lunedì, dicembre 27, 2010

stereo & surround for dummies THX

La storia del THX e' una di quelle strane.
Mi accorsi della presenza del logo all'incirca negli anni intorno al 95 quando cominciarono a chiedermi degli apparecchi con la FUNZIONE THX.

Quando cercavi di spiegare che non era una funzione se ne andavano arrabbiati.

Poi per forza che gli ignavi hanno fatto la fortuna dei costosi centri commerciali.
Comunque sia c'era una richiesta del simbolo, non era ancora di moda il modo osceno di chiamare un surround 4.0, 5.1 e pippo.filippo.
Cominciavano a chiedere "qualcosa di piu' ma spendendo uguale" cosa quantomeno impossibile, no?

Il THX non e' di per se un'idea malvagia, visto che i cinema spesso suonavano in qualche maniera e le cose di casa non sempre erano eccellenti (ma un wf da 20 e un tw a cupola non lo si negava quasi mai) una certificazione da parte di una major non era un'idea malsana.
L'idea, penso, era quella di un sigillo di qualta': sotto questi standard se e' bollinato non si va.

Bello, no?

Avere la certezza che la roba che compri non sia scoria di vacca e' un desiderio condivisibile.
Se questo poi avviene in maniera facile, vedendo il bollino THX, anziche passando le notti sui fintocataloghi e cercando di sentire dal vero, cosa sempre piu' difficile vista l'avanzata delle grandi aree, parrebbe una cosa molto buona.
In poco tempo pero' il logo apparve anche su apparecchi non propriamente ben suonanti.
Era difficile spiegare perche un ampli Onkio e casse Warfedale non avessero la "funzione" thx quando un orrido cubone la metteva ben in evidenza ad un prezzo nettamente inferiore.
Probabilmente e' successo che il test sugli apparecchi venisse delegato a terzi o concesso sulla fiducia. Una volta concesso a qualcuno un risultato, tipo dare il thx a chi non e' neppure hifi, qualcuno di grosso ha preteso il medesimo trattamento.

Prendiamo questa frase:
In the world of THX Certified speaker systems, a 12-inch or 2×10-inch subwoofers is a minimum requirement.

WoW, come non essere d'accordo! Un bel 30cm con un megamagnetone.... non e' un sollazzo?
Peccato che roba con 8-inch sia certificata!
Ora, un woofer da 20cm puo' fare la sua porca figura specie se alimentato bene e con magari un B4, ma purtroppo anche il resto dell'affare non sembra cosi' performante.
Ad oggi sono meno i prodotti THX pessimi, ma qualcuno rimane.
La domanda e':
Quali sono i parametri che un impianto deve avere?
Quali caratteristiche l'apparecchio singolo?
Il sito thx.com e' assai vuoto, parla di noiose qualita', di coerenze ma senza essere chiarificante...
Pero e' implicita una cosa una cosa: gli apparecchi certificati non mantengono la certificazione se non installati dal personale THX.
THX, al di la delle brutte figure rimane un'idea simpatica.
Quando saranno un pochetto piu' espliciti ne parleremo ancora.
Ad oggi e' stata un'occasione persa.

sabato, dicembre 25, 2010

stereo & surround for dummies Kg e salumi 2/2

continua....
Contemporaneamente stavo imparando a leggere la roba di Bo Arnklit e Renato Giussani sulle casse e cominciavo a sospettare il fatto che non fossero delle resistenze impostate su 8ohm come delle lampadine ma che fossero oggetti piu' complessi.
Gli iniziati commenteranno con un "ma va' che scoperta!" , ma per me allora fu lo schiudersi di un mondo chiamato thiele&small
Le casse, quegli affari sembrava dovessero avere un'impedenza quantomeno bizzarra, di conseguenza gli ampli avrebbero dovuto possedere una buona dose di amperoni selvaggi. Amperoni sicuramente erogati da un'elettronica generosa ma forniti da un alimentatore.

Non me ne rendevo ancora conto nonostante anni di pensieri impuri ma dopo aver letto tonnellate di schemi e spiegazioni sul cosi' perche cosa', sulle casse da connettere a questi schemi, sul perche' era stato usato un esotico mosfet o un hexfet anziche' un banale 3055 da due soldi che era giunto il momento di trasformare in realta' un'elucubrazione durata anni. Nel partire dal trasformatore, di una misura non in commercio, cominciai a calcolarlo per poi avvolgerlo.

Lo schema, sempre usato come base di partenza, parlava della tensione ma non della corrente e iniziai a scartabellare tutti gli schemi che avevo accumulato per cercar consiglio.
Quando non vi erano dati, molto strano poiche' alcuni si rivolgevano a gente principiante che comprava il kit premontato da 30W, fornivano un alimentatore generico. Che cosa avrebbe dovuto acquistare uno (l'acquirente tipo del premontato) che non reggeva un saldatore in mano?
Comunque notai che il trasformatore medio consigliato per un 100Wx2, la misura piu' ambita, era un affare di notevole tensione, -+60V e una corrente da 1 a 3A.
Nuova elettronica, una delle riviste pornografiche, forniva anche case, tasti, lancette e alimentatore.
Per il 30Wx2 addirittura alcuni fornivano un 12V 1A!Mi sembrava strano.
Se avessi attaccato quell'alimentatore consigliato per un ampli da 100W, per godermi il ronzio della 50Hz, DIRETTAMENTE sulle casse da 4 ohm non avrei tirato fuori piu' di 20W prima di far sedere la tensione del trasformatore....

Numble numble. mi dicevo.

L'amico amplificatore deve essere un generatore di tensione ma se l'alimentatore cede con l'aborrita controreazione puo' compensare un po' ma con piu' compensa piu' l'altro si siede.

La controreazione era il diavolo in quell'epoca: tutte le interviste ai vari mark Leviston e relativi gatti descrivevano la fine della fame nel modo e il cessare delle guerre con la semplice eliminazione delle controreazioni. Chissa' se avessero visto i cosi che si sarebbero venduti 30 anni dopo!


Come spesso accade venne l'illuminazione, forse anche in quell'occasione ero sul water ma esisteva gia' il flusso canalizzatore: per fare musica servono Ampere!

Stavano progettando ampli da 10W e io non me ne ero reso conto.
Che ignorante!

Gli ampli autocostruiti per fare vedere che erano economici rispetto al "pronto" non esitavano a mettere alimentatori ridicoli. Cosi' uno dei motivi dell'autocostruzione, l'economia, diveniva bella evidente e l'ampli da 100wattonzi, il desiderio del numero tondo, anziche' costare 600.000lire costava 100.000.
Cosi' il tremendo e poderoso ampli da 100Wattoni veniva equipaggiato da un trasformatorino che a 20W su di una resistenza da 4ohm l'alimentatore urlava pieta' da un pezzo.

Un'ampli da 100W per canale dovra' farlo a 8 come a 4 ohm e se la cassa sara' reattiva, come spesso accade, ci saranno momenti in cui l'impedenza sara' meno o di piu'.
Nel primo caso eroghera' sqrP/R=I 3.5A (x2)

R*I=V all'altoparlante arriveranno 28V, con gli stessi su 4 ohm (se la cassa scende) erogheremo 195W e 7A.
Se dovessimo pensare che a 4ohm ci basta comunque erogare 4 o 5 ampere lasciando sedere l'alimentatore e finendo per erogare 60- 70W circa vorrebbe dire che ci sta bene il fatto che abbiamo appena deformato il segnale d'ingresso. Stiamo distorcendo non di poco visto che in quel momento dovevamo erogare quasi il triplo.
La variazione dell'impedenza di una cassa e' continua e non prevedibile, nel senso che ogni cassa ha la sua, ed e' un mix di condensatori, induttanze e resistenze non note. Alcune casse hanno dei momenti che scendono sotto i 2ohm, altre che si mettono a fare il generatore.

Per avere un ampli da 100W su 8ohm che non si metta a piangere se scende l'impedenza della cassa durante un colpo di bassi dovremmo avere un alimentatore da 200W se non fosse che il rendimento di un classe AB e' circa il 50% e i canali son due l'alimentatore dovrebbe essere da 800VA.
Se non stiamo facendo l'ampli super figo e abbiamo un bel pacco di condensatori possiamo permetterci un grosso sconto, il 30% e comprare un 600VA.
un ulteriore sconto fara' si che avra' peggior risultato con casse difficili: distorsione, bassi mollicci, alti duretti e ruvidi...

Cosi' basta prendere la tabella di un qualsiasi costruttore di trasformatori e leggere i pesi.
50VA 1.1 Kg
100VA 1.7.Kg
200VA 3.2 Kg
300VA 4.5 Kg
500VA 5.9Kg (buono per un 80WX2)
750VA 8.9 Kg (100-110W)
1000VA 10.9Kg
1500VA 12.5 Kg
2000VA 18.0 Kg (come era la storia dei surround da 1000W e 3Kg?)
3000VA 21.2 Kg (e avete bisogno di un contatore nuovo)

A questo va aggiunto ovviamente altro peso per la scatola: avere un trasformatore da 10Kg vuol dire che non si deve sfondare il pannello frontale tutte le volte che lo spostate dalla mensola, no? Allora un altro 10% vanno nel contenitore. Un altro 5-10% vanno nel pre se e' un'integrato, e nei connettori...

Andiamo a verificare:
Se andiamo sul professionale (bassa qualita' ma nervi saldi) e guardiamo l'erogazione continua RMS... SORPRESA!
i conti torneranno!
Il KARMA 60Wx2 pesa 5Kg
il modello PA6500 da 2*275 a 8ohm pesa 19Kg
e il 375Wx2 su 8 (pa 33V) pesa oltre i 24Kg. Costa anche poco 799 euretti: in bridge eroga piu' di 1000W

Il motivo e' semplice: quando si deve fare un progetto di una sala da ballo o di un concerto sappiamo cosa facciamo e se lo spacciatore di ampli ci tira una bufala cinocoreana (1000W che sono 10) solo al momento del montaggio scopriamo di essere stati fregati... perdiamo molti soldi: si ferma la baracca, si devono cercare di corsa altri ampli... e cosi' via. Ovvio che quelle aziende smettono di lavorare.

Anche nell'HiFi seria ma economica i pesi sono quelli, anzi di piu':
Per evitare comiche sedute della tensione spesso si avvolgono trasformatori "duri" che, ovviamente, pesano di piu'.

un rotel 920 AX da 20W del 1996 pesava piu' di 5 Kg
Il nad 3020, quello che ha fatto scoprire l'HiFi low budget negli anni 70 era accreditato di 20W e anche lui era del peso di piu di 5Kg.
il technics del 1991 100W no compromise pesava 25Kg
Technics SU-V7a 90W nel 1982 pesava 10Kg
Technics SU-V6X 100W nel 1983 pesava 11Kg
Technics SU-V8X quello grosso che mi dispiaque vendere era dell'83, sempre 100W (avevo detto che 100 era il desiderio, no?) pesava 13Kg
Il techincs grosso era il finalone se a5 da 120W e quasi 20Kg. Mi e' rimasto in mano solo una settimana....
Il pionerone grosso,nell 1981 era l'A9 2x110W con 16Kg
Il NAD di oggi, 2011, e' dichiarato 40W e pesa 5.6Kg.. la versione da 80W c355bee pesa 11Kg.

Come si vede non e' cambiato molto in 30 anni nel campo dell'economico... 80-100W x2 vuol dire sempre almeno 11Kg.
Visti gli ampli da sbarco e gli ampli Hi fi diamo un occhio a quelli Hi-End.
Quelli insomma che non ci possiamo permettere.

Partiamo dal mio preferito il CLASSE' DR3 da 40W.... 45Kg (si avete letto bene... 1Kg per ogni watt... scalda come una stufetta essendo un classe A)

THRESHOLD S300? 150Wx2 con 30Kg!
ACCUPHASE P-300X? 150Wx2 18Kg.
Nakamichi pa5 (100Wx2) 16Kg
Nakamichi pa5 (150Wx2) 27Kg

Potrei andare avanti all'infinito, il peso dei mostri a stato solido veniva fermato piu' dalle necessita' di trasporto che altro. Alcuni fecero dei finali 2 telai per poter mettere dentro piu' "roba". Comunque senza battere, in peso, mai il DR3, vero monoblocco di rame e ferro.

Rimane vero nel novero delle cose una cosa interessante: gli ampli che erano buoni 20-25 anni fa, come i NAD, i Rotel, alcuni panasonic e pioneer non solo non sfigurano ancora oggi ma fanno anzi un'ottima figura.
Questo vuol dire che i progettisti avevano veramente messo molto dentro a quei progetti e che la gente successivamente non ha richiesto di piu'. O forse non era il caso di andare oltre.

Nei supermercati invece gli utenti sono molto felici di NON avere 1000W perche' 24Kg darebbero fastidio ma l'adesivo 1000W e' bello e vale la fregatura.

Prima che alcuni furbi mi dicano che il loro cinocorea da 9*100 alias 1000W da 4Kg e' tutto un classe D e l'alimentatore e' pwm sappiate 2 cose:
1) alla classe D solitamente stanno MOLTO antipatici gli alimentatori switching. Inoltre se aveste un alimentatore da 1500VA computer like quanto sarebbe grosso?
2) anche se consuma la meta' o QUASI un quarto di un classe AB la classe D ha comunque bisogno di energia: se escono 1000W ne debbono entrare al minimo 1300-1500... no?



Sciura fan 20Kg! le va bene un 300W o le taglio giu' ancora 2 fette?
La mozzarella da 5Watti la incarto insieme o vuole un pacchetto separato?

venerdì, dicembre 24, 2010

stereo & surround for dummies Kg e salumi 1/2

UE' sciura!, mi ha detto 10Kg di ampli?
mi e' venuta giu' un'altra fetta: cosa faccio lascio dieci e due, va bene uguale?

Ultimamente quando parlo di potenze e Kg di ampli mi prendono per rintronato.
Pero', pero....
Tanto peso, tanta energia, tanti watts...
no?




Gli amplificatori audio generalmente non usano alimentatori pwm poiche' generano spurie poi difficili ad abbatersi. se cio' non bastasse essendo un po' lenti a rispondere non amano quei preziosi condensatori presenti vicino agli ampli, non amano passare da 0 a 30A in una frazione di secondo...
Certo gli alimentatori switching si possono progettare anche in versione tosta, ma poi non costano piu come l'alimentatore ECONOMICO ripploso e scorbutico da 50 euri per 500VA di un pc.
Cosi', anche per la facilita' di progettazione, quando un progettista audio Hi-Fi compra un alimentatore da +0-60V e' ovvio che lo faccia guardando il mercato del ferro e rame e non a quello piu economico del silicio. Sostanzialmente rimangono fuori da questo ragionamento gli ampli da auto dove hanno l'obbligo per via della CC.

Vediamo un po' per capire la proporzione Watt>Kg.

Ve la racconto come la vissi:


Quando progettavo ampli, ho iniziato intorno ai 13-14 anni, PENSANDO STUPIDAMENTE DI RISPARMIARE, oltre che ottenere risultati particolari al momento di farli funzionare spesso lasciavano a desiderare. Avevo a disposizione una sala con 20 ampli e 80 casse ma le realizzazioni commerciali anche relativamente economiche come gli ampli technics in newclassA suonavano maledettamente meglio dei miei "cosi".
Il mio orecchio funzionava assai bene ed era allenato: giocavo ad indovinare quale accoppiata ampli casse fosse in funzione al piano inferiore del negozio; gli ampli sulla commutazione erano 3 e quando il suono era buono si restrigeva ad una manciata di casse e un ampli e mezzo. Mezzo perche' alcune casse non gradivano uno dei due.

Il doppio cieco era comunque obbligatorio poiche' mi ero reso conto di essere accondiscendete verso le mie creature costruite spesso con pezzi di recupero.
In parole povere regolarmente i miei ampli venivano derisi da roba che non era certo High End.
Il perche' erano ancora tanti misteri ma uno incombeva su tutti.

Tutti noi autocostruttori pendavamo dalle labbra, dalla carta, delle varie riviste
di elettronica che consigliavano schemi piu' o meno complessi che noi cercavamo di replicare cercando, illusi, di poterli anche migliorare. Nessuno di noi aveva l'ardire, la conoscienza, di partire da zero.

Mi ricordo bene un ragazzo che aveva un conto aperto con lo spacciatore di elettronica piu' vicino, e si mise in testa di realizzare un ampli di "nuova elettronica" dotato di EXFET, mistico componente dalle capacita semi taumaturgiche.
Inutile forse dire che tutto sommato suonava cosi' cosi', ovvero, meno bene di un'ampli commerciale di prezzo simile che oltretutto non sembrava arrivare da una cantina.

Tornai a guardare dopo tutti quei mesi a disegnare gli ampli nella sala d'ascolto e mi resi conto che non preferivo gli ampli grossi perche' erano grossi (il fascino dei watts), ma preferivo gli ampli grossi perche' non erano... piccoli!
Non suonavano come i piccoli anche quando non ci davi dentro.
Il suono degli ampli "grossi" aveva delle eccezioni.
I technics suonavano anche se non erano grossissimi e altri come un Sony da 150W (sempre per canale) non mi piaceva nonostante i Watts, i grandiosi dati del catalogo e la heatpipe tanto reclamizzata ma che ci misi mesi a capire cosa cavolo era: non esisteva wikipedia & internet ed era una cosa nuova quanto inutile per quell'ampli.
Cosa distigueva i grossi pioneer dai medi mal suonanti e perche' l'anno prima anche i medi di pioneer suonavano meglio?
Cominciavo a sospettare che non era la newclassA a definire la bonta' della technics quando un mostriciattolo da 20W entro' in sala: il piccolo NAD non era grosso ma filava. Certo se si doveva fare casino il pionerone grosso era un'altra cosa e il technics enorme da 120Wx 2 era uno sbrodolo e rimaneva superiore anche a bassi volumi... ma costava... Aveva due sexy bellissimi vu meters a lancetta frenata!
il sansui da 60W stava li a guardare incartapecorito e mezzo morto anche se era il primo che anticipava la moda del nero e la manopola della radio girava da sola perche' motorizzata.
Cosa distigueva gli ampli BUONI da quelli cosi' cosi?
Oltre che grossi di numero, ma non sempre, spesso erano grossi anche fisicamente quando suonavano bene!
Anche un'altro affare a mosfet di un'altra rivista che accarezzai bene lavorandoci PER MESI sullo schema (ho sempre avuto un debole per i mosfet, soprattutto non vanno in valanga se fai una stupidata) eliminando tutto l'eliminabile per semplificare, cio' che non esiste sul percorso non puo' rovinare il suono. O almeno cosi' avevamo imparato dal famoso GATTO.
Segue...

martedì, dicembre 21, 2010

stereo & surround for dummies monobars


Molti consumatori, persone e' troppo per loro, si sono accorti che il surround era impegnativo, 5 o piu' casse, relativi cavi da nascondere o murare e altrettanti battibecchi con la moglie che ha visto su merd decor la solita casa giapponese che sembra una stanza d'isolamento.
La voglia di numerini (5.1, 7.1) fa fremere il nostro squallido personaggio alla ricerca di "qualcosa" nomeclato come surround ma scevro dall'installazione complessa. Se poi ha un costo che e' un decimo di cio' che occorre, tanto meglio.
Cosi' e' nata la sound bar, ci schiaffiamo dentro tutti gli altoparlanti e raccontiamo con un po di yadda yadda ualla catalla manga che ricreera' comunque un'immagine non solo sterefonica ma addirittura surround.
Tutti i tecnici audio del pianeta fino a ieri sono fessi?
Quelli che continuano da inchiodare alle pareti 20 casse sono degli ignoranti?

Non penso, e voi?

Lo yadda yadda parla di una serie di cose come la riflessione, quella cosina che porto' 30 anni orsono allo sviluppo delle casse 901 di un cero Amar Bose, di multipath, che si puo' fare solo se le figure di interferenza sono ben conosciute: alias il vostro locale e' presente al cm nel DSP delle bar.
Sostanzialmente le soundbar funzionano sugli stessi principi della sterefonia e surround che tutti ben conosciamo e che raccontano, salvo di tarature noiose e precise, che questo affare e' sostanzialmente MONO.
Visto che la richiesta e' mostruosa anche costruttori relativamente seri o seri, come Polk, Yamaha &c si sono messi a costruire questi affari: dopotutto debbono mangiare.

Ma forse il vero target non e' cosi' male, guardando bene la figura sopra questi sono gli altoparlanti che dovrebbero esserci dentro nel televisore. Alcune marche come Loewe li montano di serie, altre per ragioni di posizionamento (per fare il prezzo basso) si dimenticano dell'esistenza dell'audio.
Cosi' la soundbar ha una sua funzione: ridare l'audio ad un TV sostanzialmente muto.
Meglio mono ma con alti e bassi, e questo e' positivo, ma chiamarlo surround e' triste, no?

sabato, dicembre 18, 2010

fintosOurrondO for dummies 9.2

Fintosourround 9.2
Lo scenario attuale e' bizzarro.
Negli anni il consumatore, alias l'idiota, ha preferito le marche di televisori low cost che hanno sempre piu spinto verso un'abbassamento qualitativo di video e audio. In pratica nei televisori non troviamo neppure l'altoparlante tipico del portatile del 1980 da schiaffare in cucina, pero' e' chiamato stereo, hifi ed altro.
Nelle menti bacate dei consumatori ci si e' convinti del fatto che certi contenuti andavano ascoltati con un impianto surround. Un successo di marketing: dopo aver venduto un tv mal funzionante adesso vendiamo allo stesso peones un impianto che non e' un'impianto ma gli altoparlanti che mancavano prima.
Vediamo qual' e la media di quesi "cosi" chiamati 5.1 (anche 6.1, 7.1)



Innanzitutto partiamo dai 2 satelliti principali, quelli che dovrebbero reggere l'immagine stereofonica. Nel 90% dei casi troviamo un driver a cono intorno ai 6cm.
Gli alti sono gabbati: addio stereofonia = addio surround. Potremmo finire qua, dopotutto siamo gia' sotto a qualsiasi tv hifi del 1985.
I bassi, il satellite, con quella cosa non li puo' fare: suona come una radiolina portatile.
Ok, non abbiamo una stereofonia, non abbiamo gli alti e non abbiamo i bassi.

Definito che abbiamo in mano un'apparecchio MONO con 6 scatolette e nelle prime 2 abbiamo i coni della fisher price cosa saranno mai le altre 4 scatolette?
altre 3 scatolette servono da disporre intorno a noi per avere un'effetto fintorund, visto che non abbiamo dx e sx le altre "casse" non servono a molto. Spesso nelle case le vedi accatastate in fianco alle altre. Chissa' perche le comprano.
Poi abbiamo una scatola con l'etichetta SUBWOOFER. Osserviamo il cosiddetto subwoofer scoprendo che solo un bugiardo piu' definirlo tale. Peccato sia un WOOFER e neppure tanto basso. Il wooferino da 10cm sbianca davanti ai bassi di un radiolone portatile degli anni 80 modello Harlem sulla spalla di un nero che cammina con fare tipico. Siccome i pseudo satelliti non hanno bassi ma solo medie la scatola grossa deve salir ben oltre i 100Hz distruggendo qualsiasi velleita' di stereofonia rimasta.

Abbiamo capito che gli scatolotti vanno meglio come materiale edile che come casse acustiche, ma cosa dire degli ampli forniti assieme?
Guardi la scatola e leggi 600Watt. WoW! 100W per canale, 100W per cassa. Poi ritorni a guardare l'altoparlante della chicco e pensi che se gli arrivano piu' di una diecina di watt fa una brutta fine.
Ti appresti a collegarlo, tiri su le maniche preparandoti allo sforzo di reni, un 600W pesa 15Kg piu' le pistolate, lo branchi e sollevi con forza schizzando all'indietro! Pesa solo 3Kg... 5W per cassa... e tu mentre ancora hai in mano l'amplificatore delle patatine ti chiedi se siano ma esistite le associazioni, i giornalisti e il gran giuri'.

La domanda e':
Perche' comprare 6 o 8 "casse" per ascoltare MALE e in mono quando con solo 2 casse si ascolta in stereofonia senza dover sventrare casa?

mercoledì, dicembre 15, 2010

stereo & surround for dummies 7.0



Per quelli che non sono mai contenti di essere rintronati esiste la possibilità di mettersi in casa degli oggetti nati per regolarizzare la qualità audio nei cinema. Ricordiamoci infatti che nonostante tutte le belle promesse i cinema hanno grossi problemi con l'audio, un grosso locale dove ci sono disposti ovunque degli ascoltatori rende sostanzialmente impossibile fornire la stessa qualità a tutti. Per migliorare un po' le cose nei cinema si usano anche altri canali dall'avvento delle nuove tecnologie rese disponibili dall'azienda leader nel settore: Mr. Ray Dolby.
Il sourround esiste anche con un numero superiore di altoparlanti:
il Dolby Digital porta con sé la codifica del canale posteriore con due segnali
questo vuol dire cinque casse, cinque amplificatori e almeno una dozzina di altoparlanti.
Gli imbecilli chiamano questo 5.0.
La versione estesa porta altre casse, sempre con l'idea di migliorare l'uniformità d'ascolto all'interno di una sala enorme.
Gli imbecilli chiamano questo 7.0.
Ovviamente si tratta di avere 7 casse, 16 altoparlanti, 7 ampli....

E se scoprissero che esiste anche la versione con 13 canali?
E quando scoprono che i dsp di alcune sale comandano indipendentemente 20 casse?
Preparatevi: gli imbecilli vogliono il numero alto: 13.2 sara' il futuro per ascoltare male.

domenica, dicembre 12, 2010

stereo & surround for dummies X.1

Negli anni che furono ci si rese conto che le casse avevano dei limiti. Come ci fu' la moda di taroccare le auto aggiungendo un turbocompressore anche nell'audio giunsero tali manie che si concretizzarono nei supertweter e nei subwoofer.
In realta' la mania si concentro' soprattutto nella parte alta dello spettro, per quella bassa bastava aver comprato una grossa cassa dotata di un bel 20-30cm di woofer, un oggetto ben presente nei cataloghi degli anni '50, ma il tweeter era sempre difficoltoso.
I supertweter con membrana in plasma (non e' un errore erano fatti... d'aria!) o quello di heil a fisarmonica o altre ardite costruzioni con trombe chilometriche rappresentavano il sogno degli appassionati.
Contemporaneamente dei matti producevano subwoofer in grado di scendere a 20Hz o meno usando gruppi di altoparlanti di dimensioni cosmiche, gli rcf da mezzo metro di diametro, o roba ancora piu grande.
Le casse erano spesso le stanze adiacenti...
Mitsubishi realizzo' poi un woofer da 2metri, jbl un woofer a tubo lungo 8 metri.


Questa mania ci porto' un po' belle cose, studi sulla forma delle casse, sulla dispersione delle alte e l'inutilita' di salire oltre i 20KHz se prima non si era guardato all'insieme. Avere casse che producevanono alti a 50.000Hz dettagliati era inutile se a 5000 la distorsione era alta. Cosi' i costosi supertweeter morirono lasciando in eredita' degli ottimi tweeter bensuonanti.


I matti dei subwoofer fecero meno strada, sotto i 20Hz subiscono piu' le finestre che i presenti, ma ci si rese conto nello sperimentare che l'orecchio sotto certe frequenze (e' piu' complessa e contorta ma prendetela per buona) e' MONO, non essendo in grado di distinguere da che parte proviene il suono. Questo avviene sotto i 120Hz.
Nel frattempo l'HiFi cominciava ad essere utilizzata da chi non ha gli spazi, una sala per la musica, per mettere una coppia di Tannoy, 140Kg cadauna per un ingombro da lavatrice e costo automobilistico, e il posizionamento delle casse diviene importante non potendo spostare casa per degli altoparlanti. Cosi' nascono i subwoofer moderni, come le canton plusS+C (rimaste in commercio 20 anni almeno) e le jbl control 5.
Sostanzialmente si prendono delle casse da scaffale dotate di un woofer ma non troppo grande e quando comincia ad entrare in crisi un subwoofer da 30cm prosegue l'opera.

Il vantaggio e' ovvio: minor impatto estetico e la maneggevolezza delle casse principali, chiamate satelliti, permettono un miglior posizionamento, di conseguenza, un miglior suono.
Ancora una volta appare la posizione delle casse.
Alcuni dicono che due casse full range suonano nettamente meglio di 2 satelliti con un sub, e' probabilmente vero che una cassa come una tannoy westmister, una everest JBL, una irsV infinity, o una molto meno esagitata canton o indianaline possano suonare meglio di un subwoofer e satelliti di pari prezzo ma sono oggetti ingombranti da sistemare alla perfezione.
Posizionare casse alte piu' di un metro nel luogo corretto per l'ascolto puo' essere difficoltoso o impossibile in una casa che non sia versailes: una cassa mal posizionata deforma l'immagine stereofonica: in una parola suona PEGGIO.

Perche' tutto funzioni come deve i satelliti debbono avere un buon tweeter, altrimenti e' tutto inutile, un woofer decoroso che scenda allegramente sotto i 100Hz. Il subwoofer per non essere integrato nella cassa non puo' emettere sopra i 120Hz altrimenti ci rovinera' l'eventale stereofonia.
Il taglio di frequenza solitamente e' fatto passivamente ma alcune volte si usa un ampli separato per il sub per usare un Xover attivo. Questo e' utile per adattare un sub ad una coppia di casse diversa da quella di origine o per aumentarne la dinamica.
Dal discorso fatto e' chiaro che un subwoofer accompagna una coppia di woofer e un paio di tweeter almeno.

Gli imbecilli chiamano questo 2.1, 3.1, 4.1, 5.1, 6.1.....

giovedì, dicembre 09, 2010

stereo & surround for dummies 4.0


Per anni ci furono personaggi che volevano aggiungere casse a ripetizione, con un poco successo nel vinile e nelle audiocassette senza fine (stereo8).
Già, tutto sommato noi ascoltiamo e giudichiamo la direzione del suono attraverso sole due orecchie, attraverso quelle ed ai ritardi e cancellazioni generati dalla forma stessa dell'orecchio esterno riusciamo a percepire anche quando suono proviene dietro di noi
così, nonostante le numerose proposte, l'uso di più di due casse rimase nel limbo. Molte complicazioni ma poca miglioria.
La questione si risvegliò in un'accezione non direttamente collegata al mondo della musica ma dal mondo della celluloide.

Per aumentare l'immersione dello spettatore misero un canale posteriore per giustificare quelle scene in cui l'azione parte non dall'azione del personaggio sullo schermo ma da ciò che quest'ultimo sta vedendo e che si svolge alle spalle del pubblico.

Sempre nel 1976 aggiunsero anche il canale voci: si era già notato che una disposizione non perfetta degli altoparlanti poteva generare un'incoerenza della scena acustica. Questo era relativamente dannoso per lo sfondo audio in generale ma tremendo per il fluttuare dei dialoghi. Bisogna ricordare infatti la dimensione del teatro dove viene proiettato il film: se si limitasse il pubblico alla sola zona della coerenza stereofonica il 90% delle poltrone dovrebbe rimanere vuoto. Dobbiamo infatti ricordare che il posizionamento degli altoparlanti rispetto all'ascoltatore per la definizione della scena e' importante.


Aggiungendo l'altoparlante in mezzo allo schermo si inchiodava una volta per tutte lo scambio di battute in una zona più o meno centrale del telone. La complessità comincia a diventare notevole: cinque casse, almeno 8 altoparlanti, meglio 13, quattro amplificatori, un dsp e una linea di ritardo.

L'istallazione di questo oggetto in casa non è facile, non solo per la grande quantità di fili, ma anche per la necessità di una taratura del ritardo, del guadagno degli amplificatori e della locazione delle casse.
In particolar modo sbagliare la disposizione di una cassa o la sua taratura equivale ottenere un risultato bizzarro, una riproduzione del suono inferiore alla banale stereofonia.
Sostanzialmente se non si intende investire una giusta quantità di danaro lasciate perdere.

Questo non è altro che il dolby sourround.
Gli imbecilli chiamano questo 4.0 e lo confondono con il 5.0 .
Gli imbecilli (umani 0.13, sono sempre in beta) si arrabbiano quando ascoltando un disco funzionano solo due casse su 5.

Si noti bene: questa configurazione e' un'estensione della stereofonia, se dal punto di vista della stereofonia avete delle pecche, ovverosia le 2 casse principali lasciano a desiderare, forse sarebbe interessante considerare di non comprare 3/4 di un'attrezzatura scadente ed investire sul nocciolo: 2 casse e 2 ampli. Il costo di un surround e' circa il doppio della stereofonia a cui bisogna aggiungere il processore e il costo dell'installazione che non e' assolutamente banale. Sostanzialmente il triplo.

E' inutile avere 5 casse se poi il suono e' evanescente e peggiore di una fonovaligia mono.
Certo che avendo lo spazio necessario per posizionare PRECISAMENTE le casse e i cavi per casa nonche' un 3000 euretti da spendere rimane assai piacevole ascoltare la precisione con cui sono fatte le colonne sonore dei film.
Alcune sono meravigliose.

lunedì, dicembre 06, 2010

stereo & surround for dummies 2.0

La stereofonia permette di superare il problema dell'impianto monofonico donando ariosità e localizzazione spaziale alla scena acustica.

Il concetto di base parte dal presupposto che le nostre orecchie sono due, e due saranno i canali che porteranno l'informazione a queste ultime.
La stereofonia permette, su di un impianto ben costruito e correttamente installato, la percezione tridimensionale del suono proveniente frontalmente a noi o fuori campo.
Per fare ciò è necessario che le casse acustiche siano posizionate più o meno alla quota delle nostre orecchie con un diffusore sulla sinistra dell'ascoltatore e un diffusore sulla destra dell'ascoltatore, distanti tra loro almeno un metro e mezzo, rivolti verso l'ascoltatore e disposti a triangolo isoscele con l'ascoltatore al vertice in modo da formare un angolo al vertice di circa 90 gradi.


Questo che piaccia al consumatore o meno e' ancora il sistema migliore per ascoltare musica e sicuramente il migliore anche per vedere i film se dedicate al budget audio meno di 700 euretti.

Il tutto è molto semplice: due amplificatori, quattro (o sei) altoparlanti e due casse.
Gli imbecilli chiamano questa disposizione 2.0
Si noti bene che in questa configurazione rimangono valide tutte le considerazioni fatte per la cassa MONO: se uso un altoparlante singolo, un largabanda, avro' comunque un suono da fonovaligia e la stereofonia andra' a donnine.

venerdì, dicembre 03, 2010

stereo & surround for dummies 1.0

stereo & surround for dummies parte 1


Ultimamente, non si capisce perché, si folleggia allegramente su casse buffe e si continua a utilizzare spesso una parola, subwoofer, in continuazione, a sproposito,  come se fosse la soluzione a tutti problemi.
In realtà l'uso di un altoparlante anziché un altro è dettato da un preciso progetto, così come mettendo un  alettone su di una Panda non diventerà mai una formula uno chiamare subwoofer un altoparlante scalcinato da radiolina non ci donerà un gran suono.

Partiamo innanzitutto da quando gli altoparlanti erano mono.
Da subito si è notato che un singolo altoparlante (un largabanda) non poteva coprire l'intera gamma udibile. Per questo motivo qualsiasi uso che non sia di bassissima qualità come potrebbe essere un mangiadischi, le radioline, il telefono o il beep del pc non può che essere equipaggiato almeno da secondo driver, un tweeter (un altoparlante specializzato per le alte frequenze) e un largabanda.








La parte alta dello spettro è quella che ci porta più informazioni per quanto riguarda la localizzazione e la precisione del suono. Un attacco di batteria senza un'adeguata quantità di alti diverrebbe molto gommoso e meno aggressivo. Degli alti pessimi inficiano tutto il nostro messaggio audio.



Ecco perche se un woofer (un altoparlante specializzato per le basse frequenze) e' sempre e sostanzialmente un cono da piu' di 50 anni   i tweeter sono stati prodotti con cupole, coni, nastri, fisarmoniche, fiamme, ogive, origami e quanto altro veniva in mente per migliorare.
L' altoparlante a due vie, un tweeter e un woofer,  è sempre stato considerato un buon compromesso fra la complessità e il risultato. Poca spesa tanta resa.
Nell'alta fedeltà molto utilizzato e' anche il sistema a tre vie: a fronte di una certa complessità il risultato è molto interessante, in particolar modo quando il woofer e' bello grosso fa fatica a salire. un tweeter, un midrange (un altoparlante specializzato per le medie) e un woofer.



Frazionamenti con un numero di vie maggiore hanno tendenza ad avere effetti collaterali non sempre controllabili o costi notevoli non sempre giustificati.
Ricapitolando: un impianto monofonico può suonare molto bene ma mancherà di dimensionalità: sembrerà che tutti gli strumenti provengano all'incirca dallo stesso punto.








Il suono di qualita' idonea alla musica comunque sara' prodotto da almeno 2 altoparlanti e questo non e' un segreto dal 1950.

martedì, novembre 30, 2010

ecocoferenza




Ricerca Lorien Consulting e del mensile La Nuova Ecologia (Legambiente) presentata nella giornata del 7 ott 2010 Forum QualEnergia di Firenze.
Per il 58,6% degli intervistati, fonti prioritarie di preoccupazione sono le questioni relative allo smaltimento dei rifiuti e all’implementazione delle fonti energetiche rinnovabili.
il 47,5% delle persone ha dichiarato di utilizzare pannelli solari termici
il 47,3% quelli fotovoltaici.
Per il 46,5% il problem e' dei trasporti e la mobilità sostenibile.
il 75% ammette forte sfiducia nelle misure prese dal governo
il 58% e' contro il nucleare,
66%e' contro il nucleare se in costruzione nella regione di residenza
I risultati non lasciano dubbi: il 77% investirebbe nell’azienda eco-sostenibile.

Bla, Bla bla.
Vediamo un pochetto perche' mi fa innervosire questa "ricerca" presentata in pompamagna da tanti PSEUDOeccologisti senza neuroni che non capiscono neppure cio' che stanno leggendo al pubblico.
Io, fossi in lorien, non avrei fatto uscire questa statistica. Fa a pugni con la REALTA' squalificando la lorien stessa: ha dimostrato di non saper fare un banale lavoro d'indagine...
Io dopo aver letto cio' che segue non commissionerei NULLA alla lorien.
La nuova ecologia, se gli ecologisti non sono stupidi, dovrebbe aver perso il 20% almeno di abbonati.
Dire che circa il 60% degli itagliani usa i pannelli solari (47+47%), ed immagino che siano pannelli e non le scheggie di silicio presenti in orologi e calcolatrici, mi sembra un tantinello fuori di cocuzza.
Un privato cittadino puo' installare un affare piccolo sul tetto di una casa UNIFAMILIARE e medio su di un campo. Mi sembra che fra gli Italiani non siano compresi i milanesi, torinesi, veneziani che abitano in un condominio dove un pannellino di 3000Wh su una stecca di 15 appartamenti serve a pochino. OLtretutto gli Italiani non si riescono ad accordare per il colore delle tende, figuriamoci su di un opera cosi' complessa.

"le problematiche ambientali citate da 7 italiani su 10"? un italiano su due se ne sbatte (fonte ministro dei trasporti: immatricolazioni a gasolio euro 1,2,3)

"Per il 58,6% degli intervistati, fonti prioritarie di preoccupazione sono le questioni relative allo smaltimento dei rifiuti e all’implementazione delle fonti energetiche rinnovabili."
Ma stiamo scherzando?
Il 60% degli intervistati vuole l'imballaggio perfetto! Creando inquinamento e pattume, il mito della perfezione e' ben conosciuto dai maghi del packaging
Vuole le fonti rinnovabili? Ma in che film?
Non le vuole vicino a casa.
Non le vuole eoliche, sono brutte e fanno rumore
Non le vuole solari perche occupano spazio, campi e deturpano i paesaggi.
Il 77% investirebbe in un affare di poco rendimento? Milioni di italiani comprano solo dove esiste rendimento: basti vedere il caso Argentina.
Il 58% e' contro il nucleare? Hoi! ma e' semplice: basta consumare un po' meno e non e' necessario aumentare la produzione!
Vuoi il condizionatore? Se il tuo datore di lavoro non lo fornisce ti adiri?
Vuoi la disco da sfondatimpani da 15.000W?
Vuoi faceBBokko anziche' 2 passi con gli amici?
Vuoi, vuoi, vuoi.....
Be allora non rompere.

Beh, forse questa non e' una ricerca in ITALIA, hanno risposto gli elfi silvani dalla terra di mezzo.

giovedì, novembre 25, 2010

Accoppiamento ampli casse for dummies

Accoppiamento ampli casse for dummies.

La potenza erogata da un amplificatore e' indice del lavoro che puo' compiere.

La potenza che leggi sulle casse e' la potenza che possono dissipare.

Quindi se collego un ampli da 100W a delle casse da 30W potro' andare incontro a dei problemi, soprattutto il non poter utilizzare appieno dell'ampli. Se poi esagero lungamente tostero' le casse.
Lungamente in quanto se chiedo all'ampli di erogare la media di 30W termici avro gia' raggiunto nei picchi la sua potenza massima e cosi' grande distorsione. Quindi per un ascolto di qualita' non e' necessario che la potenza retta delle casse raggiunga quella prodotta dall'ampli, basta che si avvicini.

Leggenda narra che mettendo delle casse da 200 o 300W su di un ampli da 100 non avro' problemi.
In realta' e' una scelta molto errata: sto pagando un sacco di materiale che non usero' MAI. Le casse con grande dissipazione devono fare uso di una serie di tecniche che rendono difficile o costoso avere una buona efficienza e qualita'.


Leggendo sopra sembrerebbe che le casse non debbano mai bruciare, come mai invece spesso succede? E sopratutto perche' il 90% dei danni e' a carico dei tweeter, il piccolo altoparlante deputato alla riproduzione delle alte frequenze?

In realta' spesso e' l'utilizzatore e il volume di ascolto che non vanno bene insieme.
Se l'ampli eroga al massimo 100W, l'utilizzatore ne vuole di piu', almeno 1000! e gira il manopolone.
Quando il volume e' al 100% la manopola e' solitamente sulle ore 10, il resto del cursore serve per fonti piu' deboli. L'animale alza MOLTO oltre il 100% e tutti i picchi oltre la potenza dell'ampli vengono tagliati in maniera netta alla massima potenza erogabile.
In pratica viene generata un'onda quadra.
Questo causa un effetto collaterale:
in una cassa a 3 vie da 100W il tweeter e' al massimo di 10W, sarebbe uno spreco fare diversamente, e un clipping, cosi' si chiama la tosatura, passando il passa alto manda l'intera potenza dell'ampli nel tweeter. 100W nel tweeter. Usare una cassa da 200W, con TW da 20W, non cambierebbe la sostanza:
Addio tweeter.

E' il motivo che i fintosourround cinocoreani suonano da schifo: nonostante dichiarino 300W hanno 10W e per evitare che zappiate i tw il giorno dopo semplicemente non li hanno peggiorando ulteriormente la gia scarsa qualita'.

Quindi nell'accoppiamento ampli casse il wattaggio serve solamente per un'indicazione di massima. Non connettere casse da 10W ad un' ampli da 1000 e una cassa da 2KW ad una radiolina.

Per quanto riguarda l'impedenza spesso dibattuta su internet, 8 ohm contro 4 ma il 6? , il discorso e' similare:
Tolte le casse per supermercati e chiese e quelle per le valvole l'HiFi parla solo di un orientamento intorno ai 4-8 ohm, ci sono svariate scuole di pensiero, ma ve le risparmio.

In realta' durante il funzionamento cambiando le frequenze d'ingresso la R incontrata dall'ampli varia fra i 2 e i 20 ohm. Gli ampli di buona qualita' debbono essere in grado di erogare forti correnti per poter gestire le richieste delle casse. Questo si traduce in componenti di qualita' e un alimentatore generoso.
Un attacco di pedaliera di un'organo su di una cassa un "pochetto" stron_, hem, reattiva puo' causare una richiesta di 7 Amperoni continui. Se l'ampli e' alimentato a 70V vuol dire un alimentatore da 400VA... Hai appena scoperto perche' un ampli High end ad alte prestazioni e' targato solo 100W ma pesa 25Kg e costa uno sproposito.
La sostanza e' che qualunque sia l'impedenza di una cassa HiFi essa e' costruita per andare con un ampli HiFi. Gli ampli migliori sono purtroppo piu' costosi e pesanti: il vecchio detto di misurarli a Kg non essendo purtroppo esaustivo ha un fondo di verita', piu pesa meglio e'!

domenica, novembre 21, 2010

heid ti sorridono i peones


Ci stanno prendendo per il didietro.
Oramai e' un dato di fatto: GLI ECOLOGISTI NON ESISTONO!
Se ne trovate uno fatemi un fischio, lesto chiamero' il WWF.

Detto questo ultimamente e' un proclama continuo per una nuova economia chiamata GREEN ECONOMY.
Ora, se gli ecologisti non esistono, a chi e' destinata?
Ma ai peones!

Facciamo il primo esempio:
Diciamo di riciclare le coperture delle biciclette e ci realiziamo cinture.
Compriamo delle coperture nuove le tagliamo e le verniciamo.
Facciamo un sito ovviamente non in WEB ma in flash senza alternative cosi' non solo siamo maleducati ma usiamo un sito ANTIECOLOGICO.
Apriamo una pagina SOCIAL (e' la parola metrosexual di oggi)
dove descrive quanto e' bello confondere le camere d'aria con le coperture.
Infine si elemosina la paginetta su ecoblog chiedendo che gli eventuali post (almeno una diecina) negativi siano immediatamente cancellati.

Per il marketing: tanto di cappello.
Per l'onesta'.... molto meno.
dire "Ogni pezzo della collezione, unico e irripetibile, racchiude in sé una storia fatta si migliaia di km percorsi per le strade di tutto il mondo."
porta con se una conseguenza, che le coperture siano usate.
Io non so dove abita la signorina in questione, ma dalle mie parti una copertura si cambia quando il battistrada finisce. Piu' raramente in caso di danni strutturali.... su di una bici assai rari.
Questa e' la mia esperienza di 3 generazioni di biciclettai.
Molte delle cinture mostrano battistrada uniformi e tassellati.

Molte delle domande rimangono nella cervice:

Secondo voi le coperture sono effettivamente usate?
Secondo voi gli scarti che rimangono rifiuti speciali di gran costo per lo smaltimento vengono correttamente gestiti o buttano nel saccone del secco?
Secondo voi la verniciatura fatta da persone in comunita' rispetta le tediose norme industriali sull'inquinamento dei locali e la gestione delle vernici/solventi?

giovedì, novembre 18, 2010

Ristorante bella li'

Giusto per giungere in forza con quello detto sul cibo precedentemente vado con amici in un posto che il volantino descrive cosi':

Un un luogo particolare, XXXXXXXXX, un ambiente dall’atmosfera calda e suggestiva.
Effettivamente il luogo e' particolare un capannone industriale databile negli anni del 20 o del 30

..un luogo dove il fascino di antichi arredi è facilmente traducibile in immagini.
Frase tipica del writer che non sa che cazzo scrivere: il luogo e' un capannone con i mattoni pieni a vista, cosa puo' scrivere? "Aho' quanto e' grande!"?
Di arredo antico, tranne le sedie banalmente vecchie e un Wurlizer ancor oggi costruito, non vi e' nulla. Almeno non nella zona che ho visto, se poi sotto una tovaglia hanno un tavolo del 1300 o la scaffalatura a 25 metri di distanza e' una libreria del 1700 non lo so.


Arriva lo squattero con il palmare che fa tanto in a prendere le commesse. Ha fretta e si vede: deve tornare a giocare a pong. il secondo indizio dice che non e' un ristoratore di fascia alta.
Arrivano le bibite e ovviamente il terzo indizio indizio del fatto che non anelano ad essere un grande ristorante, non sanno chi ha ordinato nella tavolata, si aggiunge allo sguattero2 che butta sul tavolo manco fossimo all'OKcorral.

Lo sguattero digitale torna con il suo giocattolo e chiede cosa vogliamo, incertezza, siamo noi a diver chiedere e si perde. Chiedo una fiorentina, tanto reclamizzata, il pestatasti (o pesta touch-screen?) alza un sopraciglio e ci informa che la fiorentina supera il chilo: Vi e' un messaggio implicito, un rapido sguardo al menu mi informa che anche per lui UNA BISTECCA DA OLTRE 140 EURO in quella bettola e' un qualcosa che lo turba. Passo ad una costata e prima che potessi chiedere del contorno si era gia' vaporizzato. Era compreso come nelle altre preparzioni o no? Il tempo da dedicarmi era scaduto. 4 rto indizio.

Dopo un certo tempo arriva il cibo.
Viene portato da due, come definirli?, lavapiatti.
Servono a destra, sinistra e pure di fronte. 5 non e' un ristorante...

Arriva la costata come va di moda oggi, su di un piatto in metallo rovente che, appoggiato sul tavolo a 10 cm dal piatto, non manchera' di schizzare con l'unto il mio maglione. 6

Sopra la costata, per risparmiare il lavaggio di una secoda teglia, vi e' appoggiato lo spiedino con agnello del mio dirimpettatio. 7

visto che non era presente nessuna posata per servire, placco il lavapiatti e faccio notare che sara' un po' dura.
L'imbecille mi osserva ebete per un paio di secondi e considera che io sia incapace di manovrare le posate e acchiappa le MIE posate e branca i pezzi di carne nei piatti di destino riponendo poi le MIE posate unte fino a meta' ai lati del mio piatto. Pulisco con il tovagliolo e immagino che fino al giorno precedente questi mescolavano la malta. 8 (ma dovrebbe essere 8,9,10,..50)

Inutile dire, forse, che la carne era cruda? che il coltello non riusciva a scalfirla poiche' la cottura non la aveva ancora ammorbidita? 9

Avete notato che nessuno si e' accorto che una persona ha mangiato una bistecca senza contorno non potendo ordinarlo? Certo avrei potuto alzarmi, ma non ne avevo voglia. 10.

Come diceva il volantino?

il nostro ristorante è situato nel cuore della CITTA' più vera, è un luogo dove la tradizione storica
incontra l' innovazione nella proposta gastronomica e nel moderno concetto di gestione.

BlaBlaBlaBlaBlaBla
Se il modello di moderno concetto di gestione e' quello della mensa del cantiere edile, OK ci siamo!
Purtroppo il prezzo e' da ristorante medio. 29 euro a cranio sono il doppio di quello che e' stato reso.
Se la parte "a vista" e' questa non voglio immaginare cosa succede dietro le quinte...


Nessuno si lamenta di quella sera.
Nessuno si lamenta sui giornali neppure locali.
Le associazioni di consumatori... beh, lo sapete, NON ESISTONO
I black block non gli sfondano la vetrina.
Siamo sicuri che McD sia il male?

Io sono anche contento di essere servito da lavapiatti, senza tovaglia ma, MA per i 30 euri o mi hanno dato una bistecca che CANTAVA, oppure, mi dovevano dare una bistecca decorosa ed un servizio decoroso.
Per una bistecca cruda ed un servizio da mensa edile occorre un sano ridimensionamento delle richieste.
O sono il solito esagerato?

domenica, novembre 14, 2010

chiocciola? maddaiii


Gli ignoranti si danno convegno
A me fa paura che degli incompetenti, parlare di chiocciola che e’ il nome che danno ad uno dei “tasti strani” gli ignoranti e’ chiarificante, blaterino sulle nostre vite.
La PEC e’ un’errore mostruoso, certifica la ricezione quando non e’ stata ricevuta sui dispositivi di proprieta’ del destinatario ed e’ considerata letta quando il destinatario non ha letto alcunche’.
Basta questo per definirla antitecnologica.
gestisco diversi clienti e ne sconsiglio l’adozione: non e’ come la raccomandata e’ come l’atto giudiziario da quando e’ nelle mani dei postini.
Hai letto?
no!
sono cavoli tuoi!
con la pec e’ peggio.

La PEC non ammette distrazioni.
Non trovate che sia bello?
Le norme devono seguire i bit, come e’ successo per aerei, tv e pattini. Non il contrario.
Gli aerei volano perche’ vi e’ portanza non perche’ e’ scritto.
I bit funzionano, perche’ ci sono delle funzionalita’, comunicano perche le REGOLE, le RFC, sono state fatte per favorire il traffico.
Ora si vuole dire che i bit non possono e ci dobbiamo accontentare perche i legislatori NON SANNO.
Stiamo scherzando?
Buttate la chiocciola e comprate un corso d’informatica per dummies: la lumache, le chiocciole, i robi incrociati, i “cosi”, le robine colorate, le chiavette che cosano e altre amenita’ spariranno lasciando il posto a cose come la posta elettronica, la certezza del destinatario, la sparizione dei virus, l’ordine degli avvocati che comincera’ ad avere un sito (ora ha un abominio piu’ volte rimaneggiato).
http://allarovescia.blogspot.com/2009/10/pec-pac-puc-pic-splat.html

martedì, novembre 09, 2010

Audio del video?


Prima che Grundig, stella di prima grandezza, venisse oscurata dall'imperante consumatore...

Produceva aggeggi con un audio possente.

A me viene da pensare immediatamente ad un paio di aziende almeno dell'est che propagandano MIGLIAIA di watt con una cifra sola, surround mono, 5.1 con  3,14 e  mid-sub-woofer (invenzione  bizzarra), su dei "cosi" aggiuntivi,  ancorche' piu costosi dei quasi tv non dotati di audio che rifilano agli incauti, sono sicuramente di peggior suono, al massimo simili, dei TV HiFi di codesta marca che han gia' diritto di autostorica e decisamente inferiori al bolide, oramai votante, di cui sopra.
Il mercato e' sclerato, e anch'io....

sabato, novembre 06, 2010

terzigno e balle


In questi giorni molti giornali stanno parlando di una località vicino al Vesuvio in cui è in corso una lotta contro una discarica.
Lotta e' dire poco, picchiano autisti, bruciano altrui autobus... e' una guerriglia!
La zona è famigerata per problemi con la spazzatura, viene da chiedersi per quale motivo sia così. Non è neppure una situazione nuova, molti anni fa prima delle emergenze di oggi che finiscono sui giornali, mi raccontavano che ben 45 anni fa cumuli di spazzatura giacevano ai lati delle strade.
Già solo con questa informazione viene sospetto che contrariamente alle informazioni fornite da giornali e altro siano i cittadini il primo motivo di insuccesso nella raccolta e sistemazione dei rifiuti.
Oggi arriva una nuova bufala: un limone accartocciato che dovrebbe essere, se ascoltiamo giornali, deforme per via dell'inquinamento provocato dalla discarica. Addirittura MUTAZIONI GENTICHE. Gli OGM van di moda!
Peccato però che, insieme alla mancanza del punto di ritrovamento dell'agrume, manchi completamente la cultura agraria in chi ha redatto il pezzo. In un paese in cui il latino è imperante e si snobbano le le materie tecniche è normale non conoscere l'esistenza dell'intera famiglia dei ragni.
In sostanza anziché determinare l'esistenza dell'inquinamento vicino al Vesuvio il limone sta urlando di quanto sono ignoranti e mangia stipendio i giornalisti italiani delle maggiori testate.
Sempre questi articolisti parlano del Parco del Vesuvio che sarebbe intaccato, devastato, mutilato e profanato dalla presenza della discarica.
Ho un amico di Torre del Greco, sono transitato frettolosamente da Pompei ma di parco protetto non mi sembra di averne mai sentito parlare.
Così, banalmente, decido di usare Google mappe per guardare dove si trova questo paese così assediato dalle discariche nonostante si trovi ufficialmente nel bel mezzo di un parco nazionale.
L'immagine satellitare racconta però una storia molto diversa.
Anziché essere un paese in mezzo ai boschi fatto di quattro casette bucoliche disperse nella radura è un paese scriteriato. Non occorre essere dei geni: l'immagine mostrata è chiaramente e senza equivoci quella di un posto in cui le case sono abusive, accatastate in qualche maniera, costruite frettolosamente, assiepate senza ritegno e vicine in maniera preoccupante ad un vulcano.
Basterebbe questa fonte, una banale fotografia aerea, per capire che qualcosa nell'informazione non funziona.
Non è una zona idilliaca come la raccontano i media o gli intervistati in televisione, è una zona ad alta densità abitativa che come tale necessita anche di una serie di servizi come acquedotti, fogne, depuratori e discariche.
Così mi sono permesso di buttare un po' di tempo a ricercare un po' di informazioni su di un paese che dovrebbe essere parco nazionale ed invece è un merdaio, non certo per colpa di una discarica.
Quello che ne viene fuori come ritratto di un paese non è incoraggiante.
Il 25% delle case sono in regola.
Il 25% delle case erano abusive, poi condonate, hanno quindi brutalizzato il territorio e costruito dove non dovevano.
Il restante 50% ufficialmente non esistono neppure. cio che non esiste... non fa danno, no?
Ricordando che il Vesuvio può riaccendersi da momento con l'altro parliamo di gente che dovremmo soccorrere semplicemente perché hanno costruito la loro casa dove non era consentito!
Cosa fanno di lavoro queste TANTE persone?
Stando sempre alle ricerche che si possono fare su Internet, pare che lavorino in nero come terzisti negli scantinati delle proprie case abusive.

Ricapitolando:
una popolazione che ha devastato il proprio territorio costruendo fuori da qualsiasi regola producendo rifiuti industriali senza pagare lo smaltimento della spazzatura civile e industriale si arrabbia e manifesta contro una discarica in zona?
non scherziamo dai! non ci crede nessuno... o forse si?

Io direi: demoliamo Terzigno (e limitrofi), piantiamo degli alberi e non avremo piu' bisogno della discarica e torniamo ad avere il parco.
Semplice, no?

giovedì, novembre 04, 2010

Hanno detto

A quanto pare non sono l'unico a dire che i giornalisti non fanno i giornalisti.
Sentite cosa dice un pezzo da 90:


Gli Uffici marketing sono i nemici del giornalismo.



Parlando a proposito di quello che e' una forzatura dei pezzi o addirittura al bustarellaggio del giornalista per indirizzare un "pezzo" nella direzione della pubblicita':

Il sindacato dei giornalisti....... divaga....... non ci segnalano nulla..





Franco Aruzzo

giornalista professionista dal 3 febbraio 1963 presso “ Il Tempo ” e il “ Giornale d'Italia ” "Il Giorno" "Il Sole 24 Ore" “la Repubblica” “ Stampa democratica ” tra il 1975 e il 1982 ha fatto più volte parte del CdR de “Il Giorno”, della Giunta dell'Associazione lombarda dei Giornalisti e del Consiglio nazionale della Fnsi.E' stato consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia dal giugno 1986 al maggio 2007 presidente dal 1989 al 2007.


Bravo franco, ma purtroppo pure tu non hai risolto nulla.
Forse le genti preferiscono esser celiate.
Nessun vuol sapere la verita' , non credete?

martedì, novembre 02, 2010

Furbetti e tonti




Esistono sempre persone che lavorano ai limiti della legalità.
Molti li acclamano come se fossero salvatori della patria, altri cercano semplicemente di essere nelle loro grazie, le grazie dei vincitori.
Le norme cosa debba essere considerato prodotto in Italia o all'estero è sempre materia di dubbio.
Una volta le fabbriche di assemblaggio venivano chiamate fabbriche cacciavite e il prodotto uscente nessuno si sognava di considerarlo locale.
Rientrava per esempio in questa accezione la prima fabbrica nissan in Europa, assemblava in Inghilterra la blubird. A nessuno era mai venuta l'idea di chiamare quella autovettura " inglese".
Nel 2007 il marketing è molto più aggressivo e in Molise viene aperta una fabbrica cacciavite di una azienda cinese per poter importare un micro SUV: la Chery Tiggo, assemblata anche in Uruguay, Argentine, Brazil, egitto Russia e Cina.
Questo e' il modello nuovo (dr 6?): http://www.cheryinternational.com/tiggo-exterior
Se ci pensate l'uomo che ha ideato questo è semplicemente un genio!
La prima cosa giusta che pensa è di importare un'auto per sfigati: una tipologia di autovettura, autovettura è un po' forte meglio veicolo, nei sogni di chi non può permettersela ma ad un prezzo cinese.
Il secondo passo sinergico e geniale è venderla nella terra dei sogni di Fantozzi, il supermercato. La persona ignorante di autovetture verrà quindi in contatto con i suoi sogni di apparenza, un grosso e grasso veicolo, in un posto sprovvisto di cultura automobilistica come l'acquirente stesso. Il vero consumatore ed il suo prodotto ideale nel luogo perfetto per quest'incontro.
A questo punto rimaneva solo una difficoltà, quella dei pezzi di ricambio. Una qualsiasi azienda che entra in un territorio nuovo ma il problema della ricambistica e dei centri assistenza. Un'automobile non è lettore MP3 che può essere spostato chiamando un corriere e al limite sostituendo il prodotto del valore di pochi euro. Anche un'ignorante dovrebbe sospettare di poter avere grossi problemi.
In questa situazione emerge vittoriosa un'altra pensata: anziché chiamarla come al solito con il suo nome di origine l'assemblatore dichiara di essere un costruttore, il signor Dino non e' piu' un banale importatore di una vettura cinese.
Guardando sito si vedono progetti per un'auto sportiva, si narra del costruire ma nulla che riguardi la natura del costruire.
Anche se sono sicuro che dal punto di vista legale abbiano fatto tutto per poter dire senza essere smentiti, mi si deve spiegare in cosa consiste fare qualcosa.
Montare un'autovettura costruita in Cina, portiere cinesi, fari cinesi, motore cinese, gomme cinesi e vetri cinesi fa parte del costruire?
se poi, contrastando quello che dice il sito molisano, il progetto è integralmente cinese, come dimostra l'assoluta uguaglianza delle vetture vendute con il marchio reale, cosa rimane di italiano in questo oggetto?
il fatto che venga assemblato in Italia? certo simpatico per i 100 operai ma decisamente antipatico per i 100.000 della Fiat.
Il fatto che nelle motorizzazioni a gasolio venga montato motore prodotto in Europa? mi dispiace ma non basta.
Questa autovettura dimostra semplicemente che il marketing è diventato così aggressivo che nessuno ha osato dire niente contro quest'operazione.
Si dimostra anche che la forza del marketing diventa notevole soprattutto contro quelle persone che sono deboli come il Fantozzi di turno che desidera l'auto grossa.
Stiamo perdendo posti di lavoro comprando oggetti prodotti all'est. Ora ci raccontano che questi prodotti sono fatti in Italia.
È sicuramente importante definire in maniera precisa, semplice e profonda cosa è made in Italy e cosa non lo è!



Ora questo tizio, signore e' fuoriluogo, vuole affermare che la nuova "cosa", una cherry RIICH M1, sia italiana semplicemente adesivandola con il tricolore....
A voi non fa arrabbiare?

sabato, ottobre 30, 2010

auto "ecologiche"

Spesso vedo centinaia di polli che si scaldano all'uscita del nuovo boiler con le ruote, la serie X di BMW per dirne una, o inneggiano all'ecologia quando il box doccia con il volante, diciamo il quackshai o qualsiasi altro protosuv fantozziano, consuma un 2 o 3% meno bruciando magari gasolio con relativa fumata.
Infine ci inchiniamo a 90 all'altissima tecnologia motoristica della prius/insight che nonostante tutto riesce a scendere sotto il mezzo Kg di carburante per 10Km.

In realta' l'auto per consumare meno non deve (o non solo) affidarsi a motori fantascientifici, un miglioramento del 100% (roba da ufo) riuscirebbe a permettere all'incubo di ferdinand (la VW cayenne) di passare da 7Km al Kg a 14 con una guida da vecchietto.

Perche' alcune auto consumano di piu' e altre di meno?



La motivazione parla di areodinamica fuori dalla citta' e leggerezza nel traffico.
Negli anni sono stare molte le piccole e grandi case a proporre soluzioni adeguate, tutte regolarmente snobbate dal pubblico. Questo ha costretto case che sicuramente sono in grado di fare meglio a costruire schifezza per accontentare il pubblico. Ricordiamo che BMW costruiva aerei e che porsche aveva nel dna la leggerezza. Non sono le aziende le cattive ma il peones di turno che urla: "grossa, grassa, grossa, grassa, grossa, grassa."
Se voi foste l'AD di BMW costruireste qualcosa di giusto per fallire o qualcosa sbagliato e divenire desiderio del peones nonche' libidine della borsa?


questo affare:







puo' fare quasi 100Km con un Kg di carburante con un banale motore 4T degli anni 80. E non va neppure piano!
E' nuovo? No, assomiglia a cio' che si e' gia' visto negli anni 70!

Questo dimostra che non sono le multinazionali ad essere cattive cattive ma gli utenti che snobbano le cose che A PAROLE vorrebbero ma i fatti sono i fatti...
al solito, no?

lunedì, ottobre 25, 2010

bristol car

Dedicato a chi uccide l'auto acquistando cassepanche tutte uguali come i recenti SUV.
Sicuramente a voi non passera' mai nell'anticamera della testa un affare cosi'.

Cio' non toglie che mi piacerebbe vederla dal vero prima di esprimere un giudizio, ma in foto e' notevole.

mercoledì, ottobre 20, 2010

Ristoranti




I ristoranti mi stanno veramente annoiando, ci vado sempre meno.
Sono tutti uguali, ormai tutti fintofine: hanno quell'aria che vorrebbe essere di lusso ma che non hanno idea di come sia un ristorante di lusso.
Una volta trovavi la trattoria, costava poco, mangiavi la famosa "cucina casalinga", una cucina cioe' che dalla quale non potevi pretendere certo un piatto degno di chez maxime. Si noti che per alcuni dizionari trattoria e' sinonimo di bettola, non e' certo quindi un posto dove ti dovresti trovare ad aver problemi di costo.
Poi esisteva l'osteria per i beoni, altro non era che un precursore del bar nel quale era possibile smangiucchiare qualcosa. Come al bar.
Il ristorante appartiene, apparteneva, ad un'altra categoria, partendo da locali che sono molto basici fino a strutture dove i cuochi sono delle vere e proprie star mantenendo comunque uno "stile" differenziativo atto a mantenere una differenza con i localacci: pulizia, tovaglie, camerieri e un menu' che cercava di andare oltre la bistecca e la pasta al sugo.
Ovviamente la differenza faceva lo step del soldo.

Ora sono tutti titolati ristoranti, anche se sull'insegna hanno scritto "la bettola di pippo" o "la trattoria dei picopalli" puoi star certo che il prezzo non sara' da trattoria.
Spesse volte il locale viene arredato in maniera "lussuosa", o meglio, fintolusso visto che quattro lustrini non trasformano un locale piu' di quanto un alettone trasformi un'auto triste un una sportiva.

Gli amici ti portano quindi nel locale trendy con gli arredi orrendy dove uno sguattero corre a perdifiato prendendo le ordinazioni, alcune volte con un fashion palmare.
Gia' i camerieri, e' una specie che il consumatore confonde con lo sguattero e per questo bistrattata. Specie In via d'estizione. Che si chiami lesto il WWF.
Un Cameriere SA disporre una tavola e SA servire dalla parte corretta. Le posate diposte erroneamente (anche ad un pranzo di nozze) e il tovagliolo se non dalla parte sbagliata al centro per l'imbarazzo... Siamo in una mensa aziendale?
Non sono un amante del grande servizio, ma se il prezzo e' superiore a quello di una trattoria allora deve esserci, proporzionalmente, servizio corretto e cibo migliore.
Cibo migliore? cucinano in maniera tremebonda le stesse cose alla stessa maniera. come fotocopie, come fanno?
Ti ritrovi nel piatto la versione di lusso di 4salti in padella, ricchi di ogni bizzarria atta a preservare l'estetica e gusto nonostante il percorso.
E' triste vedere il dessert nel quale la crema e' fatta senz'uova ed e' capitato il surgelato che conosci benissimo perche' prodotto a Nova ma venduto come fresco fatto a mano a Bari.
E' strano vedere come il fritto misto sia identico a milano e Torino poiche' il fornitore e' lo stesso e arriva gia' impanato.
Ti si stringe il cuore quando il ristoratore fa da se solo le scaloppine e alcuni piatti di pasta.
Gia', la cucina e' di 15m^2, come quella di casa, ma ci sono 40 tavoli: non potrebbero mai cucinare 10 risotti contemporaneamente.
In compenso hanno 6 microonde, grossi freezer, e tante buste buitoni-stile.
Oggi esiste solo la novita' della tagliata e della steak, che non sanno cucinare. Un'attimo prima e' cruda e saguinolenta e l'istante dopo la mucca e' una ciabatta. Un piatto in apparenza semplice e messo in menu' perche' VELOCE da preparare e costoso per l'avventore ma per cuocerlo senza rovinare alcunche' occorre una temperatura della piastra e della carne precisi. Per evitare di sbagliare la servono tanto cruda che ti sembra di fare un'operazione alla Barnard. C'e' chi dice di preferirla in quella maniera mentre schizzi di sangue fuoriescono e macchiano il tavolo, ma forse non hanno mai incontrato la steak corretta: e' la visione. Certo nessuno pretende di avere la steak da formula uno del famoso ristorante di manhattan o della piu' nostrana piazza della signoria, le due migliori bisteccone mai provate, ma non saper cuocere una bistecca per la quale mi chiedete la bellezza di 20 euri mi sembra alquanto comico.
Vogliamo parlare del pesce?
Dei gamberoni portati con la pettorina? Visto che sono in 5 o al massimo 6 si sono messi il numero sul petto cosi' che tu, potendoli agevolmente contare, sappia bene che ti son costati quasi 3 euro l'uno. Se il sapore stopposo e il fatto che siano rinsecchiti non ti fa arrabbiare sei un'anima pia, non hai le papille gustative o sei ubriaco.
Il resto del pesce sa di ammoniaca, i chimici sanno perche'. E' lo stesso motivo per il quale si mette il limone sul pesce andato a male, mentre non si mette sul pesce veramente fresco.
Per fortuna e' almeno finita la mania della nouvelle cousine: Alcuni schiaffavano la macedonia sulle scaloppine altri/servivano risotti da un cucchiaio e dessert idonei ad una formica.
Uscivi con i crampi di fame.
Tornavi a casa ed aprivi il frigo.
Ma la cosa che ti lascia piu' esterefatto e' il fatto che gli altri sono tutti contenti e sembrano gradire di spendere 30-40-60 euro per un pacchetto che al massimo ne vale 10-15 e ti riproporranno lo stesso locale!

La certezza che il pacchetto vale cosi' lo avete passando di li a mezzodi', se il ristorante e' aperto rischiate di mangiare lo stesso risotto e le stesse scaloppina sulla stessa tovaglia con lo stesso sguattero che la sera sono valutati 30 euri a 12.
Quando lo fai notare, perche' sono un cinico lo faccio, mi ha detto, nei vari ristoranti le seguenti:
a) e' diverso! Non e' vero.
b) alzata di sopraciglio e mutismo
c) il cuoco e' diverso e diverso sono le portate... capita davvero sapete, ma e' raro.
d) il mezzogiorno la pasta e' di 80g e la sera 100. anche fosse vero?
e) ma e' cibo diverso! BUGIA!
f) completate voi.

Certo uno puo' mettere sul tavolo 120 euretti e andare al serbelloni, dove garantisco e' ottimo, ma spendere quelle cifre non solo sono tante per molti di noi ma sono tante in assoluto.
Per quella cifra e' facile mi "compro" un cuoco e lo porto dove mi pare.

In compenso e' difficile trovare una VERA trattoria dove si spende poco per davvero mangiando il giusto in cui va anche bene anche lo sguattero che serve dove gli capita e ruzza le posate dove capita.

lunedì, ottobre 18, 2010

Get The facts

Di Microsoft non ho mai avuto un gran rispetto.
Non tanto per i software ma per la lurida faccia tosta.
Se MS-dos era arretrato ma alla fine a forza di update non era male, stiamo parlando di un affare paleoinformatico perche' continuare a proporcelo fino al 2002 spacciandolo per un affare 32bit?
Ma soprattutto, visto che le riviste non scrivono bugie tutte uguali se non "dirette" perche' proseguire su di una strada cieca?
Comunque, a parte MS-dos 3.31, mi ritrovo catapultato nel mondo MS nel 2003 con XP. Le bugie su questo BUNDLE (NT+win) si sprecano e sono quasi sempre a favore. Una rivista prende una cantonata? e' sempre a favore.
Che caso.
Anche quando la stessa MS dice che non si puo' fare...
Questo per dire che MS e' sempre stata sopra le righe da punto di vista del marketing.
Da qualche hanno, dopo aver svilito commercialmente l'ottimo OS/2, si ritrova nella situazione di competere non in ambito consumer o PMI ma in un ambito che prima era di SUN, IBM o bull.
Un ambito dove se dici che 32bit non servono ti scoppiano a ridere in faccia.
Nel frattempo questi "grandi" hanno avuto i loro problemi finanziari, Sun non e' piu' il dot di dot com, ibm ha subito l'attacco dei pc, Cray ha defenestrato Seymur.....
Come ricostruire la faccia a MS quando e' conosciuta giusto per i fasti di MS-dos, alias Win95?
Cosi' nel 2004 vengo infastidito da una serie di pubblicita' con questo slogan:
Get The facts
Ovviamente non ha bisogno di essere tradotto, sia perche' chi mastica l'IT l'inglese lo conosce, sia perche anche una traduzione alla carlona restituisce un buon valore: Capisci la situazione o ciapa i fatti sono comunque buon valore mediatico.

Capiamo la situazione ancora di piu'.
L'erosione nel mercato e' oggi prevalentemente LinuX, SCO e' diventata una sciacquetta, Solaris un prodotto di nicchia, AIX secondario, UltriX iriX e le varie X hanno capito che era inutile proseguire un affare da solo e spesso si sono alleate con l'alternativa free poiche' era l'unica in grado di competere.
Cosi' nel fiume LinuX, nato da pochi smanettoni, sono arrivate competenze tipiche dei grandi sistemi nei quali MS non e' mai entrata.

MS decide di entrare nel soffitto di cristallo, ma ovviamente ci sono delle problematiche: oracle e gli altri sono ben piazzati e MS nei CED viene considerata una barzelletta.
Basta chiedere a CARIPLO, al passaggio in NT hanno passato ANNI ad avere GROSSI problemi di connettivita'.
Non e' un segreto, dopo 3-4 anni a non riuscire a fare i versamenti in filiale, e in tutte le 6 filiali che visitavo, ho cambiato banca. Settimane intere offline, quando poi da 3.5 passarono al 4, e al 5 il delirio!. Nel periodo hanno dovuto cambiare i client 2 volte: la prima pensavano che quelli vecchi bastassero, la seconda che quelli nuovi non erano abbastanza strong.
Non sono stato l'unico a mollare Cariplo per questo motivo,.
Ovviamente non l'unica motivazione per me, ma ha un suo punteggio.
Quando vedo in una banca win+explorer e msn do -10punti a quella banca.
vediamo cosa dice MS
"1997:Qui Cariplo Home Banking, lo sportello telematico che consente di svolgere operazioni direttamente da casa"
Peccato che nel 1997 non funzionava tanto bene, anzi.
Comincia a funzionare, in maniera un po' complicata, intorno al 2003. Per una serie di motivi uno dei conti aziendali era ancora sulla piattaforma cariplo.
Nel 2004 cessiamo i rapporti con la banca e chiudiamo i anche i 2 legati alla stessa piattaforma (un'altra banca del gruppo). I motivi?
NON ERANO IN GRADO DI GESTIRE IN TEMPI STRETTI alcuni movimenti, Colpa dei computer disse il DIRETTORE.
MS considera CARIPLO un successo. Due direttori di cariplo NO.
Io, per quanto vale, NO.
Chissa' cosa considera un insuccesso!!!

Get The facts
La campagna e' cosi' fatta: una faccia imbesuita di un capoqualcosa che ci informa che la sua azienda appena passata a Windows ci informa che RISPARMIERA' un tot %, che sara' cool, e uptime.
Se sentute la puzza di bruciato nel parlare al futuro siete con me!

1)Tutti i sistemi informatici finiscono per avere qualche problema e dichiare i costi prima di un anno o due dalla messa in servizio e' di per se' fuorviante.
2) il fatto che ci sia un faccione della duracell o della Anas mi fa pensare che si sia operato una bustarella o una riduzione consistente dei prezzo della licenza. Se cosi' fosse vuol dire che il prezzo non e' allineato.
3) vediamo alcune dichiarazioni.

Get The facts
Banca Intesa sceglie Microsoft Exchange per razionalizzare la propria infrastruttura di messaggistica

Come? non gli e' bastato?

Get The facts
Il quotidiano torinese migra da Novell ad un'infrastruttura di rete integrata in un'architettura Windows Server 2003 ad alta affidabilità e sicurezza, ottenendo una migliore fruizione dei servizi esistenti e ponendo le premesse per una nuova fase di sviluppo applicativo

Aspetta, la stampa e' quella che ha pubblicato la storia della connessione alieni-onu?


Get The facts
"azienda" che vende in 20 paesi abbandona e il sistema di posta Linux, non più in grado di sostenere le caselle postali degli utenti, e passa a Microsoft Exchange!

Allora parliamo di una azienda che per evitare di pagare 1200euro si e' fumata i nostri prototipi. E poi di che sistema parliamo? un 386? un pentium? Ha problemi per 1200 euro!
Perche' a quanto mi risulta una certa GMAIL usa un sistemino LinuX per gestire MOOOOOLTE piu "MEIL", circa un milione di volte tanto. hanno regalato il server pur di usare MS?

Get The facts
Accenture ha migliorato i sistemi, uniformando la sua IT all'organizzazione e al funzionamento delle sue applicazioni a livello mondiale sulle tecnologie Microsoft, la creazione di un ambiente tecnologico più flessibile, conveniente e semplice che mai.

Accenture ha una join venture con MS.
Sarebbe come dire che fiat non usa le WV per spostarsi all'interno dei suoi stabilimenti.

Get The facts
La Borsa di Londra riduce i tempi di distribuzione delle informazioni da 30 a 2 Millisecondi
Nell'ambito della sua strategia finalizzata all'espansione, la Borsa di Londra aveva bisogno di una soluzione scalabile, affidabile, versatile e ad alte prestazioni per sostituire il sistema obsoleto che utilizzava per le transazioni azionarie.

Qui ci sarebbe da ridere un pochino:
una soluzione scalabile?
affidabile?
ad alte prestazioni?
dopo aver sostituito il sistema obsoleto, che essendo tale andava cambiato, pur mettendo dei serveroni nuovi di pacca il servizio e' divenuto cosi' scadente che stanno passando a LinuX.



Come dicevo non e' che considero server 2003 una chiavica, se installato correttamente per PMI non funziona neanche male. Se poi sistemassero un po' di cose bizzantine e togliessero il supporto per i joystick ne sarei grato. La mmc e' decisamente poco coerente come schermate. 5 utenti sono pochi per il prezzo chiesto.
Il roaming dell'utente e molte cose sono carine.
In molti casi e' una soluzione ideale.
PERO' con un marketing cosi' aggressivo, un supporto INESISTENTE, se non pagando colossali cifre, posso tranquillamente affermare che il prodotto diminuisce l'attrattiva perche' mostra un'azienda poco seria che gioca su bugie.
Certo la pubblicita' deve dire i vantaggi e non gli svantaggi. Bisogna tacere i problemi...
MA
MA smerdare "altre tecnologie" usando delle mezze verita', instillando dubbi sulla serieta' degli altri, puntando il dito non su problemi che GLI ALTRI hanno, perche ne hanno, ma su cio' che ci si inventa che abbiano o sparare cifre che non hanno fondamento certo e' da GENTE POCO SERIA.

A me vengono paura, sospetti, incertezza e dubbi sulla qualita' di quello che faccio quando devo lavorare con aziende poco serie.
a Voi no?

venerdì, ottobre 15, 2010

McDonalds


Penso che la gente sia contenta di essere un consumatore, non vedo perche' altrimenti prendere continuamente posizioni verso simboli che non interessano a nessuno.
Ancora ni mesi di luglio, agosto e settembre leggo ANCORA della presunta violenza di McDonalds.
Che noia!
Per quanto non sia un fan del McD non vedo dove sarebbe il problema: fare panini con polpetta non mi sembra che debba rientrare in un qualsivoglia scandalo.

Il cibo e' pessimo? Bah, puo' anche darsi, ma MILIONI di persone tutti i giorni affermano, mangiando nel bar McD, che non e' vero. Certo che possono sbagliarsi tutti, ma vorrebbe dire anche che A LORO NON INTERESSA, va bene cosi'!!

La carne mi dicono e' pompata, estrogenata e le mucche vengono trattate male. Anche qui e' un dito puntato male. Se guardate BENE molti dei fornitori di carne sono gli stessi della GDO. Alla gente PIACE COSI'. Gia', la stessa azienda che vende le scatolette di carne che tanto piacciono in estate e' la medesima fornitrice del frigo degli italiani, il ricomposto di polli al bancone della GDO, robe come le spinacine, tocchetti di pollame impanati &c provengono dallo stesso fornitore. Non solo piace mangiare McD in piedi ma piace mangiarlo anche a casa.

Un amico mi ha portato in una rinomata steak house dove la mia bisteccona di quasi un Kg, discreta devo dire, proveniva dallo stesso fornitore GDO-McD. Sicuramente sono tagli diversi e livelli diversi di PRODOTTO ma se si deve puntare il dito che si punti su chi produce....

Qual'e' il vero problema di McDonalds?

Che vende polpette schifose? No, altri che vendono prodotti similari non vengono additati. Alcuni panini di stazioni ed aeroporti sono peggio.
Che sfrutta i dipendenti? No, ad altri che usano tecniche simili non vengono sfasciate le vetrine.
Che fa male avere tutti quei grassi che usano nel panino per renderlo appetibile come dicono? se una persona una volta al bimestre mangiasse dalla big M non sarebbe un problema. Cosi' come invece e' un problema per un vegano. Persino big Mahatma descrisse di alcune difficolta' oggettive derivanti dalla sua dieta incompleta.

Che fa male mangiare le patatine di McD che i detrattori non vedono neanche, concentrati sul simbolo della polpetta? Gia' un frequentatore abituale che si pippa tonnellate di patatine fritte nell'olio motore (assai peggio della citata polpetta) e quando e' a casa viaggia di olii che la dizione corretta sarebbe "lampanti" venduti nella GDO andra' in contro a qualche problema.

Ma gli altri bar usano tecniche diverse per fare le patatine? NO. e non sembra che sia un problema. Forse cominciamo ad intuire che non e' un problema di cibo.

A questo punto cosa rimane di diverso in un barettino (non chiamiamolo ristorante, per carita') sfigatello (con poca scelta, non sempre pulito e spesso odorante di fritto) di McD?

McD rappresenta anche la capacita' imprenditoriale americana determinata e forte: i polpettari e peracottari locali non possono competere con un organizzazione curata nei minimi dettagli.
McD rappresenta l'americanizzazione delle cose, la cura maniacale, la standardizzazione delle cose e l'industrializzazione della catena alimentare.

Cose brutte, certo, ma immaginate che oggi senza l'industrializzazione persino la frutta non sarebbe possibile: le api non sono in grado di volare da sole all'interno di campi cosi' grandi e debbono essere trasportare in autobus... Niente api niente impollinazione.
siamo in tanti e mangiamo in tanti.

McD rimane un bar sfigato dove fanno polpette nei panini, patatine fritte, e pezzetti di pollo conditi all'americana e con sottilette di formaggio.
Se piace il gusto, e piace a giudicare dal sell out, e' semplicemente un polpettaio, non diamogli una bravura che non possiede.
Se non ci piace continuando a indicarlo come colpa di tutti i mali non si fa che accrescere la sua popolarita'.

Dico qualcosa di sbagliato?

Io invece guarderei, nel prox post, ai NOSTRI panni sporchi.