lunedì, maggio 30, 2016

TV story 1939




Così qualcuno ha pensato nel 1939 a costruire anche dei videoproiettori veramente efficaci. una tecnologia vincente, dal punto di vista tecnologico, ma ancora oggi poco compresa dalle masse.

È interessante notare che i videoproiettori, nati per poter far vedere in un teatro o in un cinema la televisione, abbiano di fatto spodestato i proiettori a pellicola che avevano ridotto i teatri ad una misera presenza. MA non sono arrivati in massa per il luogo per il quale erano previsti in seconda battuta: giungere nelle case. Solo intorno al 45/47 i proiettori (retro) ebbero una certa fortuna ma fu un fuoco di paglia.

Nel 1939 a New York è inaugurato un sistema a 340 righe e 30 immagini al secondo, che diventa lo standard a 525 righe (60 Hz, interlacciato) due anni più tardi.


Però bisogna ricordare che il 1939 è anche l'inizio della seconda guerra mondiale e di fatto una battuta d'arresto notevole in America ma soprattutto lo spegnimento totale in Europa.

La BBC  Stava trasmetterlo un cartone animato di Topolino e lo interruppe improvvisamente perché temevano che il segnale di VHF essendo piuttosto direttivo avrebbe potuto essere utilizzato come radiofaro per i bombardieri tedeschi.

Quando nel 1946 ripresero le trasmissioni con il loro solito humour inglese la prima trasmissione fu lo stesso cartone animato di Topolino.




Questi sono numeri definitivi (525i di cui sopra) perche' studiati pensando al fatto che se nel 1941 la tv ha uno schermo di pochi pollici si immaginava che nel volgere di pochi anni i TV sarebbero stati grandi tutta la parete come dicevano tutti i futurologi e il massimo che si poteva pensare con serenita' era, per gli americani, 525 linee.

In Germania negli stessi anni adottano  un sistema a 441 righe. Non sono cosi' prevveggenti. Ma dopotutto chi aveva un tv da 50” quando la media era intorno alle unita'?

Si noti che le novita' sono americane.

In europa la ricerca pura e' fermata da una cosetta chiamata seconda guerra mondiale.

La ricerca permette poi l'applicazione.

E' uno dei motivi per i quali, insieme alla spartizione di teste, gli USA bagneranno il naso agli europei in moltissima tecnologia.

Tre anni di vantaggio piu altri di ricostruzione sono un vantaggio incredibile che permettono agli americani di sorpassare gli inglesi e i tedeschi nell'elettronica e nelle auto.

Non sara' piu' la Bard ma la RCA a portare novita'.
Probabilmente se non ci fosse stata la guerra gli americani della situazione saremmo stati noi.

lunedì, maggio 23, 2016

TV Story 1937.



Nel '37 la Francia introduce un sistema a 455 righe.

Il governo francese spingeva molto, come sempre, ad essere “er meio” e sicuramente non secondi ai soliti angli&crucchi: acerremi nemici i primi e nazione troppo nuova per dar fastidio la seconda. Almeno cosi la pensano i francesi.

All'epoca la televisione costava veramente tanti soldi e sebbene qualcuno stava producendo per il mercato di massa per l'epoca questa definizione "di massa" sta a significare a livello nazionale un'utenza di poche migliaia di persone e non i milioni a cui siamo abituati oggi.

comunque gli angli tramisero il primo programma scritto per la tv The Underground Murder Mystery.

L'anno successivo trasmisero
la prima partita di cricket,
la prima di calcio
la prima...
Insomma gli inglesi non facevano finta.





lunedì, maggio 16, 2016

TV story 1936

1936


Mentre il Reich stava li a voler primeggiare, noi varavamo  la topolino e invadevamo il nulla (l'etiopia)


Nel 1936 in Germania, dove non c'erano le pesanti limitazioni che frenavano l'Italia, durante le Olimpiadi le aziende tedesche avevano dato sfoggio di altissima tecnologia.

Telefunken non solo progettò e costrui' le telecamere (iconoscopi si chiamavano all'epoca) in alta definizione ma queste erano utilizzabili
all'aperto,
in diretta e
su di un evento sportivo. 

Nessuno fino a quel momento aveva osato così tanto.

Una sola di quelle voci era praticamente impossibile,
due era fantascienza,
tre era  TFK:
 riusci' a fare sostanzialmente un miracolo facendo un oggetto che faceva le tre cose contemporaneamente.

Trasmisero ben 72 ore di diretta che oggi sembrerebbero poche abituati allo straordinario ma giusto per avere un confronto ricordiamoci che quando furono celebrate le Olimpiadi in paesi del terzo mondo come in Italia nel 1960  riusciranno a trasmettere in diretta solamente 104 ore. Con questo confronto appare l'immenso lavoro tecnologico operato durante il 1936 con attrezzature sostanzialmente artigianali e sperimentali contro prodotti broadcast maturi normalmente in vendita.

Si narra pure che Telefunken, per l'evento, avesse costruito anche dei videoproiettori che permettevano in alcuni cinema allestiti la visione dell'evento, ma non ho riferimenti certi.

mercoledì, maggio 11, 2016

PECcato che esisti!


Ogni tanto conosco persone che sono “abbastanza” sicure che delle PEC inviate non siano state ricevute nonostante la PSEUDO ricevuta della PEC. Normale e gia' detto, no?
(occhio che questo post e' infinito, scritto male e noioso... come la PEC)

Succede spesso nei concorsi.

Vediamo un esempio che e' uscito dall'anonimato in quanto conosciuto in molti dettagli e analizziamolo.

Partiamo con  un nome strano.

Mibact, una volta si chiamava ministero dei beni culturali.
Siccome bisognava dargli importanza hanno aggiunto dei pezzi che ovviamente facevano parte del nome, non bastava semplicemente dire che il ministero dei beni culturali si sarebbe occupato anche dell'attività culturali e/o del turismo: bisognava esplicitarlo anche nella sigla.
Nasce così il “Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo” (e della patata e della festa e della luna e di questo e di quest'altro e...).
Non si può certo continuare a chiamarlo ministero dei beni culturali, è necessario tutte le volte scrivere la manfrina altrimenti sembra che perda di qualche importanza. (sfondo: eric clapton, cocaine)


Il disastro annunciato prende corpo quando vi dico che sul ponte di comando del ministero dalla sigla impronunciabile vi è una conoscenza di questo blog che ha già dato dimostrazione di essere una persona culturalmente molto piccola: Franceschini Dario Avvocatino.

Il nostro tomo è già noto per imprese informatiche:

1-aveva fatto sito culturale destinato ai visitatori di Expo in una sola lingua parlata in un piccolo paese rurale e acceso pochi istanti prima dell'evento. La prossima volta magari il sito lo farà in dialetto napoletano per la gioia di un giapponese. 

2- chiudiamo entrambi gli occhi sul portale dello stesso ministero che si chiama Italia.it (la terra dei cachi).

3- il piccolo tizio aveva sfidato il fondatore di google (proprietario di YouTube) nel definire cos'e' un video di successo. Next: insegnare ai gatti ad arrampicare.


Terzo e importante ingrediente: la PEC, immaginate uno come Franceschini cosa riesce a fare con la PEC.


Il fatto:

Lo Stato italiano decide di regalare 8.000.000 di euro, non sono tantissimi ma non sono neanche noccioline, per cercare di generare una piccola rete che, con molta fortuna, faccia da volano e riesca a far partire un pochino di quel turismo che non siamo in grado di fare.

Per complicare il ministro fornisce una casella di posta PEC. L'inizio della fine.

Partenza 7 febbraio (pubblicazione bando)

Scadenza 9 maggio 2014 (fine presentazioni)

Come già successo in tante altre occasioni  la casella ha cominciato fin da subito a rifiutare parte dei messaggi. Sarebbe ora di smetterla con sta PEC? Nooooo troppo bello avere problemi.


Vediamo cosa dice il nostro caro ministero all'alba della fine 2015
In Pratica i privati hanno 3 mesi per fare un superprogetto e lo stato ANNI per decidere. Ovvero rendere vecchiume qualsiasi progetto presentato.
Nello specifico ci mettono anni 1.7 per capire che nella PEC non ci sono tutte le mail.

Questo e' il comunicato:

a) anomalie di natura informatica, per mancata recezione totale o parziale di alcune PEC, di mancata apertura c leggibilità di alcuni file contenuti nelle PEC pervenute, di non rilevabilità della firma digitale su alcuni file recanti la documentazione;

b) anomalie di carenza documentale rispetto a quanto richiesto dal bando anche in relazione alla pubblicazione sul sito del Ministero di un fac-simile predisposto dall'Amministrazione, recante l"elenco delle dichiarazioni da presentare in allegato l'istanza, non del tutto coincidente con lc dichiarazioni richieste dal bando stesso


In pratica ci stanno dicendo che per beccare 200.000 euro a cranio la gente ha mandato la PEC facendo un progetto significante costi.
Dopo secoli  il bando viene ucciso e rifatto da zero. Chi se ne frega degli imprenditori.

Ma leggiamo le motivazioni per bene

anomalie di natura informatica,

"Non è colpa nostra è colpa del compiutero che cosa   la cosa yabba dabba uh". Quante volte ho sentito questa stronzata.

per mancata recezione totale o parziale di alcune PEC,

Qualsiasi posta elettronica o manda completamente il messaggio o non lo manda. 
La parte successiva della catena in caso di parzialità considera non terminato il lavoro avvisando il mittente.
In questo primo caso ci sarebbe da definire immediatamente illegale il sistema di posta utilizzato o almeno il gestore. Evidentemente la PEC, nella persona dei gestori autorizzati dallo stato, non sanno neppure tirar su un server di posta. Scherziamo?

Più credibile la ricezione  della e-mail  fallita in toto.
Questa è una cosa che capita abbastanza spesso con questa tipologia di mail fatta a metà che si chiama PEC perché il personaggio che deve ricevere non solo deve avere un secchiello abbastanza grande, avete verificato vero di averlo?, ma anche lo spazio per le varie pseudo ricevute. Finito lo spazio, fine del divertimento... e in alcuni casi non viene comunicato perche la PEC e' fatta con soft non standard ma modificati alla benemeglio.

Il ministero sostanzialmente sta decretando quello che si è sempre saputo: non è possibile sapere se la mail PEC è stata ricevuta o meno.

Le ricevute di ritorno che sono state consegnate a chi ha inviato queste e-mail descrivono semplicemente che il messaggio è giunto sul sistema dei gestori di posta: quello che è successo dopo,  se sia stato regolarmente gestito e consegnato al ministero, non è dato sapere.
QUELLA e' una ricevuta di spedizione e non di ricezione come invece viene fatta passare.

In pratica  si può definire tranquillamente quello che è  la logica: la posta elettronica cretina (PEC) è un errore logico e siccome la logica se ne strabalta della politica la PEC va immediatamente eliminata e in tribunale deve contare come una mail qualsivoglia.

Se un ministero ha detto che non e' in grado di certificare la consegna con la PEC chi puo' farlo?

Io banale suddito?
Lo ha appena detto un ministero: la PEC non giunge a destinazione e lo fa senza darne conto.

O ha ragione il mibact, allora eliminiamo la PEC, o ha ragione la PEC: licenziamo i dirigenti del mibact ed estraiamo le mail dalla PEC in questione visto che conservano per 3 anni l'infinito e oltre.


di mancata apertura e leggibilità di alcuni file contenuti nelle PEC pervenute,


Anche qui la logica non regna padrona.
Se si fosse utilizzata una posta elettronica certificata anziché la PEC si sarebbe avuta la certezza di cosa stato inviato e in quel caso il fatto di non aprire un file è un problema del mittente e non del destinatario in caso sia corrotto.


di non rilevabilità della firma digitale su alcuni file recanti la documentazione;

Ma questa è la parte in cui ci cadono i gioielli nei calzini. Plonk!

Nel momento stesso che si usasse una posta elettronica certificata, non certo la PEC, nell'istante della spedizione l'intero pacchetto è automaticamente certificato come inviato da quella persona fisica. Il pacchetto stesso viene firmato AUTOMATICAMENTE ed è impossibile cambiare le carte in tavola.
Ovviamente usando la PEC (posta e ciccioli) e' necessario firmare... ma con quale firma digitale?
Con una delle tante incompatibili fra loro dello stato itaGliano (e allora rilasciata da chi?) o con una firma elettronica vera, riconosciuta dagli enti certificanti?





Ma non e' finita.
Il problema maggiore di questo bando e' che non sono stati specificati i tipi di file accettati poiché magari qualcuno un pochetto troppo avanti gli ha cacciato un CAD.

leggiamo cosa descrive il bando:


progetto siglato in ogni pagina e sottoscritto elettronicamente/digitalmente da parte del legale rappresentante
Come si vede è necessaria una firma multipla:
la firma su ogni pagina perché siamo ancora nell'epoca dell'ottocento,
quella digitale ma sarebbe da sapere quale delle tante prodotte dalla nostra poderosa pubblica amministrazione
e la terza che è mancante e che genera le altre due dal fatto che non si è utilizzati una posta elettronica certificata ma la PEC che non identifica il mittente.

Dal momento che il progetto va siglato in ogni pagina questo automaticamente esclude i formati digitali e obbliga i poveracci che vogliono utilizzare questi soldi per fare impresa a stampare documenti su carta, scandirli, e inviare, sostanzialmente, una foto del progetto.

Corollario di questa situazione è che un documento di due righe, poche decine di Byte, assommano dimensioni colossali di miliardi di byte sfondando la mail del ricevente se non opportunamente pensata per tempo. Dimensione Gargantua! (audio: attivazione Mawaru-Penguindrum  in giapponese)

Se l'inviante è stato elegante, acculturato ed educato riceveranno un GROSSO Pdf con le pagine in ordine. Altrimenti potrebbe essere che per un documento di 200 pagine arrivino ben 200 file sparsi con tutto ciò che ne comporta.




Infine la chicca:
molte PEC hanno limiti ridicoli per gli allegati, compatibili certo per un uso da posta elettronica ma non da plico come questo.
10, 20, 30 MB sono la norma.
Un SINGOLO foglio A4 a colori in risoluzione FAX-fine (200DPI) con sfume continue non e' lontano da questi limiti, parliamo di circa 5MB.
Come sia possibile fare un concorso e mandare un intero progetto RIFOTOGRAFATO in questi miseri spazi e' un mistero.
Immagino che per un contributo di 200.000 euro il progetto medio sia un affare da 2 milioni con decine di attori. Un progetto del genere ben descritto e' fatto di planimetrie, accordi, attori&c.
Come si fa a pensare di usare una posta elettronica?
FTP, 1971, mai sentito?
Oppure stiamo aspettando di fare il trasferimento di file certificato sicuro  TFCS perche' non sappiamo del sFTP?



Copia della carta di identità o del passaporto in corso di validità dei legali rappresentanti

Come vedete non si fidano ancora. La firma digitale prova in maniera inequivocabile, molto di più che una fotocopia sbiadita di un pezzo di carta, la propria identità. Ma questi signori ancora richiedono una fotografia di un pezzo di carta che può essere alterato in tutte le maniere possibili. La firma digitale richiesta e' evidentemente una itaGlianata.



dichiarazione sostitutiva della certificazione antimafia

In pratica questi vogliono che uno scriva su un pezzo di carta che non è un mafioso. Siamo ormai ai limiti del ridicolo. Non basterebbe nel bando scrivere che non è permesso l'accesso mafioso?
Un pezzo di carta cui una persona dichiara qualunque cosa è un semplice pezzo di carta.  (audio: fantozzi a caso)
Next: dichiarazione sull'odore delle puzzette domenicali.




Il problema non si pone all'interno di uno schema dato da una determinata serie di sfortunati eventi ma è una continua e precisa serie di eventi che nascono da un solo, e uno solo, problema: una colossale ignoranza. 
 

Gli stessi legislatori, figuriamoci gli utenti del servizio, continuano a pensare che la PEC sia la soluzione quando invece è una semplice complicazione che porta a situazioni come quella di cui sopra.

Già in passato molti bandi&c sono stati annullati per un problema alla PEC ma non era un assestamento e perdura ancora oggi.
Gli stessi problemi sono infatti incorsi un molti altri bandi, da quelli nazionali (aree urbane degradate 2015 dice nulla?) a quelli dei comuni.
Anche le universita' e gli ospedali hanno problemi.
Il fatto che poste italiane, uno dei prescelti a fornire il servizio, arrivo' al 2013 non avendo neppure  una (UNA) PEC e ancora oggi non possiede pec oltre a quelle istituzionali ben nascoste e soprattutto nessuna PEC pubblicata  per le aziende satellite. Mail standard.
Dovrebbe dirla lunga, no?
La PEC e' MEGLIO non usarla MAI.

Cominciamo con un riassunto sui tipi che esistono di questa "cosa fetida marrone" perche' non funziona e perché, ovviamente, perseverare e' diabolico.

La prima ovviamente è la versione classica PEC.

È una e-mail che al pari di quelle gratuite consente di scambiarsi un messaggio, con o senza  allegati,o fornendo una prima ricevuta di avvenuta trasmissione verso il nostro provider.

Fino a questo punto è assolutamente una mela normale con la differenza che la ricevuta è esplicitata anziché essere contenuta nel nostro client.

Inoltre viene fornita una seconda ricevuta di trasmissione da parte della società che gestisce la posta del destinatario. Questa ricevuta di invio viene chiamata impropriamente ricezione ed è valida agli effetti pratici come avvenuta lettura.

Come corollario: un morto legge la posta.

Messo in altri termini se ricevete una multa mentre siete in vacanza al ritorno dovrete pagarla il doppio. Come si vede non è assolutamente equivalente ad una raccomandata.




La CEC-PAC


per gli amici la PACco.
Per fortuna è stata eliminata qualche tempo fa con felicità di quei pochi, ma si tratta sempre di migliaia di persone, che la utilizzavano e che così si sono giocati un indirizzo e-mail.
In pratica la differenza sostanziale è che non è possibile mandare un e-mail a chiunque ma solo a un ristretto pool di indirizzi corrispondenti alla pubblica amministrazione.
Come venisse definito questo elenco, chi ne faceva parte, non è mai stato chiarito.
Serviva come volano di lancio della PEC classic ed era "gratuita" per i cittadini essendo pagata a forfait dallo stato.
Con 150 milioni di euro spesi per 160.000 utenti iscritti e' la mail piu' costosa della galassia. Devono aver usato dei server alimentati bruciando biglietti da 500E (Mario Draghi hai visto che servono?).




 
La PEC INPS

L'ente, evidentemente  non ha nient'altro da fare, ha implementato una sua versione e ovviamente a la limitazione di funzionare solo all'interno della comunicazione da e verso se stesso e i suoi malcapitati utenti. Come non farsi mancare niente?
Dopo aver speso X hanno chiuso tutto.


La PEC CPECPT

quando è stato fatto il processo telematico ovviamente non si sono appoggiati standard internazionali ma neppure hanno utilizzato la normale mail.

La PEC classic avrebbe consentito fughe di notizie, accessi indesiderati e altri problemi.
cosi' e stata vietata. Piu' volte.
Avete capito bene: La posta elettronica certificata, è stata vietata nel processo penale e nel processo civile con circolare del 7 gennaio 2010 dal direttore generale della Giustizia per i sistemi informativi e automatizzati.
In contemporanea (luglio2010) lo stato, piccato,  dice che va usata la PEC ma   grossa come un elefante (al momento manco esisteva) e che gli avvisi di ricezione debbono essere estratti  A MANO dagli avvocati e tenuti a disposizione.  Come non e' chiaro. Al solito, no?

Roba da drogati di crack che rimanda all'improvvisazione, alla buona volontà dell'utente, al ricordarsi eccetera. Eggia' la PEC non ha la generazione automatica della ricezione!
Sul come conservarli, poi, e' una barzelletta.


Così, nonostante la legge,  si sono inventati una terza via e spediscono i documenti attraverso una posta java con certificati farlocchi.
Ovviamente non la chiamano e-mail  perche' altrimenti si capirebbe che e' un escamotage.
Inutile dire che e' un gruppo chiuso e nessuno che non sia nel pool non puo' immettere o ricevere messaggi.
Insomma gli avvocati non usano la PEC ancora nel 2016, nonostante ne abbiano l'obbligo, ma la reputano legale in tribunale.
Quando la useranno ne avranno 2 ma forse 4 o 5 visto che quella che fecero ai tempi non e' detto che possa essere ingrandita a sufficienza e comunque in poco tempo la ingolferanno. Casini in arrivo.

Usare la SMIME e un bel FTP  avrebbe azzerato i problemi degli avvocati. Tutta roba che esiste da sempre. 



La PEC-ID

Questa è l'ultima arrivata, nel 2015.
Stiamo parlando del fatto che qualcuno ha  scoperto che non certificando nulla era possibile mandare/ricevere virus, malware, spam e scherzi.
Per questo ne hanno fatto la versione che, per lo meno, identifica il mittente.
Per certificare l'avvenuta trasmissione ne riparleremo tra 10 anni.
Magari faranno la PEC-id-ciapala'
Non venendo aggiornate le PEC "classic" la PEC-id e' compatibile solo con se stessa.


Quindi al momento abbiamo 2 PEC incompatibili fra loro e con la posta certificata. In piu' una gran serie di mondi strani come gli avvocati, il cites, dogane eccetera che hanno regole loro.





Da questo caos normativo si evidenzia un disegno di ignoranza colossale che nasce dal fatto che i legislatori non conoscevano l'argomento neppure da lontano. In piu' la mano sinista non solo non sa cosa fa la destra ma non sa neppure cosa e' stato fatto tempo prima dalla mano stessa.

Non sapendo che esiste la ruota hanno cominciato a disegnarne una.
Poi ogni volta che si scopre una magagna  anziché ricorrere alla posta elettronica certificata che si usa in tutto il mondo da decenni il legislatore di turno si alza e inventa qualcosa a membro di cane sperando che faccia funzionare la PEC.

Quando si usa la parola certificata A SPROPOSITO fornisce una falsa sensazione di sicurezza, ovvero che qualcosa effettivamente e' stato certificato quando non e' vero.

vedi il vocabolario:

certificazione: Dichiarazione scritta, rilasciata da una pubblica autorità o anche, in casi specifici, da un privato, con cui si manifesta la conoscenza dell’esistenza o della verità di un fatto o si esprime il risultato di una valutazione


In effetti la posta S/MIME e' ok per il vocabolario la PEC no. Il legislatore della PEC non sapeva del vocabolario?


Questo lo si vede bene ad esempio da altre leggi seguenti all'invenzione della PEC (posta esilarante economica?). si vede bene che il legislatore di turno intende certificata come il vocabolario non come la PEC. Legifera sulla PEC senza aver letto il testo della PEC. Sta legiferando su di una legge che ignora.

comma 28 dell’art. 17 del Decreto Legge anticrisi: l’autore di una comunicazione e' identificabile “attraverso le credenziali di accesso relative all’utenza personale di posta elettronica certificata”.

Visto che la posta elettronica pseudocertificata italiana non certifica assolutamente l'identità del mittente ci sarebbe da chiedersi come un messaggio in arrivo possa essere considerato attendibile come identità del mittente stesso.
In pratica e' molto semplice mandare una mail spacciandosi per altri usando la PEC.
Il fatto che esiste la parola certificato da l'idea che sia verificata in realtà è proprio questo il problema: si è voluto utilizzare una parola che nulla ci azzecca con quello che effettivamente è una banalissima e-mail con la differenza che bisogna utilizzare un gestore previsto dalla legge. Potremmo chiamarla posta politica italiana.



Un'altro ubriaco
DPCM 22 febbraio 2013 (Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli 20, comma 3, 24, comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3, lettera b), 35, comma 2, 36, comma 2, e 71) che  prevede all’art. 61:
L’invio tramite posta elettronica certificata di cui all’art. 65, comma 1, lettera c-bis) del Codice, effettuato richiedendo la ricevuta completa di cui all’art. 1, comma 1, lettera i) del decreto 2 novembre 2005, recante «Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta elettronica certificata» sostituisce, nei confronti della pubblica amministrazione, la firma elettronica avanzata ai sensi delle presenti regole tecniche.

Anche qui mi devono spiegare come se non esiste un modo per accoppiare biunivocamente la persona alla PEC come questa possa essere identificata.
Di fatto questo articolo uccide la firma digitale: se e' GIUSTAMENTE richiesta, io posso glissare e mandare una mail spacciandomi per qualcun altro.  
L’uso della PEC  consente di produrre atti firmati legalmente senza firmarli. Figo!
Anche qui si sta scambiando la posta certificata (s/mime) che ha in se la certificazione del mittente con una mail stile @libero.it come la PEC.


Un altro legislatore dopato forte senza aver letto cosa e' la PEC scrive: (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 maggio09)

“l’invio tramite PEC costituisce sottoscrizione elettronica ai sensi dell’art. 21, comma 1 del decreto legislativo n. 82 del 2005″


In pratica l'invio di una banalissima posta politica italiana (PEC) viene ancora equiparato alla firma digitale che è una cosa molto diversa. Guarda caso la firma digitale è alla base della posta elettronica certificata  vera (S/mime).

In pratica si sta confondendo l'uso di un certificato d'identità digitale con l'uso di una banale posta elettronica non certificata (PEC) e il problema nasce dal fatto che questa posta elettronica voluta dalla politica di entrambi gli schieramenti ha il grosso difetto di essere stata chiamata certificata quando invece non lo è. Da qui tutti problemi.



Inoltre, da 10 anni, la posta PEC dovrebbe essere compatibile con quella certificata. Una cosa ribadita anche nel 2009 da apposite leggi-cartaigenica.
“anche al fine di garantire l'interoperabilità del sistema di posta elettronica certificata con analoghi sistemi internazionali”

Esiste un problema tecnico banale: una posta elettronica certificata (S/mime) non può comunicare in amaniera certificata con una posta elettronica non certificata come la PEC.
Perché se ciò avvenisse si potrebbe fare solo in due maniere ed entrambe romperebbero la certificazione. Cioe', comunichi, ma con lo stesso livello di due normali mail.
In alcune situazioni, addirittura, il destinatario con PEC non sarebbe in grado di leggere il contenuto perche la sua identita' e' dubbia.


È questo il motivo banale per il quale non può esistere la possibilità di inviare una posta elettronica certificata verso una PEC o il viceversa nonostante sia stato più volte dichiarato possibile dal nostro corpo legislativo.
E' un motivo BANALE: la PEC (posta elettronica cafona?) non e' una mail certificata.

Perché una cosa è dichiarare che la PEC sia certificata e l'altro che lo sia veramente.
Se io, per legge, dichiaro che tutti bulloni da 10 sono da 14 posso menare il torrone quanto voglio: su una vite da 14 non ci vanno.
Neppure a martellate.
Continuare a chiamarli 14 genera solo un gran caos ed errori a valanga fino a quando qualcosa di grave succederà.

Se nessuno si oppone e' perche' a tutti va bene di avere il beneplacito dello stato, avere le cosine "a norma cartacea".
Per l'uso della parola certificata all'interno dell'acronimo PEC dovrebbero sbattere in galera molte persone.
Poste Estrazione Ciccioli,
Posta Elevazione Cretini,
Postazione Elettronica Cerebrolesi,
sono tutte alternative molto più valide della nomenklatura scelta dal nostro legislatore.

Per lo stesso motivo, la presunta capacità di certificare qualcosa,  la legge prevede che noi possiamo utilizzare al posto della PEC la posta elettronica certificata (S/MIME).
Nel corpo legislativo infatti non è obbligatorio come raccontano i vari commercialisti avere una PEC ma è possibile avere anche una piu' economica e più funzionale posta elettronica certificata.
Poi se la spedisci il ricevente, che e' generalmente tonto, va fuori di matto.

vediamo:


Art16 2/2009

6. Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. 


Questo comma infatti non solo dice che io posso usare una posta elettronica certificata SMIME ma addirittura sta dicendo che io sono obbligato a NON utilizzare la PEC in quanto quest'ultima non garantisce quello che il comma chiede: la ricezione della comunicazione l'interoperabilita' e l'integrita'.



 
I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6
Idem come sopra con patatine fritte




Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, qualora non abbiano provveduto ai sensi dell'articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell'Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, istituiscono una casella di posta certificata o analogo indirizzo di posta elettronica di cui al comma 6 per ciascun registro di protocollo

E ti voglio vedere un ministero che manda una PEC  (posta NON certificata) in DE, CN, USA o in Fr... Sono obbligati ad avere una SMIME.




Ma non e' tutto Il Ministero dello Sviluppo Economico chiede Lumi all’ISCOM (l’Istituto Superiore delle Comunicazioni) visto che gli informatici continuano a rompere le scatole e dall'estero ci deridono.
L' ISCOM, non un pisquano qualunque, ma la massima autorita',  risponde:la PEC e' roba da gente malata e mette pure una bella pietra tombale:

“La PEC non è dunque interoperabile e, proprio perché non basata su uno standard internazionale non è integrata nei software commerciali di gestione della posta ”

Insomma se inventi le ruote quadrate non puoi correre sulle autostrade digitali.



Dopo tutti questi disastri,
dopo circa 11 anni in cui vengono emesse leggi per cercare di far funzionare la posta politica italiana,
dopo un ulteriore ammasso di leggi,
dopo leggi semestrali  per cercare di farla fuzionare,
dopo l'uccisione della versione PACco,
dopo aver visto che neanche il processo telematico vuole utilizzare la PEC, perché si sa che altrimenti non funziona un tubo,
dopo aver visto che comunque rimane tutt'oggi impossibile per un'azienda italiana mandare e ricevere comunicazioni, attraverso la presunta certificata italiana, soprattutto se inviate all'estero, la domanda sorge spontanea: perché non la facciamo finita?


E invece no.

siamo qui ancora a parlare di PEC.

Continuano a legiferare. Sono ANNI che legiferano e ogni 6 mesi aggiungono questo o quello...
La banana e' storta cerchiamo di raddrizzarla.

Faccio un esempio, il Ministero dello Sviluppo Economico, 9 maggio 2014, dopo un potente uso di peyote,  ha precisato che

"alla luce della normativa vigente, risulta oggi indubitabile che per ogni impresa (sia essa societaria o individuale) debba essere iscritto, nel registro delle imprese, un indirizzo di PEC alla stessa esclusivamente riconducibile


certo, ovvio.
Essendo una mail che non  certifica chi manda e chi riceve sono sconosciuti.
Nessuno sa chi tu sei e allora hanno fatto dei ridicoli elenchi ma spesso uno fa una PEC e poi la usa un po' per tutto e la presta alla moglie. 
Tanto e' un contenitore VUOTO.
E allora facciamo una legge che dice che non posso usare una mail se non per uno specifico compito.
Magari, con una legge del genere, pensava il consumatore di peyote,  riesco a capire chi mi sta mandando quel caspita di preventivo firmandosi solo con una riga "sono Jo, il tuo idraulico".

Nonostante la legge  continuiamo a non sapere se la mail e' mandata dalla segretaria, dal contabile o dal cuoco.
Sappiamo giusto che PROBABILMENTE (ma non certo) e' inviata da quell'azienda.


Conseguenza: un amministratore delegato di 3 aziende avra'
1firma fisica
1 firma digitale
1 posta elettronica certificata
4 o piu' PEC che pero' saranno accessibili da 10 persone almeno.


Inoltre l'elenco degli indirizzi della CCIAA non e' verificato con nessun automatismo ma viene considerato perfetto dalla legge.
Se la tizia allo sportello scrive "cosa" anziche' "casa" sono azzi vostri.

E' piu' volte capitato che non fosse esistente l'indirizzo, non fosse corretto o non fosse piu' accessibile da parte dell'utente. 
Tutta roba controllabile in automatico dalle CCIAA senza intervento umano. 
Lo fanno tutti i blog, i forum,  tutti i siti di e-commerce e lo fa persino lo spam.
Ma non lo fanno le CCIAA.
Lo stato non e' in grado di assumere un programmatore 10 minuti. Troppo impegnato a fare la prossima legge sulla PEC.
Evvai di processi a raffica! Evidentemente la giustizia e' troppo veloce.

In un caso addirittura sembra che il gestore di posta abbia assegnato la medesima mail a 2 societa'.
Fosse vero significa che lo stato non verifica coloro che dovrebbero rendere "speciale" la PEC.
Nessun software pronto le ottempera.
Lo stato non richiede i sorgenti.
Conseguenza: la PEC non e' affidabile.

Un'altra volta la camera di commercio pare abbia messo nel database un indirizzo gia' esistente.
Come sia possibile visto che e' vietato e' un vero mistero.

Tre quarti di questi problemi  con la posta certificata (SMIME, cosa lo dico a fare?) non esistono: perche' usare la PEC?


I vari legislatori che cercano di aggiungere leggi su leggi per raddrizzare la banana, ormai purea tanto smartellata, non hanno ancora scoperto un fatto importante:
La PEC non certifica neppure il destinatario.
Sembrera' banale ma se noi mandiamo una PEC ad una persona non siamo sicuri da chi abbiamo mandato la missiva.
I legislatori dalla creazione in avanti sono rimasti alla considerazione della busta cartacea in un piccolo paese. Se mando all'indirizzo del barbiere la ricevera' il barbiere. No?
NO
Ecco perche le raccomandate di carta si firmano.

La PEC certificando il solo invio se ho sbagliato l'indirizzo non posso saperlo.

Per es
se mando una mail a "cosedicasa@insicuremail.it" o a "coseperlacasa@insicuremail.it" sono cavoli miei.
Come del resto se invio la pec selezionandomela incorrettamente.

Non e' banale visto che io dovrei identificare la PEC di destino da una serie di fantomatici elenchi fatti alla carlona, con manutenzione circense e dalla consultazione bizzarra.
A questo aggiungiamo l'errore umano.

Se guardiamo gli indirizzi sembrano tutti uguali: l'url e' sempre lo stesso (es insicuremail.it) e l'address sempre da ragazzino tipo paolo.rossi.23@insicuremail.it (il punto fra nome e cognome, maddai..) o serramenti@insicuremail.it

Una volta inviata ho la ricevuta dell'invio a pippo@insicuremail.it
Se esiste la casella pippo@insicuremail.it sembra tutto regolare.
peccato che non era la persona, l'ente, l'azienda con cui DOVEVO comunicare.
Io sono tranquillo: ho fatto l'invio.

Salvo  scoprire, mesi dopo, che nessuno ha visto quei documenti urgentissimi.
Perdo la casa, vado in galera, perdo i 200.000E.
Perche'?
Perche usando la PEC ho mandato della roba alla persona sbagliata.
Ero tranquillo perche avevo la ricevuta legale dell'invio equiparata alla lettura. 
 
Ecco perche' se dovete fare qualcosa di serio e' meglio, moooolto meglio,  usare la raccomandata cartacea.

La S/MIME, al contrario, certificando l'avvenuta lettura incorpora l'identita' del destinatario che ha letto. Nome Cognome e codice fiscale: certifica la lettura con la persona e addirittura puo' negare la lettura a chi non e' il destinatario.









La PEC è uno dei tanti progetti che sono nati male.
La  prima volta che ho sentito parlare era forse 15 anni fa:  è transitata prima dalla sinistra poi dalla destra e poi di nuovo alla sinistra.
Si pensava che fosse l'ennesima boutade che mai avrebbe visto la luce. Oltretutto in un mondo gia' dotato di posta elettronica certificata, sia SMIME che PGP.
Nessuno ha voluto ucciderla perché probabilmente quando è arrivata ad una certa “altitudine” ormai erano stati spesi troppi soldi e quando si spendono troppi soldi si cerca di riparare la cosa anziché sopprimerla.

Buttiamola e facciamo tutti una posta certificata (s/mime),
Manteniamo l'address e le trasformiamo tutte le pec di m in SMIME.
A quel punto mandare una e-mail vorrà dire automaticamente essere riconosciuti come persone, firmare il contenuto ed evitare tutti questi casini a cui ci hanno abituato.



Purtroppo abituati alla PEC nessuno si lamenta piu'.
Sono ormai rassegnati.
Sembra solo l'ennesima "cosa" che lo stato ci obbliga a fare come l'autodichiarazione sull'uggiosita' umorale in 15 copie.

Peccato che poi quando i nodi vengono al pettine fanno male.

Ma tanto cosa fai, non arrivera' proprio a te quella megamulta o la notifica che stanno indagando su di te.... che non leggerai
La dichiarazione importante che hai spedito figurati se non e' stata letta: ho la ricevuta d'invio mandata ad un bengalese.

Ma alla fine scriverne e' inutile: dal 2005 si sapeva che la PEC era una roba da galline con abuso di met.
La cosa incredibile e' che le galline sono ancora vive e drogate.
Sembrano Ozzy Osburne: si cala di tutto ma e' sempre li.
Abbiamo Sid Barrett come legislatore!
Dopo tutta questa droga pesante interstellar overdrive ci sta, cerco l'LP e lo metto sul piatto.

lunedì, maggio 09, 2016

TV STORY 1935





Nel gennaio '35, un rapporto della commissione insediata l'anno prima dal governo inglese stabilisce che il futuro sistema
Dovrà essere ad "alta definizione".

Dovrà ovvero avere un minimo di 240 righe e 25 quadri al secondo.
Nel 1935 non solo in Inghilterra esiste un terreno fertile per la tecnologia, ma addirittura lo stato spinge perché si faccia uno standard che permetta l'interoperabilita' come avviene per le radio AM MA anche e  soprattutto sprona la televisione ad avere uno standard qualitativo molto elevato.
Allo stato d'arte.

Agli itaGliani, nel frattempo, non e' bastato cacciare Guglielmo Marconi e ora proseguiamo nella medesima direzione di genti ignoranti spaventate dalla tecnica (il terreno per la nascita dei grillini?).


In pratica nel 1935 mentre noi italiani eravamo tutti impegnati a cercare di dare una collocazione politica alla radio (essendo scienza dei dibattiti tra formiche se ne strabalta) , gli altri volavano avanti. 
E' la solita italietta che deve dire  la cosa preferita  del partito politico preferito.

Inoltre stavamo cercando di limitarne gli effetti di comunicazione mondiale della pericolosissima radio, limitandone la tecnologia ma  nel resto del mondo intanto si parlava di televisione.

Non bisogna far si anche l'italiano, il grande popolo italiano che ha dato i natali ai valvassori e ai romani, scopra di essere nazione del 3zo mondo ascoltando gli inglesi e i francesi.
Se  vi sembrano le cose dette nel 2014 dal ministro Franceschini, allora un secolo e' passato invano nel matrix italiano.

Sempre da questo fatto capiamo che la dizione “alta definizione” si riferisce non a un televisore più o meno pubblicizzato nel 2012 ma ad un televisore del 1935.

Il marketing sa perfettamente che una parola che non è stata usata per almeno vent'anni è una parola nuova e quindi è stata riutilizzata altre volte come del resto turbo o lunare (chissà che non torni anche questa).

Così il primo servizio di alta definizione trasmesso nel mondo è stato creato dalla BBC nel 1935 in gran pompa magna.

Ovviamente era in bianco e nero, 405 linee interlacciate e usava un sistema elettronico che era ormai considerato nettamente migliore poiché sembrava promettere quello che poi effettivamente ha mantenuto.

giovedì, maggio 05, 2016

banche again N again


Sicuramente in questi giorni avrete sentito parlare del fondo atlante.

Nel frattempo è ormai da molti anni e chi si è insediato a capo del governo ci racconta con regolarità da serial televisivo che le banche stanno molto bene in Italia e non hanno nessun problema di crediti corrotti.

Lo diceva monti che crediti erano al sicuro mentre uno sfigato blog di provincia, e molte associazioni di rating, dicevano che non era proprio così.


Nel momento che molte parlava della sicurezza delle banche veniva giù un colosso chiamato Monte dei Pesci di Scema (io vedo cosi' l'acronimo di MPS).


Se è passato dall'epoca in cui la politica italiana raccontava promesse che non era in grado di mantenere all'epoca in cui esiste la più completa negazione della realtà.

Se guardiamo monti-sfigoman continuava a dire che stava diminuendo le tasse aumentandole, che stava aumentando la credibilità italiana perché non esisteva più Berlusconi... mentre facevamo una serie di figure da cioccolata ai colossale ed infine il patatrac.

Passa di lì letta e nulla migliora oltretutto dura più o meno tempo di una scorengia media.

Infine Matteo renzi.

Il ridanciano personaggio comincia a raccontare ancora le stesse stupide cose dei suoi predecessori:

le nostre banche sono sicure,

il nostro Stato è ricco di roba,

noi siamo fighi,

le aziende italiane sono all'avanguardia,

ma soprattutto non abbiamo sofferenze nelle banche.



Neanche fare apposta fallisce una banca ogni mese.
L'economia precipita.
Bisogna però fare un piccolo passo indietro su cosa successo negli anni passati per capire perché siamo così invischiati in quella sostanza marrone che non è cioccolata.

Nelle passati è esistito un problema molto grosso che deriva dall'esplosione di mercati come la Cina che iniziano a produrre materiale a un prezzo che non siamo in grado di eguagliare.

Fanno eccezione a questa concorrenza spietata le cose voluminose come può essere un divano o le cose ad alta tecnologia come può essere la meccanica di precisione. Alcune branche dell'elettronica dove gli investimenti e la tecnologia avanzata contano.

Il risultato è che per poter far fronte alla crisi è necessario avere un'elevata scolarità e una cultura oltre la media per poter produrre in maniera innovativa pure produrre oggetti innovativi.

Perché come ha  già dimostrato l'Ikea fare un mobile in qualche maniera se costa esageratamente meno riuscite a disintegrare qualunque mobiliere anche di zone dove si facevano cose notevoli come Cantù o Lissone.
Un  mobile fatto in Indonesia, oppure fatto da attrezzature esageratamente tecnologiche, disintegra l'operato del provinciale.


Il provinciale infatti non può competere con la precisione delle macchine per quanto riguarda la grossa serie ne può competere con i costi della realizzazione fatta in paesi anche relativamente vicini.

In realtà il provinciale non può neanche competere con la qualità della costruzione se non fosse che, essendo appunto di provincia, dove è l'acquirente tenderà ad avere un gusto più simile al produttore. Ma purtroppo avrà un prezzo di almeno 2 volte tanto.

In questa situazione lavorare impossibile, non esiste competizione.

Il mercato del lavoro collassa e in una nazione dove la cultura molto bassa, l'istruzione non è una risorsa ma un posto dove parcheggiare insegnanti che non sanno nulla ma necessitano di stipendio, è un casino.


Così quando negli altri Stati la gente non è stata più in grado di pagare il mutuo perché aveva perso lo stipendio si è avuto un crollo del valore degli immobili, l a morte delle banche che avevano concesso i prestiti.

Ma poi piano piano si è tornati verso la normalità non ancora livellata ai fasti precedenti ma comunque funzionante.


In Italia invece chi è in grado di onorare i propri debiti è cattivo in quanto ricco.
Chi è un'azienda, come una banca, è considerato ricco perché muove tanti soldi è automaticamente cattivo.
Una messe di idioti che decide di spendere dei soldi che non ha non riuscendo a leggere le condizioni che sta firmando sul contratto invece sono poveretti che vanno salvati con i soldi degli altri.

Così per evitare di incolpare quegli stronzi che hanno deciso di chiedere un prestito che non avrebbero mai onorato in Italia sono fatto un sacco di leggi e sotterfugi per non dire che la colpa era dell'italiano medio e di conseguenza sistema bancario italiano messo a soqquadro dei mutui aveva scardinato completamente il nostro sistema di vita.

Non solo quindi si era fatto un sistema di leggi per evitare che la gente perdesse la casa quando non era in grado di pagarla, facendola pagare agli altri cittadini, si era anche tenuto nascosto che le banche erano nella cosa marrone.

Erano contenti tutti: i cittadini che pensavano che tanto, come al solito, si faceva una piazzata il pagamento lo facevano gli altri. Nella storia italiana esiste un approccio che si chiama unite coloro che hanno fatto le cose in maniera regolare e santificate coloro i quali hanno fatto i furbetti.


Le banche dal canto loro erano molto contente perché se venivano definite solide le azioni, quindi il valore, rimanevano alte.

Come si vede un sistema connivente nei quali il governo faceva la sua parte con monti che dichiarava tutto il sistema era buono, solvibile e senza spazzatura come i mutui.

I cittadini col mutuo col culo che gli si stringeva erano felici perché le loro cazzate non ricadevano sul loro stessi.

Gli azionisti delle banche, molto spesso piccoli risparmiatori, erano contenti perché vedevano che i soldi crescevano.

I banchieri erano felici perché grazie queste bugie potevano continuare a far funzionare delle banche che sostanzialmente erano fallite.



Se guardiamo la storia delle banche vediamo automaticamente che ci sono due costanti: la pancia piena di titoli di Stato e di mutui e un valore dell'azione che non corrisponde al valore aziendale. Questo causa una sovraesposizione e rende la banca ancora meno stabile.




Lo vediamo bene con banche di Vicenza una cosa ridicola e aveva piazzato le proprie azioni a un valore di 62 euro ma il mercato le ha piazzate a 0,1.
In pratica se avevate un bell'investimento polposo da 60.000 euro e pensavate di farvi una Jag ora al massimo potete comprare uno scooter 50 che non abbia troppe pretese.

Al di là degli intrallazzi della banca stessa il gioco stato reso possibile dal silenzio che doveva coprire il fatto che queste banche sono di fatto fallite.

Ovviamente quando una banca, o qualsiasi altra azienda, è fallita ma per qualche perverso meccanismo lo Stato decide di girare la testa da un'altra parte per qualche tempo automaticamente qualcuno ne approfitta.

Dopotutto pensateci bene siete praticamente già falliti perciò non potete andare peggio di così: qualunque punizione non può essere peggiore del fatto di essere di fatto morti.
A questo punto se fate altre porcherie la situazione di certo non si aggrava, anzi, potete ricavarne benefici personali.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa hanno fatto gli altri stati oltre ad avere un'istruzione migliore o ad avere situazioni migliorative, come la Germania che sostanzialmente non ha mutui, a risollevare il mercato bancario. I giornali dicono che alcuni stati tra cui la cattivissima merkel hanno dato dei soldi delle banche.

È vero hanno dato dei soldi alle banche quando l'incendio appena iniziato e arrivare ad estinguere il fuoco in quel momento era relativamente semplice ed era una cosa ottima da farsi.

Una volta spento il fuoco per evitare che qualcuno approfittasse della presenza dei pompieri si è optato in tutta Europa per il discorso del bail in.

In Italia invece si è optato, vista anche difficoltà in altri campi, di far finta che le nostre banche andassero bene.

Invece, com'era normale che succedesse, l'incendio si è propagato diventato molto più grave.

A questo punto ci ritroviamo con un sistema bancario al molto compromesso e la mancanza di pompieri.

I giornali italiani danno la colpa del fatto che noi non possiamo utilizzare soldi pubblici per aiutare le banche ai cattivoni dell'Europa ma in realtà è una sua scelta abbastanza saggia per due motivi:

il primo motivo è che ormai quello che è stato compiuto o è stato risolutivo oppure ha causato altri danni e il secondo che se non si è fatto nulla non basta più mettere un po' di soldi ma occorre fare una rivoluzione.

I giornali continuano quindi raccontarci del fatto che i tedeschi in passato hanno utilizzato dei soldi pubblici vietando a noi italiani odiati di fare lo stesso ma se ci pensate bene nessuno ha vietato i nostri governi di fare la stessa cosa.
Hanno solo vietato di farlo 10 anni dopo di quando era necessario farlo.

Così ancora una volta anziché andare a punire coloro i quali hanno fatto mutui senza aver la possibilità di pagarli.

Anziché andare dalle banche e controllarle in maniera che chi è morto venga dal coroner definito morto e chi è agonizzante venga definito agonizzante.

Anziché dare delle regole certe per un mercato distrutto tutti questi anni di incertezze

abbiamo la soluzione all'italiana: puniamo di quelli che hanno lavorato bene.

Negli anni scorsi infatti nonostante il Bersani e altre entità idiote che hanno massacrato il mercato bancario qualcuno è ancora in attivo.




Lo stato quindi si è ritrovato in questa situazione:

banche morte

banche semi morte

banche agonizzanti
 

un casino di mutui ancora da pagare.




Da bravi italiani noi cerchiamo sempre la via traversa e siccome i soldi devono essere tanti e per legge europea non devono arrivare dallo Stato, ovvero dei contribuenti, hanno inventato un oggetto degno dell'elettronica cinocoreana:

L'aiuto di Stato che non proviene dallo stato.
Hanno inventato un coso che si chiama fondo ATLANTE.

Già nome dovrebbe far paura visto che ricorda Atlantide.

In pratica hanno obbligato delle banche a dare i soldi ad un fondo.
In pratica è una tassa sulle banche, quindi sui contribuenti che hanno i conti correnti presso queste ultime, che non passa attraverso le casse dello Stato.

Se ci pensate geniale: una tassa sul popolo che non transitando dalle casse dello Stato non può essere definita aiuto di Stato.

Geniale.




Allora vediamo un po' che cos'è questo affare qua nello specifico:

secondo il governo dovrebbe risolvere tutti i nostri problemi bancari attraverso il fatto che il fondo stesso acquista azioni di banche oppure sofferenze delle stesse.

In pratica questo fondo dovrà andare a comprarsi delle banche oppure la roba marrone che è incorporata in queste ultime.

Se andiamo a vedere esattamente quanto l'unione bancaria dice di avere di roba marrone in pancia descrive un numero che è da sbiancamento dei capelli così forte da avere dei denti splendenti: 200.000.000.000. Questa è la cifra ufficiale, cioè non può essere di meno, dei prestiti fatti che sicuramente non sono riusciti ad avere indietro.

In pratica sono 200.000.000.000 di gente che non paga il mutuo, non paga un prestito fatto per acquistare un macchinario, non paga l'automobile non paga uno dei famosi prestiti fatti agli amici.

Sono 200.000.000.000 di euro che quando è stato chiesto di averli indietro è stato risposto: no grazie, non te li restituisco.


Il fondo dovrebbe aiutare a smaltire in qualche maniera non troppo chiara questo valore e siccome il momento il fondo vale 5.000.000.000 capite che è un po' difficile.
"Hei devo alzare un carroarmato."
"

In pratica e' uno scenario che fa paura che è arrivato questo punto semplicemente perché quando era il momento non si è deciso di operare e il cancro. Nel frattempo è andato avanti complice anche il fatto di voler salvare coloro i quali non erano in grado di pagare quello che avevano comprato.

Ad ascoltare i vari ministri che appoggiano le banche il piagnisteo è sempre quello: non vengono cedute le sofferenze perché vengono pagate troppo poco.

Qualche giornale di parte, dice che il poco è poco perché gli sporchi banchieri vogliono guadagnarci.

In realtà è vero ed è sbagliato allo stesso tempo. Se li cedessero al valore di mercato la banca fallirebbe. Li trattengono perché sperano di portare a casa in qualche maniera di piu' oppure che qualcosa cambi per poter riuscire a venderli a un prezzo di mercato simile a quello che si usa in altri paesi.

In altri paesi questi crediti deteriorati, prestiti che nessuno restituisce, valgono molto di più e le società che  acquistano sono specializzate nel trattare questo tipo di credito.

Il lacoro di queste società che comprano a poco prezzo roba marrone e da questa dopo un certo tempo riescono a portare a casa una percentuale che è superiore a quella di acquisto così facendo hanno guadagno.  Tutti lavoriamo per un guadagno.

In pratica se la società X acquista mutui per 1.000.000 di euro pagandolo 100.000 euro e dopo un certo numero di anni riescono a portare a casa 200.000. Sono società specializzate nel trattamento delle acque nere sostanzialmente.

I nostri banchieri si lamentano che il costo a cui vendono la roba marrone è molto basso.

Hanno ragione?

Purtroppo la risposta è sì.

Provate a immaginare il classico mutuo:

in famiglia hanno deciso su di un reddito di 2500 euro di fare un bel mutuo di 1500.

A questa cifra si collega al fatto che la macchina nuova, assolutamente necessaria, fornisca un ulteriore spesa di 500 euro. A cui si aggiungono spese varie come il mobilio a rate, il telefonino ormai regolarmente a rate, e altre schifezze. Alcune volte le rate si sommano per dei periodi superando il reddito famigliare erodendo il fieno in cascina.

Mettiamo che a questo  punto "famigliola felice" decida di non pagare il mutuo perché uno dei due coniugi viene licenziato.

Della macchina non è possibile farne a meno altrimenti non si riesce ad andare più lavoro in tante zone d'Italia. Gli altri beni sono strutturati in due o tre anni, come il telefonino, anche cedendoli non valgono più di un cerino usato.

La cifra più grossa che comunque non sarebbe possibile pagare con un singolo stipendio è il mutuo.

Questa è tutt'altro che una situazione estrema e sicuro che dopo vent'anni in cui ho fatto credito al consumo e ho visto veramente di tutto vi posso garantire che una situazione abbastanza normale.

In molti stati acquisire un credito deteriorato di questo tipo, vuol dire acquisire la casa, buttar fuori i proprietari, metterla su un mercato saturo di case dove il valore di riacquisto è decisamente inferiore al valore iniziale della casa stessa.

Questo causa due cose:
 innanzitutto che i proprietari non riceveranno nulla dalla vendita stessa e
come seconda cosa la valorizzazione che finisce in tasca alla società che mette in vendita la casa sarà bassa anche perché non deve rimanere in vendita più di un certo tempo perché ogni mese equivale a una perdita finanziaria.
Pero in pochi mesi l'investimento termina e con il valore rietrato si riparte per un'altra acquisizione.

In Italia la gestione del credito deteriorato diventa un'altra cosa:

Innanzitutto se uno non paga delle rate lo Stato dice che deve pagare chi ha prestato i soldi.
In pratica aspetti.

Solo in casi estremi, dopo spese legali, dopo pignoramenti, dopo altre cose si arriva alla vendita della casa.
In pratica aspetti.
In piu'  diventa difficoltosa se abbiamo a che fare con figli o anziani ovvero l'80% delle possibilità.
In pratica aspetti.
Ma la casa con dentro la gente non si può vendere e allora ci sono tutta una serie di ammennicoli e difficoltà. In pratica aspetti.

Da quando uno decide di non pagare più a quanto effettivamente la casa viene venduta passano molti anni.


Inoltre l'Europa ha già messo parzialmente in dubbio l'operato di Atlante: se come è stato detto dal  sottoscritto è un aiuto di Stato camuffato da privato la domanda vera e cosa succede dopo?




Ed infine, la cosa più importante di tutto il discorso lunghissimo:

Signor Renzi abbiamo ancora il coraggio di dire che il sistema bancario italiano non è stato corrotto?

Ma lo sa che lei è peggio dei Grillini?

Quante banche ancora stanno per saltare?

Dal momento che esistono dei bilanci e gli amministratori delegati lo sanno perfettamente non sarebbe il caso di fare una bella task force governativa metterli tutti insieme e chiedere di dare delle cifre così almeno sappiamo dove andiamo a spiattellarci?

Perche sarebbe utile sapere dove ci troviamo per sapere ancora quanto abbiamo da affondare.

Viene quasi il sospetto che Berlusconi non sia stato fatto saltare perché ha fatto quello che ha fatto ma perché non voleva dire che il nostro sistema bancario faceva schifo.
Forse era troppo anche per lui e hanno dovuto mettere dei professionisti del pulito per dire bugie ancora più grosse.

In effetti la storia delle banche molto solide e' iniziata con monti o sbaglio?
Comunque sono stufo di sentire che sono solide e poi udire il tonfo

"sono solide!"
CRACK
"sono solide!"
SBONK
"sono solide!"
SPATAPAM
"sono solide!"
CRASH
"sono solide!"
SUPERCIUK
"sono solide!"
CRACK


Posso votare il commisario Tronca?
Dreh dich nicht um
Der Kommissar geht um
Er hat die Kraft und wir sind klein und dumm
Und dieser Frust macht uns stumm
 

mercoledì, maggio 04, 2016

TV Story 1934




1934
La massima definizione raggiunta fu  di 240 righe con 25 quadri al secondo
non sara' elettronica ma qualcosa si incominciava a vedere.
Non trovate?

lunedì, maggio 02, 2016

Tv story 1932



A metà del 1932 la BBC iniziò trasmissioni regolari 30 linee.
Quello che vedete e' lo screenshot del sistema baird, non male dopotutto.

A metà del 1932 la BBC iniziò trasmissioni regolari 30 linee.

Nel frattempo in italia l'industria del settore stentava a tenere il passo con i progressi raggiunti via via dai servizi radiofonici.  Il tentativo di realizzare un apparecchio AUDIO particolarmente economico, il radiobalilla ma molto politicizzato determinando l'utilizzazione di materiale scadente,  non aveva avuto molto successo.

Tanto  per cambiare la politica italiana ci mise spesso il becco,  finendo per annullare i perfezionamenti conseguiti nella progettazione tecnica.

L'italia rimase cosi' un mercato ridotto rispetto agli standard medi di altri paesi europei. Altrove non avevano politici che volevano imporre limitazioni tecniche alle nascenti industrie. Un vezzo che non solo era gia' consolidato all'epoca,  che blocco' tutto lo sviluppo tecnologico fino ad oggi.

Mai fare cosa nuove. 


Il nuovo e' male.


La nuove idee sono per i pazzi.



Come conseguenza per molti anni a venire nonostante fosse addirittura vietato (e punito severamente) l'uso delle radio provenienti dall'estero, il mercato italiano aveva delle percentuali importanti di queste ultime percheì non solo il prodotto indigeno era molto scadente ma era bloccato si che potesse ascoltare il solo regime e per le stesse ragioni era sensibile come un paracarro medio.