popolazione non arriva a quantità compatibili con la possibilità di morire in quelle enormità.
Un paese di 1000 anime, infatti,  non puo' avere 2000 morti in 20 anni: o sono conigli oppure, in fondo, le radiazioni hanno effetti positivi e semplicemente muoiono di fame. Ovviamente sto esagerando, ma i numeri di alcuni  sono altrettanto bizzarri...

Potrà sembrare strano ma una delle fonti che i pseudo verdi continuano a scassare le scatole come poco mortifera  e' una di quelle che ha fatto stragi a manetta.

Senza andare in paesi lontani in epoche  recenti dove alcuni "piccoli problemi" hanno causato oltre 100.000 morti in in un'unica soluzione possiamo pensare al nostro piccolo paese rurale ai bordi del pianeta terra.
Si, perche' per fare l'idroelettrico servono le dighe.

Cominciamo a pensare a qualche tempo passato.



il 1º dicembre del 1923 alle ore 7:15 la diga  del Gleno crollò
Il primo borgo ad essere colpito fu Bueggio. L'enorme massa d'acqua, preceduta da un terrificante spostamento d'aria, distrusse poi le centrali di Povo e Valbona, il ponte Formello e il Santuario della Madonnina di Colere. Raggiunse in seguito l'abitato di Dezzo, composto dagli agglomerati posti in territorio di Azzone e in territorio di Colere, che fu praticamente distrutto. Prima di raggiungere l'abitato di Angolo, l'enorme massa d'acqua formò una sorta di lago - a tutt'oggi sono visibili i segni lasciati dal passaggio dell'acqua nella gola della via Mala - che preservò l'abitato di Angolo, che rimase praticamente intatto, mentre a Mazzunno vennero spazzati via la centrale elettrica e il cimitero.
La fiumana discese quindi velocemente verso l'abitato di Gorzone e proseguì verso Boario e Corna di Darfo, seguendo il corso del torrente Dezzo e mietendo numerose vittime al suo passaggio.
Quarantacinque minuti dopo il crollo della diga la massa d'acqua raggiunse il lago d'Iseo.
I morti furono ufficialmente 356, ma i numeri sono ancora oggi incerti
http://www.bergamoeconomia.it/territorio/17-dicembre-2014/crolla-la-diga-vidi-la-presolana-in-fiamme-28.html
Basto' un piccolo cedimento alla base della diga che causo' una breccia per generare in un area pressoche' deserta centinaia di morti e un numero imprecisato di feriti (200?, 300?, 1000?)



nel 1935, il 13 agosto, la diga secondaria sella zerbino cedette per occlusione della valvola di scarico.

A Molare l'acqua risparmiò il centro abitato: botta di culo,  persero la vita tre persone.

Le località al confine con la città di Ovada (Le Ghiaie, Rebba, regione Carlovini, Monteggio, Geirino), a nord-est, furono in gran parte distrutte e l'ondata inghiottì in quella zona almeno venti persone e una settantina di case per fortuna senza persone all'interno: fosse stato di sera si sarebbero contate centinaia di salme.

Ovada,  10.000 abitanti, riusci , ancora per una botta di fortuna, a cavarsela nonostante la distruzione di ponti, case (35).  Perirono solo sessantacinque persone
L'onda colpì ancora i paesi di Silvano, Capriata e Predosa.

in totale  111 morti, dei feriti chissenefrega. I feriti li si conta solo per il nucleare.



l bacino di Rutte era un bacino artificiale industriale, che sarebbe stato convertito a breve in centrale elettrica,  costruito a circa 3 km da Tarvisio in Friuli-Venezia Giulia. Nel 1965 il bacino si ruppe causando un'inondazione che provocò solo danni materiali. 
Siccome abbiamo avuto culo non parliamo di danni.
Usando gli stessi parametri dei no-nuke dovremmo far chiudere tutte le centrali del pianeta.



La catastrofe della Val di Stava si verificò il 19 luglio 1985 quando i bacini di decantazione della miniera di Prestavel ruppero gli argini.
L'acqua serve anche per lavare le rocce. 
Scaricando 180.000 m3 di fango su Stava, piccola frazione del comune di Tesero, provocando la morte di 268 persone. 
Ma alla fine non bisogna dire che le dighe siano pericolose, no?
Hei guarda le case: non ci sono piu'!



come non citare la famosa vajont. A mio giudizio e' la meno importante. Certo, morirono 2000 persone ma la diga, di fatto, non cedette. Fu "solo" una frana che tuffandosi nell'invaso cre' un'onda che scallallo' la diga e fece splash. 
se questo e' il risultato di un piccolo  splash

provate ad immaginare se la diga dopo una simile schiaffo d'acqua, sicuramente non previsto nel progetto, anziche' resistere fortunosamente fosse crollata. Possiamo dire che 50/100.000 morti non sarebbero stati una previsione tanto strana?

In italia, un paese dove l'idro e' importante, di disastri ne sono capitati. Se sembra che non ci siano piu' nuovi disastri, la memoria e' breve,  e' banalmente perche' non si costruiscono piu' dighe da mezzi secoli.
Comunque basta fare anche pochi chilometri fuori dai nostri confini per vedere che tutte le nazioni con tanto idro hanno avuto "problemi" similari: a solo 50 Km da noi sono altri 2 disastri e  basta allontanarsi per vederne altri. Certo non li vedrete nei piatti paesi bassi.

Usando la logica dei no-nuke con questi morti le dighe dovrebbero essere vietate. Ma non ho visto nessuna manifestazione no-idro o no-diga davanti ad una condotta forzata.

In realta' non sto dicendo che sarebbe auspicabile. ANZI.

Dico solamente che un'energia BUONA e una CATTIVA non esistono.
Quando si muovono enormi quantita' di energia e' possibile che qualcosa vada storto e quando lo fa lo puo' fare proporzionalmente all'energia gestita.

Poi ci sono forniture che fanno piu' danni, come il carbone, e altre che  fanno meno danni.

Ma non ci sono fonti che non fanno danni.

una volta capito questo forse si puo' fare una seria pianificazione che oggi e' assente per proclami autolesionisti per fede partitico colorata.

lunedì, luglio 03, 2017

minieolico bufalazza


Oggi vi parlo di una storia assurda che ho seguito poco pensando che fosse una bufala con andazzo effimero e fosse una leggenda da blogger ma invece era una cosa reale, c'erano veramente delle persone dietro e ci sono cascati MOLTI media nazionali.

Abbiamo già parlato su questo pessimo blog del fatto che il mini eolico sia sostanzialmente una bufala. Motivi vari ne portano la potenza a quantità indesiderabili.
la potenza che il vento trasmette a un generatore eolico è direttamente proporzionale all'area delle pale. 
Detto in soldoni, l'aumento di produzione e' quadratico rispetto alla diagonale. Piccoli aumenti del diametro delle assicurano notevoli aumenti nella resa energetica.
In pratica se una pala e' piccola automaticamente, per quanto economica, non produrrà una cippalippa.
È questo il motivo per cui si arriva “tranquillamente” a diametri di un centinaio di metri.
Bonus Pack all'aumentare dell'altezza i venti sono più forti, più regolari e meno turbolenti.

Come vedete non c'è niente di strano perché queste sono proprio le regole base che non entrano neppure nella fisica ma sono geometria delle elementari.

Eppure il continuo massacro fatto dalle lobby dell'eco-qualcosa continua a far sperare le persone che qualcuno risolva nostri problemi con un'alzata d'ingegno. Gratis, preferibilmente.

Come abbiamo già visto nel post sulle startup non è possibile produrre qualcosa di alto livello senza investimenti onerosi che solo sono gia' difficoltosi per un'azienda di enormi dimensioni ma in particolare in Italia non esiste proprio l'idea di investire in un'azienda nascente.

Vorrei farvi vedere dei danni fatti sulla stessa strada dei pannelli solari sui tetti: un enorme pressione che racconta leggende metropolitane green fa si che un ragazzo di 18 anni proponendo delle turbine banalissime, sono state brevettate nel 1929, possa raccontare tutti di aver trovato la soluzione tutti i problemi energetici.

I giornalisti non si curano neppure di andare su una Wikipedia qualsiasi a verificare che il design di una turbina eolica non sia poi così innovativo come sembra e soprattutto le quantità di energia estraibile sono all'incirca un centesimo di quello dichiarato.


Verso vediamo cosa hanno scritto i vari giornali di questo tizio che propone una banale e vecchia turbina di piccolissime dimensioni.

“ Con buona pace dell’ex ministro Brunetta, c’è, infatti, chi a soli 18 anni ha fondato una propria azienda, in un periodo di congiuntura economica decisamente sfavorevole e in una zona, per giunta, drammaticamente colpita dalla crisi “
Bisogna rammentare che il sud Italia stato abbastanza massacrato da tale brunetta (purtroppo spesso a ragione, e questo, soprattutto se il giornalista è di una parte politica avversa e del suDD, suona come una rivincita.
Non è importante che sia vero l'importante è avere l'opportunità di poter smerdare il brunetta con qualcosa magari che viene per strani motivi considerato politicamente di un certo colore come l'ecologia.
Di controllare la notizia prima di pubblicare invece non è importante perché importante probabilmente è calunniare e mostrare che in un posto drammaticamente colpito dalla crisi, probabilmente senza competenze, si riesca produrre lo stesso qualcosa di buono. Che la cosa sia improbabile al giornalista non importa, quindi non controlla.




“A fondare l’azienda, la GP Renewable, è Antonio Parrotto che con i suoi 20 anni di età ha puntato tutto sull’innovazione e sul potere delle rinnovabili. La sua scommessa, nei primi 9 mesi del 2014, ha già visto 700 mila euro di fatturato legati alla produzione di turbine eoliche e l’anno si chiuderà con un profitto di 300 mila euro.”

Starup, rinnovabili e giovani miliardari sono le classiche tre dei nuovi telefilm di fantascienza o i sessualmente subdotati come 50 sfumature di impotenza.
Altra fantascienza e il fatto che un'azienda appena partita che produce 700.000 euro di fatturato con un prodotto che dovrebbe essere innovativo, quindi con un industrializzazione costosa, Anziché essere in perdita come succede di solito nei primi anni è già profittevole in maniera netta.
Nel mondo reale un tale squilibrio a favore del profitto vorrebbe semplicemente dire che stanno vendendo merda a carissimo prezzo. Ma al giornalista non interessa: interessa raccontare di fantascienza e che tutto va bene.


“Ci sono voluti 700 mila euro solo per l’acquisto della tecnologia laser alla base delle turbine eoliche domestiche.”
Nello stesso periodo un altro giornalista scrive queste bestialità. È interessante notare che 700.000 euro sono la stessa cifra di prima, ora è un investimento, precedentemente era fatturato. Prossimamente verrà fuori che 700.000 euro è la cifra giocata al bingo di Gallipoli.
Difficile a dire che anche cosa sia una tecnologia laser che possa essere alla base di una turbina. Le turbine sono sostanzialmente dei pezzi di plastica o di metallo che estraggono energia da un fluido. Al massimo possiamo tagliarne dei pezzi con una fresa laser. Ma turbine con i laser veramente è un po' troppo.


“La GP Renewable è un’azienda leccese, infatti Parrotto è stato ospite alla Fiera del Levante su invito della Regione Puglia, per raccontare la sua storia e mostrare i prodotti che stanno uscendo dalla filiera della sua GP Renewable, con sede a Casarano, Lecce.”

La fiera del levante è una banale fiera: basta che paghino stand e ci puoi andare. Se qualcuno lo ha invitato e' un bel ignorante

Dopo centinaia di pagine con queste elucubrazioni da fantascienza che venivano riportate a centinaia dei siti di ecomegapixel ma, incredibilmente, anche da un paio di quotidiani nazionali la faccenda si ingrossa. La piccola aziendina fatta dal giovane ragazzino improvvisamente viene acquistata da fantomatici investitori. Come in tutte le cose strane, come le medicine alternative, investitori sono personaggi che arrivano da lontano e sono sconosciuti.



“Dopo la recente acquisizione da parte del fondo d’investimento statunitense “Air”, domani mattina avverrà la presentazione ufficiale della nuova società, la Air Group Italy, che ha inglobato la Gp Renewable, della quale il giovane imprenditore Gianluigi Parrotto (foto), classe 1994, sarà presidente.“

Normalmente quando degli investitori di un certo calibro si muovono, e si muovono con soldi veri, per evitare che il classico genialoide si metta in una situazione di quelle poco raccomandabili, viene sovente assegnato un amministratore delegato o comunque un presidente della compagnia.
Perché uno può anche essere un grande inventore ma difficilmente a una capacità di gestione aziendale. Persino il fondatore di APPLE (Woz) fu affiancato da un commerciale (Markkula e poi Scott).
Ancora una grossa anomalia ma i giornalisti, poco abituati a che cos'è un'azienda, non notano niente di strano.



“Al termine della presentazione, alle ore 10,30 presso la sala convegni Cisi Puglia nella zona industriale di Casarano, si procederà all’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo. Il nuovo progetto, infatti, dovrebbe dare nuova vita ai capannoni abbandonati del polo industriale casaranese, dove verranno prodotte le miniturbine eoliche di nuova generazione. Interverranno durante la presentazione l’assessore allo sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone e il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone.”
Ancora una volta abbiamo dei politici completamente ignoranti che si azzuffano per una qualsiasi quisquilia del territorio non potendo certamente avere nulla di meglio. Avere devastato il territorio infatti non consente di avere migliaia di aziende che spuntano dal nulla e quindi appena qualcuno dice “ho qui una brioche” bisogna lanciarsi a pesce anche facendo figura di merda come questa. In tutto ciò nessun giornalista ancora ha dei sospetti.


Ma quello di Parrotto è, ormai, un vero e proprio “fenomeno mediatico” alla luce delle tante presenze collezionate in televisione (da “Porta a porta” ad “Anno uno”) sino ai servizi su principali quotidiani nazionali (“Repubblica” gli ha dedicato un’intera pagina). La sua “favola”.... I primi prototipi vengono realizzati nel 2012; nel dicembre 2013 il primo impianto installato in Puglia per 13mila euro.

Ancora una volta un giornalista gasato non pone la domanda importante: chi ha pagato i prototipi. Perché un oggetto sia innovativo occorre un'innovazione. Lapalissiano direte. La conseguenza diretta di questa banalità e che un oggetto che costa 13.000 euro ed è di una tecnologia mai sentita prima ha dietro di sé almeno 20 o 30 prototipi e magari testa in una galleria del vento. Anche fossero fatte in scala ridotta piuttosto che altre amenità con una simulazione in qualche software di aerodinamica il risultato non cambia: molti biglietti da 100.000 euro sono stati tirati nel cesso. Non si dice di arrivare ai costi dell'automobile dove si tratta di miliardi per ogni modello nuovo ma comunque non si tratta neppure di spiccioli. Per esempio motori elettrici o generatori connessi con una turbina hanno necessità di avere una curva ben precisa data dal numero di poli piuttosto che dalla forma di gabbia. A sua volta questo necessita di un aspetto successivo di come tenere il numero di giri costante visto che l'energia elettrica in Italia è a 50 Hz e una generatore sincrono solitamente deve girare a un numero di giri del specifico che è dato dal numero di poli. Siccome su generatore eolico questo normalmente non è possibile allora si necessita di una parte meccanica da tornire su specifica. La maggior parte generatori eolici, quelli grossi, si preferisce avere un numero di poli più basso e un epicicloidale.


“Gianluigi Parrotto è dunque il fondatore della Gp Renewable, che produce mini-turbine eoliche, e oggi ha conquistato l’America. Il fondo d’investitori statunitense “Air”, settore petrolifero ed energetico, ha deciso di spendere 5 milioni e mezzo di euro per rilevare la startup salentina (fatturato 2014: 700mila €) e i suoi 15 tra dipendenti e collaboratori. Un risultato straordinario per un ragazzo partito con le sole sue forze e che oggi, pur avendo realizzato un sogno, continua a guardare al futuro, suo e di Casarano.”

Ancora una volta il giornalista di turno non si vergogna delle cazzate che scrive.
Al di là che torna sempre questo numero di 700.000 euro e facciamo finta di niente.
Ma la domanda è questa: abbiamo 15 dipendenti che hanno un costo di 3000 euro al mese che fra tasse contributi diventano la bellezza di 6000. In 12 mesi parliamo una cifra di 72KE. Essendo in 15 sono All'incirca un milioncino. 
A questo si aggiunge i costi energetici, i macchinari in leasing visto che è un'azienda nuova, la telefonia, gli affitti, la pubblicità....
Parliamo circa di oltre 2.000.000 di euro di spese su un fatturato di 700.000 euro con una perdita netta di 1.300.000 euro.
Più, ovviamente, i costi dei prototipi, delle gallerie del vento della simulazione e quant'altro serve alla gestione di tutta la prototipia.
In un'azienda pesantemente indebitata con l'acqua alla gola arrivano dei fantomatici americani e comprano tutto per 5.000.000, debiti compresi, lasciando a capo dell'azienda il ragazzino.
Cominciamo a capire che c'è un'incompetenza totale da parte di chi scrive?



“un fatturato da 1,3 milioni di euro. «Per noi era un’occasione importante. Avremo queste persone al nostro fianco per molto tempo. A 20 anni sentivo di avere bisogno di una spalla forte su cui poggiare, soprattutto essendo partito senza un euro»”

Poco tempo dopo scrivono altre minchiate così: è ovvio che qualcosa.non tornare visto che con un fatturato di 1.300.000 euro non ci coprono neppure le spese dei dipendenti.
Nessuno si fa ancora domande nonostante gli anni sono passati e i numeri sono incongruenti nel senso che sono veri i dipendenti, o è vero fatturato, o non sono vere entrambe. In tutti i casi non è possibile che con quei pochi soldi abbiano fatto un'innovazione determinante.

Insomma Repubblica, il corriere, la RAI e almeno altre 200 fra testate e testatine internet leccano il culo alla turbina e NESSUNO, ripeto nessuno, Ha mai sospettato che fosse tutto sballato quando i numeri, avete visto sopra, dovrebbero destare più di qualche sospetto. 
La domanda perché non è stato fatto nessun check o controllo neppure per trasmissioni rari che costano solo dal presentatore Magalli molti soldoni è incredibile. Però se ci pensate bene è lo stesso tipo di controllo che non viene mai fatto per quanto riguarda le rinnovabili perché siccome sono “buone” dal punto di vista ideologico si da per scontato che lo siano in toto. In pratica quella dell'ecologia è diventato una religione che non si può smentire ed è automaticamente giusta.

Nel 2016 finalmente qualcuno comincia ad accorgersi che qualcosa non funziona: 
Il dominio airgroupitaly.it è in vendita e cercando su Google “Air Group Italy” compaiono solamente articoli di testate e blog, il link a una pagina facebook (non più attiva) e nessun altro sito web operativo.

La Air Group SpA non esiste. 
Se ci sono degli investitori stranieri in teoria dovrebbe esserci anche una società per azioni salvo che un investitore straniero decida di comprare un pezzo di un'azienda magari individuale. Io ci credo poco che qualcuno mi dia un assegno per comprare la società ortofrutta Giacomino Snc.


Ora tirate le vostre conclusioni sul perché qualcuno che vende delle turbine inutilizzabili sul tetto di una casa e comunque oggetti invendibili perché a fronte del costo di svariate migliaia di euro producono poco niente possano venire innalzate in ogni dove come la soluzione termonucleare globale al problema dell'energia e il suo fondatore come salvatore della patria.

Insieme alla religione Green, io direi che i giornalisti sono assolutamente di balordi che possono pubblicare notizie a raffica completamente senza avere riferimenti, senza sapere neppure fare due somme con la calcolatrice.
Si noti anche che molti degli articoli sono praticamente in copia incolla con solo poche righe che cambiano qua e là rendendo l'articolo di un quotidiano tiratura nazionale di fatto simile, se non identico, a quello che poco più di un blog di Lecce se non fosse per essere registrato come giornale.
Mi dispiace ma questo a mio giudizio, come già dissi altre volte, non è giornalismo ma una presa per il culo.
Mi dispiace anche per la televisione nazionale, la rai, dimostra che a fronte del costo del canone alquanto elevato non è in grado neppure di discernere tra una notizia è una bufala.

Tutto ciò, nello stesso periodo in cui si dà all'untore delle bufale, fa abbastanza ridere perché sottolinea che la bufala non è quella che semplicemente si scambiano due idioti su Facebook ma è endemica di un sistema delle notizie che è corrotto fino al midollo per quanto riguarda i preconcetti e soprattutto alcune parole come essere verdi, di sinistra o di destra. Mi dispiace per tutti questi amici colorati ma una notizia è una notizia qualunque colore abbia e una notizia può essere buona o cattiva indipendentemente che arrivi da Berlusconi, da Renzi o dal primo pirla che passa.
Fino a quando non ci libereremo da questo preconcetto e i giornalisti non saranno in grado punire chi fornisce bugie, perché non credo che siano così idioti altrimenti abbiamo un problema più grande, il mondo dell'informazione sarà semplicemente ridicolo.


Giornalista che sta facendo un'intervista all'esperto di aerodinamica presso la sede locale della nasa.