domenica, settembre 28, 2008

Tipi di immagine (4ta parte)




Misurati i parametri principali delle varie versioni di display disponibili, scoperto che nei pannelli ci sono dei problemi, viste le differenze specifiche tra i vari pannelli andiamo a cercare di capire perche i pannelli non si vedono come dovrebbero.


Questa è l'ultima parte della guida, è una specie di riassunto visto che ormai tutto quello che c'era da dire è stato detto....... dal punto di vista tecnico.

In realtà un prodotto non è affatto solamente prodotto dalla tecnica ma anche dal marketing e dalle richieste del consumatore, brutta parola per identificare un cliente frastornato da 1000 stupidi che lo vogliono irretire.

Abbiamo visto che il miglior sistema per visualizzare un'immagine televisiva consiste nel possesso di un cinescopio. La differenza qualitativa tra questo sistema è gli altri è talmente alta da non dover neanche ingenerare discussioni di sorta.
È anche vero che il caro amico cinescopio possiede un difetto dal punto di vista dimensionale non indifferente. Oltre i 40 pollici è praticamente ingestibile in un'abitazione normale, la moda di affossare i videoproiettori tri tubo ha fatto sì che il prezzo di questi ultimi schizzassero in orbite difficilmente raggiungibili.

Per questi motivi è comprensibile, ma non sempre condivisibile, la rinuncia qualitativa verso una migliore accessibilità dimensionale dell'apparecchio televisivo.

Entrano in scena i pannelli.

Visto che il contenuto del 99% del distribuito è in formato PAL, io link a 50 megabit secondo sincroni in casa per HDTV non ne ho ancora visti, in teoria un televisore al plasma 840 per 576 dovrebbe risolvere qualsiasi problema. Il prezzo di un affare del genere potrebbe essere oggi intorno al migliaio di euro per un prodotto di qualità (quasi paragonabile al cinescopio) intorno ai 32 pollici.
Purtroppo esiste il marketing e il consumatore.

Un affare del genere non viene prodotto poiché non inconterrebbe i favori del pubblico, il CONSUMATORE appunto, interessato al numerino molto alto. Non certo a vedere bene.

Risoluzioni bizzarre che necessitano di computer di bordo poderosi, richieste di accessori che non servono a nulla ma sono assai costosi hanno decretato, insieme alla richiesta di un prezzo basso, una diminuzione qualitativa notevole.

Nessuno dice che SI DEVE spendere tanto...
pero'...

se voglio il pannello
se voglio il pannello in risoluzione "sbagliata" quindi voglio il rescaler da 5000euro (ma voglio spenderne 200)
se voglio raster 1080 che comunque non vedrò se sarò oltre 1 m dal mio televisore da 32 pollici
se voglio lo schermo gigante da 50 pollici (e non voglio spendere)
se voglio l'anticopia HDMI, poi piango se non riesco a trasferire da un supporto all'altro il mio filmino
se voglio il digitale terrestre e lo compro senza connessione digitale perche' senno' costa!
se voglio il formato bizzarro 16/9 ( devo poi lamentarmi con la finta associazione consumatori del fatto di vedere le bande nere?)
se voglio il 100 hertz (utilizzando un economico pannello LCD da 40 hertz, altrimenti costa).
se voglio il DDT incorporato
se voglio il *°ç§+/*-+
se voglio il
se voglio
voglio
se
.

Beh, se voglio tutto TUTTO ma spendo meno di un fantastigliardo e' ovvio che fara' pena?
Pare di no!

e' questo il problema.
Andare al ristorante, scegliere tre primi, due seconde portate: pesce e grigliata di carne, quattro bottiglie di vino, stappare lo spumante esigere tutti gli accessori come caffetteria ed alcolici e pretendere che il costo sia Euri 12.
Forse era meglio limitarsi ad una buona bistecca in una trattoria "giusta".

un CRT 32" eccellente black matrix, invar, nicasil costava meno di uno stipendio medio.
Se voglio uno schermo con TUTTE le caratteristiche MODAIOLE debbo spendere ovviamente cifre automobilistiche.

Il grosso dei problemi infatti non è stato dato dall'evoluzione tecnologica, ma dalle scelte dei consumatori che hanno indirizzato la produzione verso degli ossimori. Se questi prodotti non sono in grado di visualizzare correttamente l'immagine non lo dobbiamo infatti imputare alle"cattive"aziende. Non possiamo neanche dire che la tecnologia non sia sufficiente. Ed anche la leggenda metropolitana secondo la quale esisterebbero nei cassetti delle "cattivissime" multinazionali chissà quali evoluzioni, come la retroilluminazione a led, laser, marziana o atomica, non basterebbe cio' a farci vedere correttamente la televisione. Gia', i complottisti dimenticano che le aziende sono in concorrenza è la prima che tira fuori una tecnologia più vendibile automaticamente guadagna quota di mercato incrementando sia il guadagno reale che quello del valore aziendale in azioni.
Per questo motivo succede esattamente il contrario, appena una società possiede una tecnologia nuova cerca di metterla sul mercato addirittura prima che sia matura, come del resto è successo con i pannelli LCD.

Se gli schermi non si vedono come dovrebbero la colpa è solo degli imbecilli che stanno acquistando i televisori.

Giusto per capirci le aziende che fanno semplicemente ciò che il consumatore, non più cliente come vedete, richiede hanno mostrato con grande successo di pubblico dei pannelli con l'indirizzamento 4000 per 2000 nella grandi fiere come il CES. Non solo e' una risoluzione inutile che comporterebbe l'uso di un elettronica talmente sofisticata da non poter essere prodotta a prezzi umani, ma anche il corollario di non essere in grado visualizzare correttamente qualsiasi risoluzione sul mercato.


lunedì, settembre 22, 2008

Watt


Di recente sono transitato in un supermercato, chiamatela grande area, ipermercato oppure salumiere come si faceva una volta non cambia nulla.

Mi cade l'occhio sopra un penoso affare coreano per produrre del suono. Secondo il cartello del salumiere l'affare è accreditato di 400 W, la scatola del produttore riporta altri sconvolgenti numeri: 160w, 80w, 40w. quale sia un valore confrontabile e' un mistero.

Inutile dire che l'oggetto multifunzione con un consumo, secondo l'etichetta posteriore, complessivo di una quarantina di watt al massimo potrebbe erogare una dozzina di watt per Canale.

Nel frattempo che osservo la mistica macchina da poco prezzo che dovrebbe essere in grado di bruciare amplificatori del peso di una dozzina di chili per comprare i quali bisogna sborsare altrettanto in moneta, noto delle persone che, con fare esperto, decretano misurazioni bislacche come watt reali, veri e non reali.

in prima cosa i Watt "reali" non esistono. La normativa non contempla una misura che si chiama "reale".

Il problema nasce dall'estrema ignoranza del consumatore, si badi bene il consumatore non è un cliente.

Il consumatore infatti parte dalla profezia che gli giunse dal famoso sacerdote di turno facente parte della casta del marketing: tu sarai esperto ed intelligentissimo leggendo il sacro libro "catalogo". Pregherai tutte le sere con il Vangelo della casella postale vomitata di opuscoli colorati così sarai dimentico delle tribolazioni umane, della fisica e dell'intelligenza.

Ed il consumatore, fatto esperienza che numero dev'essere grosso ed il prezzo basso, si consegna come un idiota nella Chiesa del consumatore: dal salumiere 2.0. Non scoprira', in quanto rincoglionito dal marketing, mai che il prezzo basso e' in realta' alto per il valore dell'oggetto e il numero grosso e' inutile come un cerino usato.

In realtà tutti quei numeri che sono stati visti prima sono reali ed esistono nell'ambito di un laboratorio. Infatti quando si fa un test di un amplificatore non si misura esclusivamente quanto forte suona e basta, ma è necessario sapere anche in determinati ambiti come si comporterà per sapere anche come dimensionare delle sue parti interne. Ecco quindi che è necessario sapere, per esempio, la massima corrente in uscita magari in corto anche se questa condizione capiterà solamente una volta nella vita di un amplificatore. Potrebbe essere necessario sapere la tensione massima per sistemare una protezione, insomma bisogna sapere che cosa si va a cercare, e per ogni ricerca esiste una misurazione che alle volte, incidentalmente, si puo' esprimere anche in watt.

Ma anche la semplice misura di potenza erogata può servire per evidenziare una cosa diversa.

La Potenza si può misurare immettendo nel amplificatore cose diverse che daranno risultati diversi:
un chilohertz
un rumore rosa
un rumore bianco
uno spettro iec
due toni
ecc.

Interessante è anche utilizzare tempi di misurazione diversi; i dati numerici che verranno rappresentati su di un grafico dovremo decidere se leggerli durante una sessione continua o impulsiva: minuti, secondi, decimi o addirittura millisecondi.

già da questa cosa potremo avere una rosa di risultati terribilmente diversi fra loro.

Lo stesso ampli potrebbe avere un'alimentazione tale data sembrare performante con un po'di roba da discoteca ma poi crollare miseramente al primo attacco di un organo, ecco perche' misure diverse.


Durante il test dobbiamo decidere che cosa collegare all'uscita dell'amplificatore:
una resistenza da quattro ohm oppure da otto
un altoparlante e quale
un circuito che emuli le condizioni di lavoro medie

dovremo anche pensare con che qualità vorremo ascoltarlo. Cioè con quanta distorsione dovremo fermare la misura. Se il nostro obiettivo è quello della fonovaligia o del giocattolo per bambini e un altro conto se parliamo di attrezzature ad alta fedeltà: e' completamente un altro pianeta.

purtroppo per ragioni di marketing il grafico viene spesso ridotto ad un mero dato numerico: il massimo raggiungibile da qualche parte nella curva, di una curva che non e' quella interessante da quardare.

cosi' puo' succedere di comprare un ampli che la potenza dichiarata e' ottenuta per un tempo inudibile (un tic) con uno spettro non riscontrabile musicalmente e con collegata non una cassa ma una lampadina...

Anni fa misurarai un ampli supertosto dichiarato sui 200W.

Potenza: 150 W circa RMS per canale su 8 ohm resistivi thd 0,1%.
Potenza erogata su un carico di 4 ohm: 275 W.
Potenza erogata su un carico di 2 ohm: 475 W.
Potenza erogata con uscita configurata a ponte (funzionamento monofonico): 1000 W su 2 ohm, 800 W su 4,
Pesava 15Kg

Poi misurai uno dei primi che dichiaravano potenze enormi, erano dei midi molto trendy e costosi dichiarava 150W PMPO. Potenza: 5 W circa RMS per canale su 8 ohm resistivi thd 0,1%. a 4 ohm si fermava a 6W, orribile!

L'autoradio montata sulla mia auto di serie e' dichiarata 40Wx4. smontata contiene questo: TDA7381.
Il power pack e'dichiarato dal costruttore 4 x 15W @ 13.2V 1KHz 10% oppure,
THD = 10%; VS = 13.2V 13W, oppure
THD = 1%; VS = 13.2V 11W
Ma se volete una distorsione ottima, thd 0.04% da vero HiFi, il risultato e' 4W.
Si noti anche che ad auto ferma,12V, la potenza e' destinata a calare sensibilmente.
Questo e' quello che descrive il costruttore, SGS, dell'ampli.
Il resto e' muffa.


La cosa divertente è che 150 W PMPO sono reali e giungono da un calcolo fatto su di una misurazione di nessuna importanza. Sarebbe un po'come dire che la velocità della Panda è intorno ai 600 km/h. Questo è assolutamente vero...... se essa viene lanciata da un aereo: è facile calcolare che in base alla penetrazione aerodinamica che quella sarebbe la velocità di discesa. Ecco quindi che se fosse venduta dal salumiere probabilmente apparirebbe fra le caratteristiche la velocità massima di 600 km/h. Ovviamente verrebbe scollegato il contachilometri per evitare lamentele immediate.

Ancora una volta in uno scaffale di un' altro salumiere 2.0 ho visto un amplificatore da auto da 300 W per canale. Insolitamente leggero. Il fusibile di alimentazione era di 5 A. È abbastanza facile intuire che se transitano 5x12= 60 W al massimo possiamo sperare in 20 W per canale.


Ma esiste un ulteriore cosa che ci permette di sorridere: il consumatore non chiede mai, ripeto mai, l'efficienza delle casse.
Il marketing ha tenuto nascosto questo parametro, molto costoso, per evitare domande imbarazzanti. Visto che la quantità di suono è calcolabile in LOG (Potenza) * efficienza=quantita di suono in db risulta molto chiaro che della potenza del amplificatore non ci interessa più di quel tanto mentre molti, TANTI altri parametri mai richiesti divengono assolutamente importanti e fanno la differenza.

Ma tanto un salumiere 2.0 cosa consiglia?
ampli koreano con spalmato stacchino?
Casse alla mortadella cinesi?
Tweeter? cosa saranno mai?
le casse sono casse! parallelepipedi di cartonato che emetono strani suoni e hanno dei watt dentro da quache parte, forse nel cartone!

La cosa più assurda e triste consiste nel fatto che i consumatori sono diventati la maggior parte, praticamente la totalità. Questo ha provocato la situazione che anche marchi seri hanno dovuto pubblicare i propri dati nella maniera sbagliata per evitare di essere annientati dalla concorrenza più subdola e poter accedere a canali di vendita senza scrupoli. Un esempio chiarificante e' il cambio di atteggiamento del marketing della macchina fotografica di sigma che oggi viene dichiarata con risoluzione interpolata come tutte le altre: il triplo del reale.

Prossima volta l'auto compratela dall'impresario di pompe funebri, consigliera' un modello nero,silenzioso e con finiture in mogano.
freni optional.





Ps
sopra e' il ritratto del Sig Watt: si dev'essere intristito per come lo hanno bistrattato.

martedì, settembre 16, 2008

Pirati e bambini

La storia di oggi parla di una mamma con un bambino handicappato (autistico) che decide di portare quest'ultimo in un luogo dove esiste una sola realtà, il massimo profitto, che piega tutti gli avvenimenti esistenti nel raggio di diversi chilometri.
Tale luogo non può che essere una catena di montaggio senza cuore e spietata come un sicario da film americano.
Durante la visita il bambino ha il grossissimo difetto di necessitare di attenzione, intralciando una sinergia fra società per azioni da ottenersi a basso costo: il bambino ha bisogno di più di 15 secondi per poter essere fotografato, ovviamente a pagamento, sul territorio di una società con il brand di un' altra alle spalle. Questa premessa ovviamente genera una situazione come la sabbia negli ingranaggi: il supermercato e' una macchina che distribuisce prodotti, ogni relazione umana o necessità dei clienti viene vista come costo: molto più semplice abolire entrambi per servire solo i consumatori.
La stessa pressione viene fatta verso i fornitori che così devono necessariamente profilare i loro prodotti per l'esigenza non del cliente finale ma della gestione corretta del flusso merci all'interno del punto vendita della distribuzione organizzata.


Dopo aver letto il post drammatico, indicato dal solito Andrea Beggi, mi vengono naturali dei pensieri (farneticazioni?) sparsi... Le idee che seguono non scaturiscono direttamente dalla disavventura accaduta ma principalmente dai commenti che inneggiano ad una fantomatica giustizia necessaria.

Ci sono delle situazioni che sono molto difficili di base.
Ci sono delle persone maleducate e arroganti.
Ci sono luoghi dove la persona non conta.
La sommatoria e' esplosiva.

Questa è una doverosa premessa non per giustificare qualcosa, ma per sottolineare che l'umanità non ha posto in determinati luoghi.
Ci sono volontà collettive per essere presi a pesci in faccia.

Sono praticamente vent'anni che faccio notare, spesso anche lo scrivo, che in Italia vi sono luoghi dove la persona perde ogni dignità e viene presa per un bipede idiota da calpestare.
Ovviamente i più deboli vengono calpestati meglio.

Una di queste realtà è il centro commerciale ove persone di qualsiasi caratteristica vengono spogliate di dignità e trattate come emeriti idioti. Questo avviene quotidianamente attraverso prodotti civetta, gestione allegra della salute, interpretazione della legislazione quantomeno bizzarra, lavoratori zombificati, vendita di apparecchi taroccati, vendita di prodotti rigenerati come fossero nuovi.

Tutte queste cose, ovviamente non riferite ad un singolo specifico marchio o catena, raccontano che in tali luoghi non esiste il cliente ma esiste una nuova figura: il consumatore. Quest'ultimo è un oggetto da spremere come un limone avendo come obiettivo il massimo profitto col minimo costo, ed in tale ottica tutti i servizi risulteranno scadenti qualitativamente parlando. Per il consumato, il limone assai schiacciato, non esiste neppure la giustificazione del prezzo per essere trattati in tal modo, come dicono alcune ricerche non "sovvenzionate" in cui si evidenzia nel luoghi in cui il commercio è gestito principalmente da tali entità il costo non è conveniente tout court.



E' MOLTO facile prendersela con carrefur: ha un nome un indirizzo ed e' capitato un caso specifico e puntato su di un bambino.

il problema e' un'altro: La gente, PRETENDE di essere trattata male scegliendo di sovvenzionare con questi acquisti codeste metodologie della GDO. Il risultato e' un continuo essere trattati malamente fino ai limiti del tragico. Ho visto persino esasperare i clienti fino a ingenerare una RISSA di consumatori adulti... (gigante) ed altre cose ben taciute dai media per favorire la GDO, big spender...

chi afferma: "Sono una vostra cliente, ma mi sa che inizierò a frequentare altri centri di grande distribuzione.." non ha capito la genesi del problema. Forse è istupidita dal marketing.

Se lanciandomi dal balcone mi faccio male non e' che se cambio balcone la situazione cambia: forse e' meglio usare le scale.

la frase giusta sarebbe stata:"Sono una vostra cliente, ma inizierò a frequentare la distribuzione fatta da esseri umani dove esiste ancora la parola cliente e il profitto non e' l'unico valore, pur rimanendo importante per un'azienda commerciale."


Tutti vorrebbero una qualche giustizia, ma quale giustizia può esserci in un caso come questo?

non un semplice risarcimento economico: una bambolina o una macchinina come quella del brand non è certo un umanamente accettabile.
Neppure può esser accettabile un grosso risarcimento economico: dopotutto il dolo non è tale da essere paragonato ad un braccio amputato.

L'unico risarcimento possibile sarebbe quello dell'introdurre il fattore umanità in un'azienda del genere. Ciò ovviamente non può accadere in quanto diminuirebbe in maniera sensibile i guadagni e quindi l'appeal da parte degli azionisti. Ricordiamoci che l' umanità ha un costo che perfettamente quantificabili nel tempo del commesso moltiplicato per la sua competenza. E per questo che in questi luoghi non esisterà mai commesso esperto che possa perdere più di pochi secondi per acquisto, in genere lasciano in piedi uno sfigato sotto pagato ogni 4 km di scaffale anche nei reparti ad alta tecnologia. Cosa possa fare o dire un personaggio mobbizzato, reso ignorante, con problemi economici, con l'alito del licenziamento sul collo in una situazione atipica è oggettivamente un punto di domanda.



Per condensare il mio farneticare potrei riassumere in codesta maniera:
è maledettamente vergognoso ciò che è capitato come sono gravi altre violenze che accadono in quel tipo di luogo. Trovo quindi molto brutto ciò che è capitato ma non mi meraviglia. Anzi.
Così come non mi meraviglierebbe se una situazione analoga capitasse in una bettola portuale ricolma di ubriaconi.
In tali luoghi e' poco furbo portare qualsiasi bambino.

Forse sarebbe il caso di darsi una svegliata per scoprire che il veleno in vendita (ad altezza bimbo) a 10cm da detersivo e biscotti, a 10metri da biciclette appoggiate sopra salumi.... non è il massimo se chi le propone non ha neppure una faccia da difendere....


no?

venerdì, settembre 12, 2008

Sfigati!


Ecco per gli sfigati che vogliono il numero grosso i due marchi marketing driven, Samsung e sony hanno presentato l'inutile novita' dei tv LCD (quindi 40Hz) ma pilotato da un'elettronica da 200Hz...

quindi visione a 40Hz di programmi a 50 tritati a 200.
Cosa rimarra'?

Ma il consumatore e' una bestia cosi diffusa?
l'intelligenza sta scomparendo dal pianeta?

lunedì, settembre 08, 2008

Galopp!


Vista la qualita' degli applicativi made in wind/spal e immaginando che la sicurezza informatica venga sistemata dalle medesime scimmie facenti parte della medesima agenzia comici, mi sono sempre chiesto perche' non ci sono orde di crackers che galoppano attraverso i sistemi dell'azienda come i barbari di Attila.

Quale di queste?

1) i cracker nostrani sono incapaci
2) la manutezione viene fatta da altri
3) nessuno si e' accorto della cosa (si da par scontato di non usare 13enni in nero all'interno di una multinazionale)
4) la fortuna aiuta gli audaci risparmiatori
5) succede ma per non farsi chiudere le porte vedono di non fare danni troppo grossi


NB
la forza vendite consiglia per il pretrattamento dati presso i rivenditori di COPIARE (ACDsee) un programma fregandosene del fatto che sia necessario pagarlo. Quando feci notare la cosa mi dissero che nessuno aveva fatto STORIE ed io ero l'unico strano. Andava fatto in quella maniera: scaricarlo dal sito di spal installarlo. io presi il link e feci leggere la licenza d'uso dove era chiaramente scritto che rimaneva gratuito solo nel caso dell'utilizzo da parte di un privato cittadino sicuramente non da parte di un negoziante o di un'azienda di telefonia. grazie a Wind oggi ci saranno qualche decina di migliaia di programmi rubati.
Bisognerebbe entrare in un negozio diretto WIND e prelevare qualche telefonino aggratis.
Quindi wind/spal ha portato quasi tutti i rivenditori ad essere passibili di RECLUSIONE fino a 3 anni e migliaia di euri di multa. Chissa' il loro sistemi come sono conciati!

sabato, settembre 06, 2008

furfantPASS





ecopass


Innanzitutto è una gabella assolutamente ingiusta, se tutti i comuni facessero la medesima cosa per transitare attraverso la Lombardia bisognerebbe pagare decine di gabelle nell'arco di una giornata. Non si capisce infatti perché Milano possa farlo e Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza non possano fare la stessa cosa. Un rappresentante dovrebbe suicidarsi. Propongo una legge per la quale i residenti nel comune incriminato debbano pagar gabella all'ingresso di qualsiasi altro comune che non sia il loro. Dopotutto questa cosa assomiglia molto alle strisce per il parcheggio dei residenti poste sulla pubblica via: un ossimoro legislativo che non dovrebbe neanche attraversare la mente di un legislatore.

Questa è l'analisi fatta dal comune di Milano pochi giorni prima della partenza dell' eco pass, d'ora in poi gabella.
I RISULTATI ATTESI · riduzione delle autovetture in ingresso all'area del 10%; · riduzione del 30% delle emissioni di PM10 allo scarico nell'area della Cerchia dei Bastioni, senza aumenti fuori dell'area dove il livello delle emissioni resta invariato; · maggiore controllo della circolazione dei veicoli per il trasporto merci; · incremento della velocità commerciale dei mezzi di trasporto pubblico.



Vediamo di analizzare i risultati a posteriori dopo quasi 6 mesi.

· riduzione del 30% delle emissioni di PM10 allo scarico
questa è la più divertente: se la riduzione di autovetture aspettata è il 10% come è possibile? visto anche i trend delle immatricolazioni di autovetture che si stanno spostando decisamente verso il gasolio raggiungendo il picco del 64% del immatricolato con ciclo diesel sarebbe lecito un aspettarsi un equivalenza. Forse occorre la bacchetta di un mago. Forse portando al comune di Milano autovettura a gasolio loro ne forniscono una a benzina.
Inutile dire che sebbene l'inquinamento non è possibile paragonarlo rispetto all'anno precedente per le diverse condizioni ambientali di due anni nessun osservatore scientifico si era azzardato a confermarono stupidate del genere. comunque i dati danno un 3% seguendo l'estapolazione
MANCATO

maggiore controllo della circolazione dei veicoli per il trasporto merci;
alcuni corrieri si sono organizzati in maniera da inviare anziché un camion singolo diversi furgoni. Questo ha determinato anche un incremento del costo di alcuni generi.
MANCATO

incremento della velocità commerciale dei mezzi di trasporto pubblico.
Questa incremento avrebbe dovuto essere dovuto all'energia divina. Una preghiera dell'assessore ai trasporti tutti i giovedì mattina avrebbe consentito un'accelerazione sensibile e sicuramente misurabile dovuta questa pratica. Peccato che gli Dei abbiano decretato che la questione non meriti la loro attenzione.
MANCATO

In compenso stando alle statistiche e a ciò che si vede sul campo l'unica cosa ottenuta è stato un aumento del nervosismo generale del traffico, con maggiori probabilità di incidenti, e un maggiore deprezzamento locale delle autovetture con più di un paio di anni di vita costringendo le famiglie che fino ad oggi non avevano cambiato autovettura confidando nel buon cuore e nell'intelligenza ecologica dei vigili. Questo ha sicuramente incrementato globalmente l' inquinamento e per via del downsizing
ad una minore sicurezza sulle strade.

L'Ecopass non ha migliorato l'aria di Milano, lo dice Laboratorio ricerca ambientale della Società italiana di medicina generale (Simg).

Comunicato di Milano: "In questo senso è stata riscontrata un’associazione significativa tra ricoveri per patologie respiratorie e concentrazione media giornaliera di PM10 le ospedalizzazioni sono state 6.026, nell’anno precedente, il 2007, erano state 6.182 "
a questo punto chi mastica appena appena un pochino di matematica dovrebbe subito arrabbiarsi. Già perché sebbene vengano presentati degli studi che in qualche modo raccontano che determinate patologie sono legate ai PM 10, e su alcune di queste non ci piove, le comunicazioni fornite dal comune di Milano assolutamente sono inesatte. Nel fornire cifre si sono semplicemente dimenticati di fornirci di quanto i PM 10 siano diminuiti: non è presente il dato le comunicato stampa, non è presente nelle laide allegate in un formato segreto Microsoft. Potrebbe anche venirci sospetto che questo inquinante addirittura è aumentato. Si porta inoltre una cifra di ospedalizzazione in come se fossero collegate in maniera automatica immediata e proporzionale alla concentrazione degli inquinanti, che ricordo sconosciuta.
Dare una fluttuazione del 2% senza sapere qual è la fluttuazione degli anni precedenti potrebbe semplicemente rientrare nei dati statistici. È normale che se la riduzione non è netta, ed anche in quel caso va ricercata l'esatta causa della variazione, una riduzione inferiore al 10% si presta a giochini, anzi all'inizio del provvedimento quando si suonavano trombe e clamori vi è stato anche un aumento dell'8%. È anche vero che non è solo il traffico il generatore di questo tipo di inquinanti. Voglio ricordare che in piazza Duomo a Milano le centraline di greve rilevazione dello smog sono andate a fondo scala per il fumo delle sigarette che migliaia di fumatori accendevano in zona.

Questo vuol dire che alcune di queste patologie sono legate anche a questi fenomeni, potrei anzi dire che il divieto di fumo nei locali ha sicuramente diminuito i ricoveri per asma molto di più dell'eco pass. Anzi visto che alcuni locali cominciano solo adesso a risultare puliti, lo dice qualcuno che appena arriva il fumo di sigaretta si ritrova il naso nel fazzoletto, sicuramente questo ha contribuito a diminuire quel numero è stato utilizzato a provar la bontà del provvedimento automobilistico.
Ancora una volta una cosa è sicurissima: chi ci governa pensa che siamo una massa di idioti, pensa che la matematica si un' opinione da piegare alle loro intenzioni, ci fornisce dati falsi e tendenziosi. Tutto ciò indipendentemente dal colore politico. L'unica differenza tra due schieramenti e la modalità: la destra la fornisce appoggiando la nessun banco con nonchalance, la sinistra la ripeta pappagallo illustrandola come se fosse una divinità.


Un altro dato che emerge tranquillamente dai dati forniti dal comune di Milano è l'aumento netto dei veicoli nuovi di pacca: ancora una volta i cittadini hanno dovuto pagare per cambiare automobile, questo ha fatto sì che l' inquinamento locale diminuisse di poco ma contemporaneamente aumentasse di parecchio l' inquinamento globale: ricordiamoci che costruirono autovettura non è propriamente una cosa ecologica.

Per lo stesso motivo possiamo tranquillamente dire che fra l'aumento dei costi dei servizi che si sono dovuti adeguare alla nuova boutade è al diminuito potere economico dovuto all'onerosità dell'acquisto della nuova autovettura per coloro i quali non ne possono fare a meno Milano è diventata una città più povera e più cara. Altro effetto collaterale di questa tendenza è durante l'acquisto di nuovi veicoli è il downsizing: meglio automobile economica ed insicura ma ottemperante alle ultime norme che un veicolo sicuro. Dopotutto andando così le cose l'auto nuova sarà cambiare tra pochi anni, all'arrivo della nuova normativa. Meglio risparmiare.

Un'altra cosa che mi dà prurito e mi piacerebbe sapere che questa: visto che le telecamere in grado di fare ocr sulle targhe sono state montate poco prima dell'inizio della gabella, visto che non esisteva questa struttura informatica in precedenza come sono stati ottenuti i dati di variazione che è soprattutto all'inizio corrispondevano così clamorosamente con le aspettative del comune? dal momento che non pensa che ci fosse un plotone di vigili che prendeva nota di tutte le 100.000 le auto che giornalmente passano i bastioni mi devono dire come hanno ottenuto i dati. Forse le telecamere hanno già installate ma visto che in alcuni varchi sono state montate in quel di ottobre e novembre.... il sospetto che non sia variato più di quel tanto... e.....



altro report divertente:
http://www.comune.milano.it/dseserver/ecopass/report/report_febbraio2008.pdf
se letto con una certa cattiveria si può tranquillamente affermare che l'eco pass e nei primi due mesi dell'anno ha aumentato il PM 10 nell'area milanese. Nell'area eco pass infatti è continuata la discesa che esisteva già precedentemente, ricordiamo che le automobili nuove a gasolio vanno molto meglio di quelle vecchie ed è normale un ricambio generazionale che prosegue più o meno linearmente. Per questo motivo la diminuzione verso il basso del inquinante dopo il piccolo ha avuto negli anni scorsi con successo del automobili a ciclo diesel era in netta discesa costante. Nelle adiacenze invece dell'area protetta i poveri disgraziati che non volevano non potevano entrare in quest'area hanno cominciato a percorrere più chilometri per fare le medesime cose aumentando così l' inquinamento all'esterno dell'area. Questa cosa è bene evidenziata nella bellezza di diverse tabelle e sarebbe necessario fare un preciso studio. Uno studio preciso come quello che avrebbe fatto nelle zone dove togliendo i parcheggi aumenta il tempo di percorrenza e l' inquinamento. Va di moda infatti specie in alcune zone che sono ben evidenziate dalla tabella trasformare i posti auto pubblici in posti auto pagamento con il risultato che la gente preferisce percorrere 1 km o due in più alla ricerca del posto libero anziché fermare subito la macchina.


L' unica cosa veramente certa è l'enorme introito del comune di Milano.
parlano di 40.000.000 euri 77.450.800.000 lirette all'anno.


Al solito,
i dane'!

mercoledì, settembre 03, 2008

auto elettriche a pedali




Sembrerebbe leggendo i vari articoli che le auto elettriche risolveranno tutti i problemi energetici esistenti.
Se è vero che le auto elettriche sono nettamente più efficienti delle auto a combustione interna dobbiamo comunque ricordarci del fatto che l'energia non viene prodotta a bordo di queste autovetture ma deve essere distribuita prelevandola chissà da dove diminuendo il rendimento mostruosamente. Se ci pensiamo bene non ci importa che dal tubo di scarico non esca nulla ma dovrebbe importarci che il processo che ci permette di muovere l'auto abbia un tubo di scarico il meno invasivo possibile.

La nuova leggenda metropolitana è questa autovettura
La vediamo qui, qui, qui.

Sono tutti contenti del favoloso risultato della carica della batteria nell'arco di una decina di minuti.

Ma andiamo per gradi.
Il costruttore nelle specifiche tecniche dimostra ignoranza delle unità di misura confondendo una misura di potenza istantanea con una di capacità. Comunque stiamo per scontato che la capacità delle batterie sia di 36 kWh come raccontano.
Dovendo caricare le batterie completamente in 10 min serve una linea elettrica in grado di erogare 300kW con un transito quindi di 130 A a 220 V. Un eventuale linea a 380 V non cambierebbe di fatto le cose: la corrente che scorrerebbe sarebbe di gran lunga superiore a quella che si usa nelle piccole e medie imprese.
E quindi escluso a priori di potersela caricare nel box di casa, se ci fossero 10 posti auto il cavo che dovrebbe venir steso sarebbe costoso quanto un box in centro Milano. Non solo, una corrente così alta non è certo gestibile da un utonto qualsiasi abituato ai 0,02 A del carica batterie del cellulare.


Ma le domande che mi girano in testa sono sempre le tre solite:
visto che non è possibile fare il raddoppio delle centrali che possediamo nell'arco di pochi anni: le eventuali auto elettriche con cosa le carichiamo?

Una volta raddoppiate le centrali elettriche per poter generare l' energia elettrica necessaria a muovere qualche veicolo elettrico quanti decenni ci vorrebbero per triplicare la rete di distribuzione elettrica per portare l'energia vicino ai luoghi di consumo?

visto che molto più della metà del costo della benzina è fatto di tasse, alimentando le auto ad energia elettrica che oggi è così apparentemente conveniente se fosse gravata del costo dell'imposta mancante nella stessa proporzione chilometrica di oggi non è forse vero che l'auto elettrica non potrebbe mai decollare per gli esorbitanti costi?