domenica, ottobre 25, 2009

Liberta'

la libertà non e' solo un dato di fatto come poter andare dove ci pare o dare aria alla bocca senza venire arrestati, ma dovrebbe invece essere la liberta' di avere un punto di vista personale, nato dalla propria esperienza e dal proprio pensiero, e non aver paura di esporlo agli altri.
libero è colui che sa ascoltare le opinioni altrui e mettere in discussione con le proprie paragonandole e mettendole alla prova.
Chi ha troppe certezze o è schiavo del suo ego o cretino oppure qualcuno lo tiene a bacchetta... Ma forse ho detto 3 sinonimi?

lunedì, ottobre 19, 2009

contrasto per polli




Ultimamente, fra le varie vaccate, assistiamo al fatto che dei poveri televisori lcd si ritrovano con delle caratteristiche catagoliche che li descrivono come migliori di plasma e crt, una cosa, se mi seguite, sapete ad oggi impossibile.
Uno di questi e' il contrasto: anziche' misurare quello reale si misura quello dinamico. Un modo come un'altro per targare un pannello 2.000:1, per un LCD gia' notevole, come se fosse un plasma per es.100.000:1 o peggio 1.000.000:1.
Fantascienza?
Vediamo!


Come funziona il contrasto dinamico?
La teoria dietro è abbastanza semplice, ma come spesso accade fra il dire ed il fare...
i video ed i film contengono scene che variano in termini di intensità dalla luce: luce diurna, illuminate dalla luna, scene tetre e tenebrose come le notti da ladri.
Allora perché non variare la retroilluminazione e, pertanto, consentire neri più profondi per essere resi senza compromettere la vitalità e la luminosità per immagini più brillanti?
Questo è esattamente ciò che si tenta di fare con il contrasto dinamico, abbassando la luce si possono usare i livelli di attenuazione del pannello non per avere solo un centinaio di livelli fra 50 e 1000 ma di avere altri 50 livelli fra 30 e 50 e magari altri 50 fra 20 e 30.... e via dicendo fino ad averne a bizzeffe. Come un cambio automobilistico.
Analizzando i dati di immagine, la cpu di bordo controlla e regola la retroilluminazione per adattarsi.
Cioe' se abbiamo una scena buia non e' il pannello che scala verso il basso ma la retroilluminazione.
Detto cosi' sembra un'idea semplice, suona come l'uovo di Colombo ma, purtroppo, nella pratica il risultato risulta essere piuttosto zoppicante.
Un circuito in piu' ha dei pro ma sempre anche dei contro e come dice murphy stiamo cambiando la natura del problema. Nulla si ha se non dietro il pagamamento di qualcos'altro.
Quali sono i problemi che introduce questa tecnica?
Tipicamente, la retroilluminazione è notevolmente lenta a rispondere. Vedremo quindi il pannello variare la luminosita'.
Le sorgenti luminose, anche i led (piu' veloci nella risposta), hanno una curva dei colori: variando la retroilluminazione variera' la temperatura colore.
Il cambio marcia e' valido su tutto il pannello: questo e' il problema piu' grosso. Se abbiamo una parte dell'imagine al buio, per esempio un sottobosco, e sgonfiamo la retroilluminazione per correre dietro a questa non avremo brio se un'altra parte dello schermo sara' illuminata diversamente come della vette innevate che si stagliano fra le fronde del bosco di prima. La scena intera, quindi il pannello intero, sara' coinvolto nella sua interezza e il cotrasto dinamico sara' solo servito a diminuire la luminosita' ed il contrasto sara' rimasto quello del pannello.
Siccome il numero grosso serve al popolino che lo premia ormai e' diventato standard su tutti i tv (tranne i monitors di fascia alta) e su molti VPR dove assume l'entita di un'iride.

Cosi' e' la storia della coperta; troppo corta par coprire tutto ma almeno, grazie al contrasto dinamico, decidiamo se e' meglio coprire le spalle o i piedi ma non pensiamo di coprire tutto!
Se pensiamo quello e pensiamo di non dover dare nulla in cambio abbiamo sbagliato tutto, se lo prendiamo a paragone di un contrasto reale, come in alcuni paragoni verso i plasma, chiamamolo contrasto ignobile...

domenica, ottobre 11, 2009

Pec Pac Puc Pic Splat!


Ogni tanto, ogni spesso, qualcuno decide di reinventare la ruota.
fino a qui non esistono problemi ma cominciano a sorgerne quando reinventando la ruota ed ignorando sia come e' fatta la strada che la "vecchia" ruota si decida di imporla come LA VERITA'.

Gli azzecca garbugli nostrani hanno fatto una scoperta sorprendente: la posta elettronica puo' non arrivare!
Per questo motivo, migliorare un servizio che nella versione basica, gratuita, da pischiello di 13 anni come puo essere hotmail.com o libero.it, al confronto della adorata e venerata raccomandata con ricevuta e' gia' pressoche' infallibile. Figuriamoci nelle versioni professionali!
Gli adoratori del pezzo di carta ignoranti sul come funziona internet hanno cosi' partorito il mostro: la PEC.

Come funziona la PEC:

1) Visto che i politici e legulei hanno danari e vogliono favorire le grandi societa e declassare i server interni delle PMI il servizio può essere erogato esclusivamente dai gestori con capitale sociale interamente versato non inferiore a un milione di euro e accreditati dallo stato.
Di fatto si crea un monopolio statale.


2)Al momento dell'invio di una mail PEC il gestore PEC del mittente si occuperà di inviare al mittente una ricevuta che costituirà valore legale dell'avvenuta trasmissione.
Come per dire che se il nostro eudora non consegna la posta noi non ce ne accogiamo? OPS! e' una cosa che tutti i server di posta fanno gia dalla preistoria! Solo che in genere non viene mostrato l'ovvieta' dell'invio corretto ma solo del caso contrario.... Quindi la pec NON fa nulla di nuovo!

3) In egual modo il gestore del destinatario, dopo aver depositato il messaggio PEC nella casella del destinatario, fornirà al mittente una ricevuta di avvenuta consegna, con l'indicazione del momento temporale nel quale tale consegna è avvenuta da un postino all'altro.
Tradotto in italiano: abbiamo gia prodotto 2 ricevute che ci ingombrano ma il destinatario non ha ricevuto ancora alcunche'.
e' stata solo resa disponibile in una casella, magari inacessibile, la nostra posta. In pratica gli uffici postali ci comunicano dell'avvenuto transito ma non della consegna.


4) In caso di smarrimento di una delle ricevute presenti nel sistema PEC è possibile disporre, presso i gestori del servizio, di una traccia informatica avente lo stesso valore legale in termini di invio e ricezione, per un periodo di trenta mesi...
Cosi' se ci siamo liberati da migliaia di ricevite sostanzialmente inutili, cancellando anche quella che ci serviva, se non abbiamo a che fare con i biblici tempi dell'amministrazione italiana rischiamo di avere un backup di qualcosa di inutile: la conferma di aver mandato un qualcosa.

5) siccome e' un'invenzione fuori standard se il destinatario non possiede una PEC e' verificabile solo l'invio sul primo server come se fosse una mail normale. Ovviamente al mondo non interessa la PEC.

6)qualora il personal computer del ricevente abbia un problema non verrà notificato nulla in proposito a chi spedisce né tanto meno al server del provider per il quale la PEC sarà considerata come regolarmente recapitata.

7) e' verificabile solo l'allegato al messaggio

8) manca la corrispondenza fra email>persona inviante

9) dice che e' stato inviato qualcosa ma non COSA

A questo punto l'unico vantaggio e' che il mittente, ops, la casella e' in un elenco certificato dallo stato e che il messaggio ha valore legale perche' il certificatore, che perende i soldi, ha cosi' deciso e legiferato.

Si noti che come accade per la cosegna di alcuni atti giudiziari cartacei, indipendetemente che siano stati ricevuti dalla PERSONA o rimangano nell'ufficio postale vengono dati per ricevuti. Infatti una volta che sono ricevuti dal provider, ovvero dal postino, che gestisce l'address, che il destinatario abbia ricevuto o meno la mail.... Sostanzialmente si reitera cio' che i legislatori sono abituati a vedere nel mondo delle poste, ambito ben piu' fallace. Ma forse interessa solo di POTER DIRE a termini di legge che la posta e' ricevuta e non che sia arrivata veramente alla persona, cosa digitalmente facile da ottenersi. Si vuole portare l'orrore della carta sul digitatale che non ne soffriva.


Come si fanno le cose per bene?

a) si leggono le regole di internet, le RFC, che dicono con il documento RFC 3798, come si fa.
b) si usa un normale programma di posta, anche gratuito, come thundebird.
c)si compra un certificato da una Certification Authority, per uso personale e' gratuito.

un certificato S/MIME:
1)certifica l'intero contenuto del messaggio che si invia,
2)consente di inviare comunicazioni a qualunque tipo di indirizzo e-mail,
3)è interoperabile con qualunque sistema,
4)è valido in tutto il mondo,
5)permette la protezione del contenuto del messaggio grazie alla crittografia
6)certifica la ricezione sul dispositivo del destinatario.
7) puo' usare qulsiasi gestore di mail

L'unica cosa che manca e' la certificazione dell'invio, basterebbe registrare l'ack del provider di posta, cosa che non e' importante quando si puo' avere una avvenuta ricezione sicura. Un bel vecchio pc 386 basterebbe per fornire l'elenco a livello nazionale delle mail.


Dopo aver visto che la PEC e' sostanzialmente inutile possiamo esaminare un'altra stranezza: il comportamento dell'inventore per far vivere lo zombie.

in caso di societa' neocostiduende lo stato, d'ufficio, assegna una PEC se non ne viene comunicata una "le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese": un bel modo per aumentare la base d'installato di un nuovo pseudostandard, farlo dall'alto.

e' stato istituito un Bando di Gara per la concessione del servizio di Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e Cittadino (CEC-PAC). Insomma per aumentare gli utilizzatori e' stata prevista la sorellina minore, una versione castrata, "esclusivamente alle comunicazioni tra PA e cittadino, e viceversa", giusto per complicare la cosa ed incrementare il numero degli utilizzatori improvvisamente a 60milioni. La gente che legifera forse dimentica che l'ADSL fa fatica ad arrivare persino in provincia di Milano.

Infine non contenti di aver inventato una cosa intutile, stramba, fuori dalle regole, dispendiosa e averla resa obbligatoria, salvo tornare parzialmente sui propri passi, esiste un comitato tecnico, forse piu' giustamente UCAS (Ufficio Complicazioni Affari Semplici), che sta girando il mondo per spingere l'adozione della tamarrata nelle RFC. Gia', dopo aver speso milioni di euro... vorrete mica che si smatelli tutto perche' un tedesco o inglese qualsiasi ci dia dei matti?



Il coraggio di ammettere che la PEC concepita come uno strumento nato vecchio e irrispettoso della comunita' hacker, un lampante esempio di stortura, e' un' imposizione giuridica sul mondo informatico che andrebbe semplicemente ed immediatamente abbandonata a favore della libera adozione di standard ( ISO, RFC) di comunicazione, questo coraggio presumibilmente manca.

martedì, ottobre 06, 2009

32 6000W

Ho avuto modo di prendere conoscenza con calma con il televisore di Samsung 32 6000W.
È stato un brutto modo di venire a contatto con questo oggetto per due ragioni: la grande quantità di sperticate lodi provenienti da più parti e una campagna pubblicitaria eseguita con un sito Internet, un catalogo e una scatola che mi pare una grossissima presa per il culo. Il televisore viene infati nomenclato come LED in contrapposizione agli LCD quando si tratta comunque di un televisore LCD sebbene retroilluminato con quella sorgente. Chiamarlo led e basta è secondo me la stessa forzatura di chiamare elicottero un'automobile contenente una turbina. Un vero televisore led è una cosa questo è un'altra cosa: cercare di confondere le acque in questa maniera dovrebbe far arrabbiare quelle presunte associazioni di consumatori che, ovviamente, stanno zitte.

La prima cosa che si nota al momento dell'apertura della scatola è la cronica mancanza di ingressi ed uscite.
Le prese scart sono mancanti così come gli RCA. Solo dei piccoli jack. Su di uno sbalzo sono presenti quattro HDMi di cui una incompleta. Questo è un importante campanello d'allarme: chi possiede un impianto audio video già ben integrato potrebbe dover cambiare molte cose. Per connettere alle prese gli oggetti presenti in casa ad almeno una misera scart è presente nella scatola un adattatore, viene da chiedersi se ingombri più l'adattatore nel caso il televisore venga appeso o l'eventuale scart se fosse presente sul corpo del televisore.
Tutto il design sembra orientato alla sottolineare lo spessore del oggetto a costo di rinunce importanti come quella che abbiamo visto.
Il display LCD da spento si nota che del tipo lucido ma per fortuna è stato anche rivestito con un trattamento antiriflesso. La lucidità accentua la scelta del design.
All'accensione si notano dei colori estremamente saturi, ben oltre il tollerabile, probabilmente una scelta progettuale per far sembrare diverso il televisore in questione. Regolandoli meglio la situazione diventa accettabile.
Fastidiosa ed inopportuna la musichetta d'accensione, fuori luogo gia' nei cellulari.
L'audio, come spesso ormai accade su TUTTI gli lcd, e' sostanzialmente un obbligo da ottemperare alla meno peggio.
Il computer di bordo compie le interpolazioni con la solita benevolenza alla parola faciloneria, si nota meno di altre soluzioni l'irruenza nel variare la luminosità per ottenere il contrasto idiota o dinamico che dir si voglia.

La domanda sicuramente è una sola: questo tipo di televisore è meglio di un televisore che costa la metà ma che è retroilluminato con dei tubi fluorescenti?

ci sono molti aspetti.
La qualità di immagine non è superiore ad un televisore che costi la metà, sostanzialmente va meglio di un full HD della stessa marca ma non così tanto meglio di molti HD ready... anzi.
intanto alzi la mano chi lo terra' sulle ginocchia.
Il design se agganciato al soffitto o a bandiera sicuramente ha un suo perché
La connettività per chi è avvezzo ad avere un impianto elaborato con al centro il televisore è un pianto.
Il consumo è il 20% meno di quelli a tubi. 20 W in meno per 2 h per 365 giorni per 10 anni sono 146KW, tutto sommato pochi euro, non giustifica la forte differenza di prezzo.
Esiste la promessa che se non tirato per il collo il led duri di piu' del fluorescente.... ma con quella differenza di prezzo mi posso comprare sicuramente un tv fra 10 anni o cambiarne i tubi.
Se fossi obbligato a scegliere un televisore di questa marca, spendendo gli stessi soldi, preferirei un televisore più grande ma con l'illuminazione a tubi: sicuramente vedrei complessivamente meglio avendo una diagonale di una cinquantina di pollici che non avendo sulla scatola la parola led.
Perché di questo si tratta una variazione soprattutto sulla scatola, una didascalia diversa da' una vendibilita' differente.

venerdì, ottobre 02, 2009

giornalisti? raccatapalle?

mi ha molto lasciato scioccato qualche mattina fa mentre ero in sgorgato nel traffico milanese che si era imbizzarrito per il motivo che vedete sopra i commenti dei giornalisti sia in radio sia nella carta stampata è persino come vedremo in Internet. La foto di cui sopra che è stata diffusa immediatamente non lascia dubbi su cosa sia successo: una motrice si è tirata dietro una carrozza precipitando in un cortile dopo un evento straordinario come una corsa a folle velocità o una rottura molto importante di qualcosa. Gli articolisti si sono buttati a pesce descrivendo cose che solo loro vedevano e solo dopo alcuni giorni hanno cominciato a scrivere delle cose non pochettino più serie. Alcuni.

dalla massicciata sopraelevata due carrozze sono andate a schiantarsi nel cortile di un palazzo
il tonto di di turno non sa neanche accorto che la sua carrozza possedeva dei pantografi ed era davanti al treno. Il presunto giornalista deve aver chiesto alla parrucchiera lì vicino cosa era successo, ovviamente per telefono. Non ha neanche visto la foto allegata all'articolo.
Tanti hanno fatto questo errore sono stati quasi tutti, e quasi tutti hanno prodotto un articolo con la foto che riprendeva frontalmente o lateralmente una motrice. Mi sembra che saper distinguere tra motrice è una carrozza non sia una questione da tecnici ma semplice cultura personale. Se non si aveva neppure questo livello c'è da chiedersi cosa riescano a scrivere quando si parla di traffico o cose più complesse. Vai a fare l'imbianchino.

una prima ricostruzione dell'accaduto pare che nel corso delle operazioni di ricovero sia stato superato un segnale disposto al rosso
quindi un treno secondo costoro mentre va a passo d'uomo riesce a scavalcare i binari, piallare il muretto come burro, saltare giù dal ponte e tirarsi dietro tutto resto del treno. La fantascienza non è certo un genere letterario. Nei fumetti superman alza un palazzo prendendolo da uno spigolo: nella realtà la struttura del palazzo collasserebbe lasciandogli in mano solo un mattone.
In questa realtà un treno a bassa velocità uscendo dal binario perché spezzato si fermerebbe, i freni ci sono anche sulle carrozze. O mancava un pezzo di ponte o pensava di essere a Linate. Anche in questo caso non occorre essere dei geni ma basta non essere imbecilli.

non parliamo del corriere che deve citare anche la voce del Codacons: il movimento degli amanti del parlare a vanvera che se si è subito sentito in dovere di commentare l'accaduto senza sapere le cause del disastro.

Sembra che adesso il Comune si deciderà a costruire le barriere antintrusione e antirumore chieste da anni con diverse petizioni da parte del condominio.
come al solito bisogna dare credito a quelli che si lamentano chiedendo cose impossibili: voglio vedere che tipo di struttura si può costruire sopra un ponte per fermare una motrice da un centinaio di tonnellate con nel sedere almeno altrettante tonnellate che spingono ad un centinaio di chilometri all'ora. Idioti i richiedenti ma molto più idioti coloro i quali hanno riportato nell'articolo.
la prossima volta mi raccomando di richiedere un antiintrusione per un meteorite della classe di tunguska.

a tutti sembra normale che il conducente dopo un volo di una ventina di metri si era rimasto illeso. Per quanto possibile ha dell'incredibile anche questo. Magari era la cabina di poppa ma se venisse fuori che a spasso sul resto del treno non mi meraviglierei.

in questo momento si fa un gran parlare del futuro dei giornali dei giornalisti e dell'attacco che fanno piattaforme come i blog e i tweet.
in realtà non è un attacco da parte di queste piattaforme spesso poco credibili e poco informate ma è l'abbassamento qualitativo mostruoso che c'è stato da parte dei giornali rispetto alla realta'.
Se negli anni 6o un giornale pubblicava qualcosa di impreciso forse poteva anche starci, dopotutto potevamo credere che la Fiat 500 fosse veramente il massimo. Oggi la tecnica è andata avanti, il mondo diventato più piccolo e nessuno può dire che l'Ecuador si trova in Africa poiché molta gente c'è anche stata. In questo scenario un minimo di qualità dell'informazione dovrebbe essere garantita in cambio di quei soldi che costa la copertina e centri di disinformazione come possono essere il mensile focus o il giornale la Repubblica non dovrebbero assolutamente esistere. Lo svarionie ci può anche stare ma degli articoli che sono un'ammissione di ignoranza e identificano anche il direttore come bestia stupida che non legge il proprio prodotto.