martedì, aprile 29, 2008

Tipi di immagine (2nda parte)




Nella prima parte abbiamo potuto vedere che il tanto bistrattato cinescopio tranne in una misura era nettamente superiore alle altre tipologie oggi disponibili per creare un'immagine.

Fino a questo momento le misure erano molto semplici da ottenersi poiché erano le stesse che si utilizzavano praticamente da cinquant'anni nel campo della fotografia. Misure così semplici da bastare, per quanto precisi, accurati e tarati in maniera precisa, un tester per ed una fotoresistenza per molte di esse.

Per le restanti tipologie che andremo a misurare non è possibile al giorno d'oggi dare una risposta numerica o grafica che non sia da interpretare tanto che molte di queste misure vengono fatte ad occhio, cosa non perfettamente ripetibile e quindi scientifica, ma non si può fare diversamente.

È da sottolineare anche che tutte queste problematiche che stiamo per disquisire non toccano, se non marginalmente, il mondo dei cinescopi. Se possedete un cinescopio con la velocita' di scansione reale, non duplicata, queste cose non vi interessano. Un cinescopio è tranquillamente in grado di andare da 25 hertz a 120 e passare da una soluzione di poche linee fino al massimo di progetto. Al massimo, se la differenza di risoluzione verticale e' molto grande, intravedrete il raster sulle risoluzioni inferiori.


Stiamo parlando degli artefatti, bestia nera delle manipolazioni digitali, ovvero dell'introduzione di qualcosa all'interno dell'immagine che non appartiene all'immagine stessa, potremmo anche chiamarla "invenzione di sana pianta".

Questo tipo di disturbo non è prelevabile in nessun punto del circuito in chiaro quindi non si può paragonare elettronicamente per quantificarlo dal punto di vista di una mera misura in decibel.
Ogni costruttore definisce un peso per alcune di queste novità che, ricordiamolo, sono distorsioni e peggioramenti d'immagine che provengono solo ed esclusivamente dalle nuove tipologie di costruzione dell'immagine.


Il primo passo nella novità lo vediamo quando il segnale entra in un apparecchio digitale: essendo la maggior parte di sorgenti analogiche abbiamo un problema di quantizzazione: la granularità del campionamento potrebbe non essere qualitativamente sufficiente per ciò che vogliamo fare. Analogico si riferisce generalmente a tutto ciò che può assumere un qualsiasi valore , mentre digitale si riferisce a tutto ciò che può solo assumere un discreto insieme di valori elencati. La conversione tra i due tipi di segnali comporta sempre qualche margine di degrado.
Inoltre a molti sfugge il fatto che un'operazione matematica porta con se un'imprecisione se il numero di cifre non è sufficiente. Per elaborare digitalmente un segnale da otto bit è assolutamente necessario avere una matematica che abbia la possibilità di portare con sé gli arrotondamenti che questa comporta. Se devo, per esempio, mediare quattro punti a 8bit, tenuto conto che dovrò fare anche quattro divisioni, dovrò avere un sistema ad almeno 9bit altrimenti avrò un' imprecisione che può arrivare a ridurre di ben due bit la mia precisione iniziale. Figuriamoci quando andrò a fare delle operazioni su interi gruppi di celle come andremo a vedere.
È questo il motivo reale per cui oggi alcuni costruttori pubblicizzano i loro pannelli per un numero molto elevato di bit serve unicamente per evitare arrotondamenti drammatici quando si esce dai processori e non sicuramente, come vorrebbe la pubblicità, un aumento di qualità per maggiore aderenza all'ingresso poiche' piu' performante...




I più grosso problema nasce dall'adattamento della matrice alla sorgente:

il cinescopio può variare la velocità del pennello elettronico e disegnare risoluzioni intermedie senza grossi problemi, passare da una visione interlacciata ad una progressiva senza problemi.

La generazione dell'immagine tramite pannello ha due limiti il primo consiste nella scansione che è progressiva (L'interlacciamento e' il presentare l'immagine nelle righe dispari e pari sucessivamente: es. 1,3,5,7...625-2,4,6,8...624. non viene normalmente gestita da un pannello.) e la seconda è che la risoluzione è invariante ed è solitamente diversa dalla sorgente. I DLP, il plasma e gli LCD hanno formato fisso e definito al momento della produzione è solitamente scelto in base a moda del momento.


L'adattamento di soluzioni diverse, per esempio la visione di un DVD su di un pannello "HD e ridi" causerebbe una serie di artefatti ripetuti periodicamente nell'immagine e quindi visibili in maniera alquanto fastidiosa. Per evitare ciò avviene un filtraggio che, sostanzialmente, diminuisce la risoluzione miscelando i punti adiacenti alle zone pixelate. In pratica equivale, per chi ha pratica di fotografia digitale, al filtro smooth (sostanzialmente introdurre il valore dei pixel adiacenti nel pixel in oggetto). Un altro gioco che i processori di bordo fanno per evitare un crollo verticale della qualità immagine consiste nel variare la perdita qualitativa a seconda di quante cose si muovono sullo schermo così da rendere ancora più difficile l'esame qualitativo in quanto è abbastanza comprensibile che su un'immagine statica si può andare a notare immediatamente quali siano le differenze, su di una in movimento molto meno.

Con alcune immagini si può assistere tranquillamente ad un dimezzamento della qualità della sorgente: un po'come dire che con quell'immagine vista su di un cinescopio corrisponde a quella della sorgente mentre vista su di un pannello la maggior parte dei pixel che compongono l'immagine saranno stati alterati significativamente.
Vi basti sapere che quelle rare volte che ho potuto (su dei VPR) spegnere il "pastrugnatore" e lasciare delle evidenti scalette sullo schermo preferisco di gran lunga queste fastidiose interruzioni che sembrano fatte con una forbice che il degrado mostruoso di tutta l'immagine.


La seconda problematica del pannello consiste in quella che viene chiamato deinterlaccio.

Se la sorgente è di tipo televisivo, quindi naturalmente interlacciata, come potrebbe essere una partita di pallone, non è possibile trasformarlo in progressiva in quanto si commetterebbe un errore nel dominio del tempo: il pallone si troverebbe in due posti contemporaneamente divenendo una salsiccia. Alcuni televisori per evitare questo dimezzano la risoluzione verticale altri mixano arditamente i due semi fotogrammi, applicando ancora una volta una diminuzione di qualità notevole.
come fare 1+1=17

a questo punto è abbastanza chiaro che un segnale che dovesse subire entrambi i processi: adattamento della risoluzione e deinterlaccio di segnale naturalmente interlacciato, di ciò che era non rimane poi molto. Insomma, il TG sul plasma non viene molto bene.


Se invece il programma che stiamo vedendo proviene da una sorgente che originariamente non era interlacciata, tipicamente i film, il processori di bordo cercherà di applicare una magia chiamata reverse telecine. Sostanzialmente è necessario scovare a che cadenza è stato fatto scorrere il film rispetto o alla cadenza di fotogrammi del video. Trovando questo sarebbe possibile prendere i semi quadri che corrispondono allo stesso fotogramma della pellicola e fonderli per ricostruire il messaggio iniziale. Come al solito fra il dire ed il fare c'è di mezzo il fatto che potremmo avere due semi quadri dispari da fondere.
film sono girati a 24 fotogrammi al secondo (fps), ma in NTSC il funzionamento e' a 60i fps La soluzione attuale è di mostrare la metà del film frame tre volte ciascuno e l'altra metà due volte ciascuna, che si chiama 3:2 puldown (notate che la visione non sara' perfettamente fluida)
il PAL visualizza 50i fps e 2:2 pulldown, ma con velocità accellerata del 4 per cento, 25fps, si avete capito bene, in italia un film in TV dura il 4% meno... ma non va a scatti!!
Quindi andremo a fare l'adattamento di un adattamento!
La tecnica meno peggio sarebbe l'inividuazione della cadenza adottata e tramite un campionamento accellerato presentarlo piu volte sullo schermo... MA, essiste un MA, molti di questi display non vanno cosi' veloci....

Giusto per capire che non è una passeggiata dal punto elaborativo possiamo andare sui siti delle maggiori aziende di schede grafiche, il PC per sua natura è oggi progressivo, e leggersi le decine di pagine che parlano della miglior qualità di un approccio di un tipo piuttosto che di un altro, magari utilizzato solo sei mesi prima, e usando sostanzialmente tutta la potenza macchina di un PC da 1000 e una notte.
In soldoni non è possibile farlo senza avere degli artefatti sulle immagini in movimento poiché negli anni le tipologie di applicazione del telecine sono state molte e la quantità di potenza macchina necessaria a risolvere la questione non è certo acquistabile per pochi euro, nonostante tante belle affermazione dei vari produttori di hardware.
Un display 1080*1920 porta con se 3317760Byte che divengono 165.888.000B/s ovvero 158MB/s. Dovendo (semplicemente) interpolare i punti adiacenti arriviamo a circa 1600MB/s, 3200MB/s per una precisione sufficente, in piu' abbiamo altri flussi, che provocano notevoli diminuzioni prestazionali, dati in arrivo dalla sorgente e in partenza verso il display. Se aggiugiamo che e' un valore continuo minimo e non di picco cominciamo a chiederci che razza di ram e processori ci sono, o ci dovrebbero essere, per fare quei calcoli complessi che, stando alle affermazioni del marketing, dovrebbero esserci da anni. Una DDR2 arriva a fatica a valori medi di questo tipo ed ha una latenza lunga un kilometro ed il processore per questa semplice operazione arriva ad 3Gflops continui, fuori dalla portata di un pentium 4 (si lo so i dsp vanno molto di piu' ma non tutti sanno "pesarli"). E' ovvio che si ricorra a delle mostruose approssimazioni.

Lucciole per lanterne.
Ma non e' finita qua in fatto di elaborazioni : esiste un'interazione molto forte fra le sorgenti molto comprese (digitale terrestre,DiVX e un po' di roba di satellite) e tutti i processi visti prima. Alcuni degli artefatti costruiti da queste compressioni vengono scambiati per punti focali o importanti dell'immagine da parte dei processori di bordo che quindi ne esaltano la percezione in maniera netta attraverso taglienza e luminosita'. Sarebbe come dire che non solo la distruzione della qualità di partenza è notevole ma avviene in maniera più drammatica se l'eventuale sorgente digitale non è di alto livello.


Se avete letto fino a qua e pensate che ormai non rimanga molto del segnale originale, avete ragione. Il rumore digitale aleggia sull'immagine in una quantità tale che in altri tempi sarebbe stato archiviato come prodotto da un'apparecchiatura guasta. Se fosse possibile analizzare ciò che viene presentato sullo schermo probabilmente il 100% dei punti sono stati cambiati e molti non hanno più nulla a che fare con l'immagine originale.

Adesso sapete perché mi arrabbio quando a fronte di un sacco di proclami su tecnologie pseudofantascientifiche vendute a caro prezzo e non è stata fatta una cosa semplice che avrebbe evitato, almeno per ciò che riguarda la produzione di nuovi contenuti, il martirio dell'immagine: la scelta di un formato ben definito e, vista la moda dei pannelli, progressivo, come era stato fatto tanti anni fa (1963) con il PAL che ha ottemperato per decenni alle nostre esigenze in maniera egregia ed e' ancora oggi in grado di trasportare tanta qualita'.


Ma non è finita ogni tipologia di visualizzazione porterà con sé delle "belle" novità...... nella 3 parte.


PS
spero di essere stato sufficentemente chiaro e senza tecnicismi oscuri e di aver accontentato un pochetto tutti i commentatori.

venerdì, aprile 25, 2008

Forno a micro-OnDe




La strana storia del forno a microonde.
Pare che la gente non interessi la tecnologia se non è condita da qualcosa di arcano mai visto prima e soprattutto misterioso e che faccia male.
Se riteniamo giusto non interessarci minimamente alla tecnica, cosa molto lecita, non dobbiamo poi sperare di capire qualcosa leggendo il primo articolo che ci capita sotto tiro nella nostra vita scritto magari da un ignorante peggio di noi.

Invece capita spesso e volentieri proprio questa cosa è una delle fonti delle leggende metropolitane che in casi come questo rischiano di divenire psicosi di massa.

Più di una volta ho assistito in negozio a frasi sconnessse rivolte al forno a microonde poiché cancerogeno in quanto radioattivo.

Già lo scambiare le radiazioni ionizzanti con un campo elettromagnetico dovrebbe far scoppiare di ridere gli astanti.

Invece NO, spesso c'è un passa parola, un'auto cospirazione, con risultati scioccanti.

Addirittura alcune persone scrivono su Internet, nero su bianco, la scopiazzatura di qualcosa che hanno letto da un'altra parte, DA UNA SOLA altra parte, o che egli ha confidato un amico.

Se andiamo a cercare su Google la seguente frase "Dottor Hertel" dovremmo convincerci che un esimio dottore ha passato tutta la sua esistenza per fare un unico esperimento che riguardi i il forno a microonde.
Con ben 588 risultati, per quanto riguarda la lingua italiana, il dottore in questione compare in uno sproloquio che dice un sacco di stupidate.

Nessuno di questi testi riporta un link, qualcuno mi farà notare che non lo faccio anch'io, ma io non intendo fare dell'informazione a pagamento, imporre un punto di vista o peggio DARE UN'ALLARME DI GRANDE PERICOLO DELLA SALUTE, voglio solo solleticare ad andare in biblioteca e aprire un libro qualsiasi di fisica o divertire con gli indovinelli.

Comunque per farla breve, il forno a microonde non è altro che un'antenna radar posta all'interno di una scatola ermetica per le radio onde stesse. Le radio onde con la loro natura oscillatoria trasmettono energia a ciò che si trova all'interno riscaldando.
Il tipo di cottura che si ottiene è simile alla lessatura, ma non dovendo riscaldare altro che il cibo si ottengono due vantaggi: minore è l'energia necessaria, alias velocità ed economia. Per via del minore lavaggio per la mancanza del liquido ci sono piu sapori e maggior contenuto di vitamine e nutritivi anche per le minori temperature raggiunte.
La temperatura necessaria per la cottura e' quindi molto bassa non bastante per far lievitare le Torte o essere utilizzata come germicida.
Quindi nel forno a microonde niente pan di Spagna e pollo infetto.


Cosa faccia di mestiere questo dottore, forse il benzinaio, non è dato sapere ma vediamo cosa ci raccontano tutte queste pagine.

http://www.ilnuovomondo.it/artmicroonde.htm
http://www.disinformazione.it/forno_microonde.htm
http://www.laleva.cc/ambiente/microonde.html
http://www.dottorperuginibilli.it/index.php?option=com_content&task=view&id=70&Itemid=125
e altre 580

I possibili danni delle microonde sul sistemi biologici sono conosciuti sin dalla loro prima applicazione nel radar, durante la seconda guerra mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti più soggetto allo sviluppo di leucemie..


Forse a questi signori non è stato detto che non si infila la testa dentro un microonde acceso e sabotato per poter funzionare comunque in quella condizione. Dei geni!



la struttura molecolare dei nutrienti veniva deformata a tal punto da distruggere le pareti cellulari


Hei! Ma mi sembra che si chiami cottura!
La trasformazione dello Stato di col allo stato di sol e' anch'esso un problema??


e gli aspetti più controversi che sono stati evidenziati riguardano:
- l'emissione di microonde dagli apparecchi;


Hai forse comprato un forno cinese caduto da un camion con la cascassa deformata e lo sportello che non si chiude bene?
Hai risparmiato?
forse sei un genio!


la migrazione di sostanze tossiche contenute negli involucri all'interno dei cibi

Forse se la bistecca non si toglie dal polistirolo prima di metterla nella pentola, qualsiasi tipo di cottura tu intenda fare è un GROSSO problema. decisamente dei geni a cuocere la bistecca ancora nella busta di plastica!


un'alterazione cancerosa del sangue in seguito al consumo di questi alimenti.


Il dottore ha scoperto questo in pochi giorni su un campione di otto persone: complimenti! Sarebbe in grado nell'arco di due anni di trovare la la cura al cancro.
A proposito: naturale conseguenza della "scoperta" e' scoprire che chiunque abbia mangiato roba dal microonde DEVE morire fra i 2 e i 15 anni: possiede alterazioni cancerose.
Forse no, forse gli tocca vivere: forse e' il dottore che delirava per un cancro al cervello.

Le microonde generate tecnologicamente sono in contraddizione con la natura e quindi tossiche


Aspetta, aspetta, vuoi dire che i satelliti che ci sono in orbita intenti alla scansione di microonde naturali... non esistono? sono un complotto anche quelli? I dati orbitali di quei satelliti e gli astronomi dilettanti che cercano di seguirli fanno tutti parte del complotto? i dati sull'espansione dell'universo ottenuti attraverso le microonde di fondo emesse da una quantità enorme di oggetti, i radio telescopi servono solo per captare le onde emesse da eventuali ET? forse qui abbiamo visto la serie completa di X-FILE credendolo prodotto da Piero Angela?


P. Czerski e W. M. Leach (Usa) dimostrano che le microonde causano tumori negli animati. (1)


Questi signori hanno appena scoperto che infilare un ago rovente causando lacerazioni in un essere vivente può causare tumori, soprattutto se continui a lasciare la testa dentro il microonde acceso.
dove si trova la novita'?


Uno studio tedesco dimostra danni irreversibili all'occhio nel caso di una esposizione prolungata (3)


Lo stesso spillone infilato nell'occhio fa male. Dove si trova la novita'?



Fìne anni '80. Uno studio della American National Council for radiation protection evidenzia che i figli di donne che usano forni a microonde hanno una maggiore probabilità di malformazioni.

Non esiste l'associazione che si chiama American National Council for radiation protection, non ha un sito Internet e non ha un indirizzo, stando all'elenco telefonico on-line



All'Università di Leeds, si evidenzia che la cottura nei forni a microonde non è igienicamente sicura

Ma va', ma forse non c'era bisogno di un Università, bastava leggere il manuale istruzione corredato con qualsiasi forno a microonde serio dal quale si vince che non è il caso di utilizzare questo strumento di cottura rapida per cercare di sterilizzare le cose. Nel mondo civile quando sospettate che una bistecca sia andata male la buttate, nel terzo mondo non hanno forno a microonde e fanno una bella bollitura speziata lunga ore e magari stanno male comunque.


Uno studio condotto dal pediatra John A. Kerner dell'Università di Stanford in California, evidenzia che il riscaldamento del latte materno a microonde a più di 72 °C causa una sensibile diminuzione di tutti i fattori antiinfettivi testati (7)

Al di là della scientificità dell'espressione semplificata "più di 72 °C " si è sempre dibattuto sul fatto che il latte bollito era una povera cosa rispetto al latte crudo tanto da farsi di inventare un modo di trattare il latte con sbalzi termici veloci per evitare di cuocerlo. UHT, vi dice nulla?




...alla quantità di radiazioni cui sono sottoposti i cibi

anche questo scambia la radiazione luminosa che gli permette di leggersi un libro con la radiazione dalla faccia della terra che cosa molto più pericolosa.



Forno a microonde al bando in Russia


In Russia erano al bando anche le calcolatrici scientifiche ed i computers poiché avrebbero potuto dare del potere alle persone tale da poter sovvertire l'ordine precostituito. Il magnetron può servire a molte cose oltre che per cuocere una bistecca e non tutte erano gradite agli oligarchi.



ll Dr Lita Lee delle Hawaii...

NON ESISTE SE NON NELL'ARTICOLO!
almeno stando a San G.


L'indirizzo citato: "What Doctors Don't Tell You" (Vol. no, No. 12),
Satellite House, 2 Salisbury Road, London SW19 4EZ


http://maps.google.com/maps?num=100&hl=it&safe=off&client=firefox-a&lr=lang_it&q=2+Salisbury+Rd,+Londra+SW19,+UK&ie=UTF8&ll=51.417785,-0.213238&spn=0.000263,0.000574&t=h&z=21

è non solo della fantomatica rivista che avrebbe pubblicato l'articolo citato ma in che di una seconda casa editrice, di un movimento sulla salute, di Uno studio fotografico e sinceramente mi sembra un po'troppo vista dall'alto come mostra San Google.
Ace Photo Agency Satellite House 2 Salisbury Road Wimbledon London SW19 4EZ
Zed Books, Londra Satellite House, 2 Salisbury Road, London SW19 4EZ
Conatus Plc. 2 Salisbury Road London SW19 4EZ
the Health Freedom Movement’s 2 Salisbury Road, London, SW19 4EZ
e di altre entita'
forse la famigerata rivista consiste esclusivamente in una fanzine pubblicata via Internet da una ragazzina di 16 anni che cerca di sbarcare il lunario con un po' di pubblicità, sua madre possiede l'agenzia fotografica e suo fratello, infervorato anch'esso la seconda rivista eccetera eccetera.

Ed infine rombo di tuono

il forno emette una potenza di 1000 watt o ancora di più.


WoW! Visto che la media dei forni a microonde consuma all'incirca 800 W è quanto meno improbabile che riescano a produrre più di quanto consumano, se così fosse avremmo risolto i problemi energetici dell'universo.


Ci sarebbero anche altre frasi da segare allegramente, ma non rientrando in quella che dovrebbe essere la normale cultura scientifica bisognerebbe entrare nello specifico, far fatica cosa che non mi è simpatica.
Continuo a chiedermi come alcune cose riescano ad avere un seguito, è bastante un vocabolario per svergognare metà delle cose di cui parlano. Se poi uno possiede la Van Nostrand's (se a qualcuno avanza io sono qui) dovrebbe poter controllare ragionevolmente le voci in questione. Forse e' piu' bello considerare attendibile il programma "mi manda incazzatello" o l' amico prestinaio di un ricercatore VERO che e' senza veline, sceneggiatori luci e racconta cose semplici come e' semplice la fisica ottocentesca.

giovedì, aprile 24, 2008

mercoledì, aprile 23, 2008

Ni-Cd Ni-MH




Questo testo e' del 1994, e ve lo beccate senza correzioni grafici ASCII compresi: purtroppo la tecnica e' andata avanti ma il pubblico dopo 30 anni di batterie non ha ancora imparato l'uso dell'oggetto MANUALE ISTRUZIONI.


..............................................................

Mi sono deciso a scrivere in maniera esaustiva (o quasi, non voglio arrivare
a scrivere un libro sull' argomento!) sulle batterie ni-cd.

Esse infatti pur essendo diffusissime, dallo spazzolino da denti al cellulare
alla telecamera e perfino sui gratta-formaggio, sembra che siano delle perfette sconosciute alla maggior parte della gente, tecnici compresi.

prima di tutto chiariamo i termini, cio' e' base di scambio per evitare
interpretazioni errate.

QUESTI SONO I VALORI CHE ASSEGNO ALLE SEGUENTI PAROLE!

BATTERIA uno o piu' elementi (CELLE) collegati, solitamente, in serie.

EFFETTO MEMORIA > caricando e scaricando una batteria sempre allo STESSO valore si provoca questo effetto. E' quasi impossibile notarlo su di un cellulare o una telecamera a meno che non si utilizzi sempre lo stesso tempo tutti i giorni prima della ricarica. Le ni - mh sono quasi esenti dal problema.
L' effetto si presenta principalmente sui satelliti NASA, occupati a girare intorno al nostro pianeta sempre ai medesimi orari ( luce si, luce no)

SOVRACARICA O COTTURA effetto che si ottiene caricando una batteria + del dovuto. Spessissimo e' il problema che incontrano i possessori di batt.
ni/cd ni/mh. Viene ERRONEAMENTE da alcuni chiamato effetto memoria, in realta' e' da chiamarsi voltage depression quando e' reversibile, e spu**anamento quando e' irreversibile.

Batt. VERDI specie di batteria che sta molto male (se il tuo vicino e' verde... aiutalo!). Stesso discorso per le bianche, rosse, blu e violette.

batt NI-CD sono le batterie piu' economiche sul mercato, pressoche' soppiantate perche' ingombranti e pesanti. quantita di ricariche 400/900

batt. Ni MH batterie con una piu' favorevole dimensione e peso, ora hanno anche costi terrestri. quantita di ricariche 300/500. Si tratta in pratica di batterie simili alle ni-cd in cui il Cd e' stato sostituito con altri metalli capaci di immagazzinare meglio l' idrogeno. Come rovescio della medaglia soffrono di un tasso di autoscarica maggiore, circa il 5% al di'.
In oltre sono piu' difficili da gestire con i Delta - V

RICARICA procedimento consistente nel forzare una corrente nella cella, cosi' da provocare una reazione chimica, reversibile. In pratica il nichel ed il cadmio si scambiano una coppia ossidrile (OH) (occhio che sto mega
semplificando)

SCARICA si ottiene connettendo il positivo ed il negativo, cosi' da permettere il passaggio di elettroni, e quindi il ritorno alle condizioni iniziali....

AUTOSCARICA processo nel quale una batteria senza nessun carico reale collegato tende a scaricarsi. E' un effetto del tutto normale ed e' piu' intenso sulle Ni-MH




E' ovvio che a questo punto le batt. non sono degli 'strani oggetti ' da utilizzare seguendo mode o, peggio, sentito dire, ma hanno un ben specifico e chiaro funzionamento.
le batterie ni cd quando si caricano si devono caricare SOLO per l' energia mancante.
Ovvero, se ho consumato il 30% di una batteria POSSO caricarla, solo se reimmetto il 30% di energia. (piu' facile a dirsi che a farsi)

PERCHE? semplice, le due piastre sono di dimensione FINITA, una volta che si sono scambiati gli atomi che si dovevano scambiare si comincerebbe a formarsi per via elettrolitica, dell' ossigeno e dell' idrogeno (miscela maledettamente esplosiva), infatti gran parte dell' elettrolita e' composto da H2O.
Per evitare questo una delle due piastre, la negativa, e' sovradimensionata
cosi' da rimandare il problema, poi se si continua ad esagerare.....
ci sono delle valvole sulla batteria che eliminano il problema (... e la batteria...) lasciando fuoriuscire i gas in eccesso.

Da cio' si evidenzierebbe che tutti i drammatici problemi che manifestano tutti gli utilizzatori di nicd non esistano!
E' vero ma fino ad un certo punto.

cominciamo a guardare il grafico di scarica di una nicd

| \ =6mV
|\________________________ 1.25V
| \
| \
| \

| \__
|_______________________________________
| |
100% praticamente scarica

bene, notiamo che non vi e' un punto che con un voltmetro possiamo essere CERTI che sia carica ad una determinata capacita'.
Al limite, finche' vi e' carico, possiamo essere certi che sia scarica.

Si noti che durante la carica il grafico rimane pressoche' uguale.
QUINDI il problema maggiore e' insito non nella batteria, ma nel
caricabatterie.

PRIMO PROBLEMA: COSTI.
spesso il caricabatterie e' costruito in questa maniera:

--------------\/\/\/--------
input r |
fix batteria
voltage |
---------------------------

Corollario: o non riuscira mai a caricarla oltre il 20% o, a scelta progettuale, la mandera' in rovina regolarmente tutte le volte che la carichiamo.
Sono fatti cosi' i carica economici per le stilo, i vari aspirabriciole e grattugge varie.
Qualcuno, furbescamente, associa a questo circuito un sensore di temperatura, infatti quando la batteria va a ramengo si scalda moltissimo, cosi che appena inizia a rovinarsi si ferma il processo.
A questo punto scopriamo che non sappiamo, con poche lire caricare le NI-CD.
Insomma abbiamo la certezza matematica che un aspirabriciole da 50.000
non puo' che silurare le batterie in poche ricariche. Ovviamente se costasse
150.000 la gente non lo comprerebbe "tanto funziona uguale".

L' ideale sarebbe che l' utente informasse il caricabatteria della capacita'
della batteria.
Infilandola nel caricabatteria informato , utilizzzando un C.B. a corrente
costante, magari ad impulsi, messo sotto timer si otterrebbero meraviglie!
Sappiamo l' energia che dobbiamo infilarci, sappiamo tutto!

Purtroppo ho visto una serie di telecamere equipaggiate con un CB siffatto...

la capacita' era per la batteria scarica (quindi per la carica con la stessa capacita' della batt) Quindi bastava immetterla da scarica per trovarsela perfetta:
un disastro Spesso l' utente - scimmia toglieva la batteria dal cb e la reimmetteva 2 o 3 volte di seguito perche' "se si accende vuol dire che e' ancora scarica" o anche "perche' domani vado al lago e voglio che sia BEN carica!".

L' utente quindi non puo' purtroppo informare il CB, non ne legge le istruzioni nulla si puo' pretendere da lui.

La soluzione piu' elegante al problema e' il sistema DELTA-V In pratica questo circuito fa affidamento al fatto che la batteria ni-cd quando e' carica innalza di circa 6mV il valore della sua tensione.
Per ben sfruttare questa caratteristica occorrono circuitazioni raffinate, non basta leggere il superamento del valore, ma ben si il superamento di qualche mV rispetto al precedente comportamento.

Questo e' il loro vantaggio, il non dover nulla chiedere all' utente bruto.

Gli svantaggi sono 2:

1) quando la batteria e' vecchia la curva di carica non e' piu' molto lineare, spesso il sistema cade in falsi allarmi di fine carica.
Ricordo che il CB deve "leggere " una fluttuazione di 0,05 V per una batteria da 6 V, una lettura piu' grossolana comporterebbe il rischio di tardare troppo a spegnere la carica, o non fermarla affatto.

2) Alcuni furbi lasciano le batterie nel cassetto lunghissimi periodi
senza mai caricarle, o in alternativa, le scaricano e le lasciano scariche
un 2 o 4 settimane. Queste batterie nei caricabatterie D-V vengono
considerate cariche perche' presentano una tensione in salita
Per poter caricare queste batterie basta caricarle un po' con qualsiasi
altro CB un po' meno intelligente, ripartono di slancio !

Questi caricabatterie, ormai diffusissimi, hanno fatto nascere ancora di piu'
i riti satanici. Per il primo problema le batterie vecchie delle telecamere le carico tranquillamente con un CB a I costante e grande swing di V con un funzionamento del 50% rispetto al nominale: unico difetto l' autoscarica nell' ordine delle 2 settimane. Per i D-V queste batterie sono out!

il rito vorrebbe reintrodurle nel CB dopo un corto!

Per il secondo problema... anche in questo caso sono fiorite leggende:
"Non avevo mai provato, ma buttare x buttare.... carico un eletrolitico da 4700 micro-Farad a 15 volt e poi lo scarico ai capi della batteria. Al primo tentativo ho sentito come un rumore, quando parte il lampo di un flash della macchina"
Bastava caricarla un po'... con un cb "normale" dotato di un buon swing di V E' ripartita semplicemente perche' (pur moooolto brutalmente) e' stata
caricata un po'.
Pensate che un altro consiglia di collegarle ad alimentatore 12V:
se il caricabatteria non brucia, se non e' grosso (se collego il mio 50A faccio la fine di gatto Silvestro con un petardo), ovviamente si carica quel po' che basta.

Cosa e' il voltage depression?
il Calo di tensione (Voltage depression): e' un effetto che si manifesta semplicemente per aver sovracaricato le batterie; ovvero per averle caricate troppo a lungo, o averle ricaricate completamente quando in realta' non erano totalmente scariche.
Avviene anche per esagerate correnti di ricarica, o caricate in condizioni particolari (es molto calde).
il calo di tensione avviene in un tempo qualsiasi dell'utilizzo, a seconda di quanto e' stata sovracaricata le batterie; detto in altro modo, piu' sovracarichi la batteria, e piu' l'effetto si manifesta presto; sovracaricando di poco la batteria, l'effetto si manifesta solo negli ultimi istanti di utilizzo della batteria stessa...

|\_________________________ 1.25V
| \ \ \ \ \ \ Il calo di tensione puo'
| \____\____\____\___\ \ presentarsi in qualunque
| 1.08V \ \ momento...
| \_\____
|_______________________________________
|

il perche' avviene cio' e' da ricercarsi, probabilmente, nella struttura cristallina dei metalli presenti, soprattutto del cadmio.
Lo stato del materiale assunto offre una maggior resistenza al passaggio di
elettroni, e quindi un calo di V (circa 200 mV) La cosa divertente e' che alcuni apparecchi (ad es. i cellulari) indicano al momento del VD(voltage depression) che la batterie e' scarica.
In realta' e' solo la tensione che si e' abbassata!
L' utente e' quindi indotto dal VD a caricare la batteria, cosa che peggiora la situazione, invece di portarla lentamente a scarica.
In genere con 2 o 3 cicli di carica/scarica si risolve il problema

Infine l' ultimo rito Woodo, la scarica.
Teniamo ben conto che spesso noi scarichiamo non un elemento ma bensi' un pacco, con tutte le sue celle in serie, uguali ma non identiche!
La scarica va fatta tenendo conto di questo:
Se una batteria si sovrascarica, e non lo notiamo perche' nel pacco, la siluriamo, se poi come consigliato da qualcuno, le scarichiamo con una lampadina (leggi a 0V) le siluriamo tutte.
Per la scarica sono (i sacri testi) tutti d' accordo nel ritenere che la scarica ad 1 V elemento sia sufficentemente semplice e precisa.

Insomma cosa bisogna fare per usare una batteria al meglio?
a) caricarla quando NON sia calda.
b) si stocca solo CARICA
c) se la sto tenendo stoccata da piu' di un mese (per le ni-mh) o piu' di
6 mesi (per le nicd) devo caricarla, meglio con un delta-V
d) si evita di scaricarla se non necessario, ogni scarica e' un ciclo in piu'
se l' ho usata solo un 10% non devo ne' caricarla ne' scaricarla.
e) non caricarla troppo lentamente, sotto C/20, o troppo velocemente, mai
in meno di 2 ore.
f) non aspettare troppo, una volta scarica, a caricarla.
g) non scaricare la batteria con una lampadina.
h) se fosse apparentemente morta, secondo i pareri del nostro CB D-V proviamo a caricarla un po' con un CB 's|upido', spesso rinsavisce.
i) non cortocicuitare MAI le celle.
l) leggere i manuali di distruzione dei CB, spesso riusciamo a capirne
l' approccio usato
n) non togliere e rimettere MAI la batteria nel CB.
m) comprare solo celle di buona qualita', spesso batterie economiche
vengono targate con valori DECISAMENTE superiori al contenuto
o) ricordarsi che LA CHIAVE DI VOLTA per far durare una batteria Ni-Cd e'...
la CARICA!


spero che dopo questo diminuiscano i riti satanici imposti alle povere
e bistrattate batterie ricaricabili.
bye
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martedì, aprile 22, 2008

indivinello 8


Mi sono sempre piaciuti gli indovinelli.....

e vedo che alcuni si son divertiti, per questo ho lasciato la soluzione nei commenti per poter giocare su quelli con cui non si e' ancor provato....

Questa foto mi e' costata una buona mezzora la profondita' di campo dell'obbiettivo dello scanner montato sula cippalippa HP e' veramente esigua a queste distanze.

e' l'estremita' dell'oggetto
e' umida


con dei mostri come voi e' troppo essendo un affare veramente comune.



Non non e' la lingua di un ramarro, ne' una lampadina indemoniata.

Si puo' vincere una resistenza bruciata nel tentativo di fare da shunt ad un 7805 ma ho sbagliato il calcolo dissipativo. Hem, la virgola della calcolatrice, non ho contato gli zeri....

domenica, aprile 20, 2008

gli figati


Questa sera grazie alla segnalazione di Paolo attivissimo mi sono diretto al festival di fantascienza che si teneva a VillaSanta.

Mi sono detto: leggo gli scritti di Paolo da una vita, ci siamo scambiati anche delle e-mail, mi è capitato di vederlo in video, sarebbe una cosa carina interagire dal vero con una persona che mi sembra, a sproposito, di conoscere da tempo...

Avevo letto solo qualcosa riguardo all' astracon e sembrava una cosa carina.

Arrivo sul luogo del delitto e trovo davanti all'unica porta aperta da tizi che stanno chiacchierando, li saluto e loro in risposta grugniscono continuando a chiacchierare per i fatti loro.
Chiedo di gentilmente di passare visto che tutti cartelli, in realta' una mezza dozzina di fotocopie A4, indicano grandi cose in quella direzione, la porta ostruita dalla loro presenza, mi butto spedito seguendo i messaggi di altri cartelli.
Mi ritrovo in uno scantinato male illuminato con altri due tomi che stanno chiacchierando. Mi guardo in giro non vedo niente, passo l'altra porta non c'è nulla, torno all'aperto.
Giro attorno alla struttura, nel grande cortile, mi mi convinco di essere al posto giusto poiché è pieno di volantini che inneggiano codesta cosa e l'unica apertura possibile rimane quella dello scantinato.

Torno di gran carriera nel bugigattolo, cerco di capire dove possa tenersi una conferenza degna di questo nome, le mostre che sono indicate dai cartelli appiccicati con nastro adesivo sui muri. Non trovo nulla.
I due che sono nella scantinato molto gentilmente mi comunicano che tutto quello che c'era come mostre e similari è stato smantellato per la gioia di coloro i quali vengono a vedere la conferenza.

L'apertura era al piano terra di fianco a quella in cui sono entrato la porta veniva ermeticamente chiusa per via dell'eventuale freddo e non mi è passato neanche nell'anticamera del cervello che una porta in cui l'anta sinistra e' bloccata da una scrivania con un tizio che gioca con un pc portatile e quella destra dalla schiena di una persona appoggiata dall'interno potesse essere un'apertura per accedere ad una sala conferenze. Nessun cartello nessuna indicazione conferiva a quella povera porta un'importanza di qualche tipo. Pareva la luce di un corridoio.

Ho già perso 20 minuti, la conferenza avrebbe dovuto partire alle ore 21 e, complice un mio ritardo ormai erano le 21.30. Ma tanto non e' iniziata, la gente cazzeggia e scarpina.
Mi fiondo dentro, l'ambiente e' alquanto squallido, tipo oratorio per intenderci, quattro tavolini con appoggiato sopra lo stesso libro qualche quadretto simpatico di astronavi e compagnia bella attaccati al muro.

Entro nella sala conferenze: siamo ben lontani da qualsiasi tipo di inizio, una persona sul palco ha l'aria di essersi persa, un personaggio scrive dediche sulle copertine, quattro sfigati, una ragazza carina e due convinti fanno il pieno. i 3/4 dei presenti sono letteralmente svaccati sulle sedie.
Mi dico che sebbene siamo solo in una ventina fra relatori e pubblico potrebbe essere una bellissima riunione tra la tarallucci e vino tra squinternati.
A rompere l'incantesimo della riunione di famiglia, o ecumenica se preferite l'oratorio, e' il giungere di un tizio che mi fa notare di non aver sborsato l'obolo obbligatorio alla biglietteria...

E' come sentire il pickup graffiare il disco.

ragazzi mi dispiace per una riunione in pizzeria o poco di più non reputo di dover pagare nessun biglietto, non ho chiesto neppure il prezzo, prendo le mie scarpe e le porto fuori da quel luogo alle 2140 quando l'unica cosa che sembrava in programma poteva essere al massimo una partita di ping-pong.

che ci siano dei peones siamo tutti d'accordo ma sinceramente per pagare un biglietto ci vogliono delle regole, si chiama professionalità.



Arrivato a casa, cioè ora, sono andato su siti ufficiali di questa manifestazione scoprendo che il biglietto della giornata di oggi e sarebbe stato di € 10 così come di tutti i giorni e solo per la sera e per la conferenza finale sette euro.

Ora per quanto bello, devo ancora vederlo e quindi non mi sbilancio, la proiezione di DARK RESURRECTION, scaricabile gratuitamente, non può costare come la visione di STAR WARS originale.

Così come una riunione di amici, per di più sponsorizzata da ben SETTE aziende non può avere un biglietto d'ingresso.

Oppure non ho capito che i relatori fantasmagorici in un tempo record ci fanno vedere le stelle.

Oppure non ho capito la convenCION parte molto lentamente perche' termina alle 3 di notte...

Sono contento di abitare a pochi chilometri ,5, dal luogo incriminato altrimenti la mia incazzatura sarebbe stata notevole.


sabato, aprile 19, 2008

monkey




la scimmia, prima di venire l'Europa, mi ha mandato questo messaggio chiedendo di installare un nuovo programmino motivandolo in questa maniera:

Le notifiche di Office Genuine Advantage fanno parte dell'impegno Microsoft per ridurre la pirateria software.

Potrei dire: chi se ne frega, i problemi della pirateria nel caso specifico non mi toccano è un problema di Microsoft che cercano di risolvere esclusivamente per loro.

Grazie all'installazione di questo software, è possibile confermare che la copia di Office installata nel computer è originale e provvista di una licenza valida.

Chi se ne frega n. due: penso che tutti sappiamo se abbiamo una versione legale o illegale dei software che abbiamo caricato, l'alternativa è che siamo delle scimmie australopiteche, al massimo magari non sappiamo che si finisce in galera con molto meno.

Se la copia di Office installata nel computer non è originale, verranno visualizzati periodicamente dei promemoria con le azioni più appropriate da intraprendere per proteggersi dalle minacce rappresentate dal software contraffatto.

Le minacce rappresentate dal software contraffatto sono sostanzialmente due:
La prima minaccia è dato dal fatto che se una rappresentante della legge scoprisse ciò finiremmo in galera.
La seconda monaccia è più articolata: abbiamo fatto un programma pieno di buchi, forse perché non siamo in grado di assumere programmatori o forse perché siamo degli stolti frettolosi, e non dandoti gli aggiornamenti necessari a chiudere quei buchi colpevoli dati dalla nostra poca serietà di troveresti in braghe di tela insieme ad altri milioni di persone che hanno fatto la stessa cosa.

Per ulteriori informazioni su questo aggiornamento, vedere la pagina all'indirizzo

e poi magari scoprire che spesso e volentieri non funziona neppure: controllo che il mio software è originale per avere le riparazioni dei guasti da errata progettazione ma anche il controllore è bacato.


Consiglio di andare a vedere un indirizzo diverso da quello proposto da Microsoft: open Office risolve tutte le questioni che Microsoft indica come problematiche nel software contraffatto, possiede delle caratteristiche che saranno integrate nella prossima versione di Microsoft office facendoci quindi provare alcune delle cose promesse tra due anni già oggi!


ma non bisogna dimenticare che esistono tante altre cose il perché si siano tutti fossilizzati su quella che reputo la più complicata da utilizzarsi è un mistero.


venerdì, aprile 18, 2008

INDOVINELLO! Low-Tech


si usa per molte attivita'.
ne possiedono in quantita' gli uffici, le poste ma anche in casa e' spesso presente.

Esiste in tutte le avventure che si rispettino.
e' citato in libri e modi di dire.
la sua composizione e' spesso incerta quanto economica...

INDOVINELLO! Hi-Tech


è un oggetto che almeno il 60% della popolazione italiana ha visto o utilizza.
È molto, MOLTO, simile ad un altro oggetto utilizzato da più del 90% del popolazione.
Le parole sono
rame
pvc (plastica)
altri metalli e qualche volta oro
twist

Dimensioni dell'oggetto in foto in mm

11.7
6.6
22.8

mercoledì, aprile 16, 2008

Criceti




Arriva la primavera e per qualche motivo che non comprendo ci si tuffa tutti a comprare degli animali da compagnia... da abbandonare quest'estate.
sempre per motivi strani la scelta del cucciolo da comprare non viene effettuata pensando alle sue esigenze ma alle nostre applicate a lui.
Il povero criceto rientra in questi.
Il criceto è un animale di terra, una talpa in miniatura, un animale che passa la vita a scavare nella soffice crosta terrestre.


Anziché preparare un terrario a L dove dall' apposito vetro si possono vedere le varie stanze che creerà l'animale dalla dispensa alla stanza da letto lo si sbatte in una cruda gabbia in filo d'acciaio.

Il poveraccio comincerà un'esplorazione forsennata cercando di sgranocchiare l'acciaio, raspando il fondo senza darsi pace.

Se questa condizione sembra poca cosa i più cattivi possessori dell'animaletto metteranno nella gabbia un diabolico strumento di tortura: la ruota.
Il nostro piccolo eroe alla ricerca di uno sbocco si inerpichera' sul diabolico attrezzo, nel momento stesso che cercherà di guardarsi attorno la forza di gravità lo riporterà giù. L'animale, stupito, riguadagnerà la posizione persa ma qualcosa di arcano lo riporterà nuovamente giù. In un'escalation di fatica e stupore continuerà all'infinito di cercare di guadagnare quella posizione che gli è negata in una crisi isterica di lunga durata.

Pensare che l'amico criceto è uno degli animali in grado di stupire per la loro intelligenza, organizzazione della casa e gestione del cibo. Un animale favoloso che rimane tale solo se accudito in una gabbia idonea a lui e non certo ad un trasportino utilizzato come residenza definitiva.

La prossima moda sara' quella di mettere le aquile nell'acquario dicendo che si divertono a beccare il vetro superiore mentre invece stanno cercando di non annegare.

lunedì, aprile 14, 2008

sesso, why not?

Leggendo le riviste dal parrucchiere mi sono sempre domandato quante dovessero esser le donne che non riescono a raggiungere l'orgasmo. Siccome nella mia, per quanto minima, esperienza sono delle eccezioni, spesso motivate, per parlarne in quella maniera e con quei toni la casistica doveva essere percentualmente e diversa in maniera devastante dalle mie esperienze personali. A questo si aggiunge il silenzio delle donne quando si parla di determinati argomenti assai prurigginosi.
Insomma ci sarebbe da pensare che io abbia incontrato esclusivamente delle eccezioni ma evidentemente non è così:
questo è un post che risolleva il morale.


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che si, può essere stupendo condividere sensazioni e sentimenti con la persona che si ama, ma quando nel mentre si prova anche un piacere molto forte ci si prende più gusto…
E non venite a negarlo che non ci credo…non venite a dirmi che vi farebbe schifo sentire le lacrime uscirvi involontariamente dagli occhi perchè state provando troppo piacere…
E’ impossibile affermare che non si vorrebbe provare un orgasmo ogni pochi minuti…
Se c’è qualcuno che ha il coraggio di farlo sono qui ad ascoltare…

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come non essere d'accordo?

lampde tipologie




Ultimamente capita spesso che molti attori dell'informazione abbiano qualcosa da dire sulle l' lampadine "a risparmio energetico". Qualche giorno fa per esempio ad una trasmissione Rai della mattina si faceva la solita sparata sul trovare il prezzo minimo quando queste lampadine possono essere molto, ma molto, diverse le une dalle altre.

Per meglio comprendere come si fa a produrre la luce è meglio passare in esame le lampadine che normalmente forniscono la luce all'interno della nostra abitazione escludendo quindi quelle che normalmente non vedremo mai. Anche in questo caso mi prenderò la libertà di fare alcuni voli pindarici visto che chi conosce già bene questa materia è inutile che legga questo testo.

La prima lampadina, la più economica, la più antica e la più diffusa nelle nostre case è la lampadine a incandescenza.
Questa lampadina possiede un filamento di tungsteno che viene arroventato dal passaggio di corrente. Come la maggior parte dei metalli ad una determinata temperatura divengono incandescenti e mettendo quindi luce. Sostanzialmente abbiamo uno scaldino un pezzo di metallo che diventa rosso, la luce che vedremo sarà appunto tendente a questo colore e la maggior parte dell'energia immessa nel sistema è utilizzato per tener caldo quel pezzo di metallo. L'elevata temperatura porta parte del filamento ad evaporare o sublimare e depositarsi sull'ampolla. Dopo qualche tempo la lampadina si interromperà.

Per scavalcare parte di questi problemi è stata inventata la lampadina alogena che rimane comunque una lampada a incandescenza ma grazie al ciclo di funzionamento può salire molto di più in temperatura aumentandone il rendimento e migliorando la qualità della luce emessa.
Il trucco consiste nel costruire l'ampolla di dimensioni estremamente compatte e di un materiale che possa resistere a queste temperature, inizialmente si utilizzava il quarzo ed è questo il motivo per cui alcuni le chiamano ancora così, un composto chimico all'interno dell'ampolla stessa, ecco il motivo dell'altro nome: alogena.
Questi accorgimenti provocano il grande vantaggio che l'eventuale tungsteno che si sia staccato dal filamento non condensa sulla superficie del bulbo in quanto questo è molto caldo ma tenda a interagire con i composti chimici all'interno o a riposizionarsi sul filamento stesso. Dal momento che il tungsteno non torna esattamente da dove è partito anche questa lampadina non è eterna, anzi, ma comunque dura decisamente di più della lampadina classica.


Le lampadine al neon propriamente dette non vengono utilizzate normalmente per l' l'illuminazione degli ambienti di casa ma al massimo per formare delle scritte.



I tubi a fluorescenza sono una grandissima famiglia e nascono in formato lineare.
Questa lampadina per funzionare non può essere collegata direttamente alla 220 V ma ha la necessità di essere equipaggiata di altri due componenti il reattore, un'impedenza sostanzialmente, ed uno starter. Di recente,20 anni, sono comparse ad opera di Philips, poi seguita da tutti gli altri, delle lampadine chiamate fluorescenti compatte costituite da un tubo a fluorescenza molto piccolo e ripiegato equipaggiato da un circuito elettronico facente funzioni di reattore tali per le quali è possibile montarle al posto delle lampadine comuni. Sono queste le lampadine che vengono impropriamente chiamate"a risparmio energetico" visto che risparmiano solo verso le arcaiche lampade ad incandescenza ma non verso altre tipologie.
I tubi a fluorescenza non emettono luce per via di uno scaldino ma vengono percorsi da un flusso di elettroni i quali eccitano una polvere che è depositata sulla superficie del tubo la quale a sua volta emette luce. La fluorescenza è la proprietà tipica di alcune sostanze di emettere radiazioni luminose di frequenza diversa da quella della radiazione che determina l’eccitazione degli atomi che a essa danno luogo decadendo.(demauro)
Questa polvere, la sua applicazione e la sua produzione sono particolarmente importanti. Se si guardano le stesse lampade di uno dei due o tre costruttori maggiori di tubi a fluorescenza si potrà notare che lo stesso oggetto può costare apparentemente fino al 20 volte tanto.
La qualità del fosforo e determina la qualità della luce, la rispondenza dei colori, la durata della lampada, la rispondenza delle specifiche durante la vita della lampada e la quantità di luce effettivamente emessa.
Giusto per capirci basta guardare il catalogo Philips e confrontare una lampada con colorazione 33 e una con sigla 860. Apparentemente sono simili ma la seconda offre un'ottima qualità luce una garanzia di durata nettamente superiore e una quantità di luce pressoché doppia. Ciliegina sulla torta di colore 33 è assolutamente inadatto all'uso in casa se non volete vedere i vostri cari con un viso tendente al verde e non riuscire più a capire se la bistecca e cotta o meno semplicemente guardandola.

Oggi grazie ad una banalizzazione del prodotto, come la trasmissione di cui sopra per la quale esiste un solo parametro: il consumo, assistiamo ad un peggioramento delle caratteristiche delle lampade ed in particolar modo nelle fluorescenti compatte. Io stesso ho comprato delle lampade di provenienza cinese le quali oltre ad emettere una luce non particolarmente buona dopo poche centinaia di ore hanno avuto un calo di luminosità notevolissimo ed uno scarto di colore vanificando notevolmente le scritte gioiose sulla risparmio energetico poste sulla scatola.

Ricapitolando le fluorescenti compatte sono oggetti di alta tecnologia chimica, cercare di risparmiare andando su marchi sconosciuti o prezzi particolarmente convenienti non è certamente un vero risparmio visto che la quantità di luce potrebbe non essere quella promessa o il colore non essere corretto così da dover integrare l'illuminazione del locale con altre fonti di luce. il risparmio VERO e' possibile solo se si utilizzano affari di qualita'


Un'altra grande famiglia che nelle case si vede molto raramente ma avrebbe un gran motivo di esserci sono le lampade ad IDRURI.
Queste lampade sono decisamente efficienti con una rispondenza ai colori fino al 95%.
Hanno solo due difetti: il primo che l'accensione è lenta, qualche minuto. Ma il motivo più grosso è che la gente abituata all'acquisto a basso prezzo, a tutti i costi, si spaventa davanti al costo dell'apparecchio illuminante, un centinaio di euro.

venerdì, aprile 11, 2008

shado 2008

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contribuisci al progresso dell'umanità
firma e preparati per la più grande scoperta del 3° millennio

con questa petizione chiediamo all'onu di stabilire una missione pubblica per abbattere un ufo che violerà il nostro spazio aereo senza la necessaria autorizzazione diplomatica!
Chiediamo ai "visitatori", qualsiasi sia la provenienza, di scendere e presentarsi, altrimenti dovranno sottostare alle nostre leggi ed in particolare al trattato internazionale di Montego Bay il quale dice che qualsiasi aeromobile deve avere un autorizzazione diplomatica per sorvolare il nostro spazio aereo.
missione

l'onu dovrà tenere un caccia stealth in ogni paese pronto ad intercettare ed abbattere un ufo che violerà il nostro spazio aereo sprovvisto della necessaria autorizzazione diplomatica.

i dettagli della missione possono essere decisi dall'onu e tenuti segreti
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Visto che ci sono quelli che pensano che la termite sia esplosiva e abbia tirato giu' le Twin Towers, questo non delira neppure piu' di quel tanto.....
=:-P

Lo mettiamo insieme al coro della SAT, il livello alcoolico e' lo stesso.

Meucci: 200 anni

Meucci nacque a Firenze il 13 aprile 1808, e domenica saranno esattamente 200 anni.
inutile scrivere cio' che han gia' detto altri.

martedì, aprile 08, 2008

Peto player


Ci sono delle aziende che hanno nel loro DNA poca serietà ed altre che invece per anni perseguono una politica di prodotti sempre orientati al cliente. Sicuramente alcune di queste incorrono in scivoloni ma la storia ci dice che sono appunto eccezioni.

Poi ci sono le trasformazioni, piu' uniche che rare.

Cosa stia succedendo all'azienda che risponde al nome di Adobe sinceramente non è dato capire.

Il suo prodotto più famoso, l'acrobata da circo, era di una genialità incredibile: adattare il linguaggio post script ad un file e poco altro. La leggerezza, la semplicità, la chiarezza di questo file ne hanno fatto un passepartout trasversale che è piaciuto sia agli amanti dei software aperti che a quello dei software chiusi, agli arrabiati ed ai felici, ai rossi ed ai neri.

Questa situazione e' durata anni ed il formato PDF è diventato la chiave di volta di numerose operazioni e nessuno ha mai avuto il coraggio di dire che è stato imposto oppure che avesse limitazioni o imposizioni bislacche.
Ultimamente le versioni di acrobat hanno cominciato a prendere pieghe molto strane: il lettore è diventato di dimensioni enormi ed il formato è stato espanso frettolosamente per accogliere funzionalità dubbie con possibilità di exploit e necessita', come accade in questi casi di patch a manetta.

Forse questo fa il paio con l'acquisto dell'azienda macromedia una società che viveva in quel sottobosco di quelli che avrebbero voluto essere un Web designer ma che non lo erano assolutamente.
Per costoro "faceva figo" non un sito perfettamente funzionante e rispettoso degli standard ma un affare facile da fare che impressionasse il cliente pagante, magari in nero, per poter vendere un sito portando via ai professionisti che di mettere tali schifezze nelle pagine non ci pensavano proprio. Se poi i l' utente del sito ci mettesse tre giorni per caricare l'animazione e quindi dopo aver fatto scattare il contatore della visita se ne andasse senza aver letto una riga....
beh, al finto Web designer non importava. Lui aveva preso i soldi!

Con l'andare del tempo il team di sviluppo, che sicuramente visti i risultati è sempre lo stesso, aggiungeva a ripetizione funzionalità alquanto discutibili senza curarsi di effetti collaterali, di qualità del software e rispetto dell'utente finale.

Nel frattempo per non perdere clienti affascinati da ciò che si muove sullo schermo, anche insospettabili Web designer di qualità adottavano l'uso, cercando di circoscriverlo a margine, facendo esplodere il fenomeno Flash Player.
Ad oggi la maggior parte dei computer che gli girano su Internet sono dotati del pericoloso orpello.

Per chi è un programmatore è abbastanza facile comprendere che qualunque cosa possa far girare una sequenza di operazioni complesse quando queste devono interagire in qualche modo con il computer (a questo punto) della vittima è abbastanza difficoltoso capire come permettere ciò senza permettere un uso illecito della cosa.

Un po' come dire permettere l'introduzione di una pistola allo stadio da usarsi come generatore di rumore e cercare una modalità per la quale non venga utilizzata per sparare ad altri.

A dimostrazione di ciò che dico due cose:

La prima fresca fresca una notizia di un bollettino emanato da Adobe: sta mettendo a punto un aggiornamento per Flash Player capace di risolvere una "vulnerabilità che, negli ultimi tre mesi, ha permesso ai cracker di violare migliaia di siti web".
Se vi sembra già poco bello avere sul vostro computer questa roba qui che a tutt'ora ci stanno dicendo guasta, sappiate che negli ultimi due anni è capitato molte altre volte. Se ancora pensate che avere flash Player sul vostro computer sia una bella cosa dovete ancora sapere l'ultima notizia: esiste un altro buco di sicurezza ancora più serio che è stato trovato nelle stesse ore in cui il produttore diceva di aver QUASI trovato dopo mesi il cerotto per quello precedente.

Una situazione non nuova: 6 mesi fa Le falle sono state classificate da FrSIRT e Secunia di pericolosità "critica".

Un'anno fa era anche peggio.



La seconda cosa è che i buchi che in questo momento ci sono su questo programma al momento non possono essere rilevati da nessun antivirus e l'exploit funziona tranquillamente non solo sotto Windows ma persino sotto quei signori che avendo comprato un Mac si sentono tanto sicuri.

Ricapitolando: Adobe sta facendo la figura dello scrittore di virus. I loro prodotti possono consentire per costituzione e progettazione fallace un sacco di problemi anche gravi.

I loro prodotti sono spesso necessari in quanto persino alcuni siti istituzionali prevedono l'uso esclusivo di questi.
Sicuramente si tratta di una questione di "sponsorizzazione" ma dovrebbe essere buona regolae poter navigare su di un sito senza aver la necessità di un programma così pericoloso.

E' quindi normale nomenclare fra i maleducati, i pericolosi ed i cafoni eventuali siti che non permettano la navigazione senza questo pericoloso accessorio inutile.

domenica, aprile 06, 2008

addio BlogBabel

Mi ha molto colpito la faccenda del sito BlogBabel: pare che molti bloggers abbiano ritenuto che la pubblicazione delle statistiche sul mondo dei blog all'interno del suddetto sito non sia cosa gradita.
Per intenderci e per chi non conosceva il servizio del sito, gratuito e convincente.
BlogBabel era una sorta di motore di ricerca che dietro suggerimento all'interno di un apposito form aperto tutti leggeva i contenuti dei vari blog e li metteva in relazione utilizzando tutti i dati pubblici e il contenuto, sempre pubblico, del blog suggerito.
Da questo lavoro il sito BlogBabel pubblicava una classifica dei blog e della loro interazione con quella che veniva chiamata la blogosfera ed Internet stessa.
Come è facile intuire questo motore di ricerca semplicemente dragava tutto ciò che era pubblico per trovare una connessione e non pubblicava che i risultati delle interazioni. Ovverossia non si appropriava del parto della mente altrui, non pubblicava dati che possono rientrare nella privacy poiché già pubblici e pubblicati con il consenso dell'autore con visibilità mondiale.

Con questo tipo di filtraggio ci sono migliaia di siti, sebbene alcune volte sono stati posti dei dubbi sulla liceità o meno della pubblicazione di link o altro, l'esistenza stessa di mostri tipo Google dimostra che tutto sommato i vantaggi sono maggiori degli svantaggi.

Ad un certo punto, pare, che alcuni detentori di blog si siano lamentati presso BlogBabel per togliere dal motore di ricerca la loro pubblicazione. Sebbene apparentemente corretta questa richiesta nasconde dietro delle difficoltà tecniche e, se fosse accolta, diminuirebbe l'interesse o il valore delle classifiche pubblicate del sito. In parole povere se fosse possibile per un 10% degli analizzati togliere il proprio blog dalle statistiche le statistiche stesse perderebbero qualità.
Nonostante ciò sembrerebbe che queste richieste siano divenute asfissianti e i creatori e manutentori del sito non abbiano più voluto subire queste continue, dal loro punto di vista, angherie e abbiano chiuso.
Ne è scaturita una polemica è uno dei richiedenti la cancellazione è stato additato come esemplificativo. Mi raccomando non prendete paul come pietra dello scandalo ma utilizzatelo come simile ad altre richieste.


Vediamo perché, a mio giudizio, la richiesta di paul è illegittima.

La maggior parte di blog ha la possibilita di restringere gli accessi.
PERCHE' NON E' STATO FATTO?
Perche' voleva esser tracciato, letto ed introdotto nei motori di ricerca.
Al di là di tutto chi pubblica un blog lo fa soprattutto per raggiungere la maggior parte di lettori. Se così non fosse basterebbe stampare su un bel foglio e chiudere quest'ultimo nel cassetto.
Ovviamente esiste la via di mezzo, che Paul si è ben guardato dal fare, l'accesso per la visione solo dietro password.
In parole povere di contenuti sono di chi li produce ed è lui l'unico a decidere come vanno usati inserendo o meno i permessi sui files:
se metto i permessi (uso la sintassi MS) "a tutti"... rimane la visione a tutti i compresi i robot che viaggiano su Internet. E se alcuni motori di ricerca permettono di escludere dai risultati usando appunto un file che si chiama robots.txt ciò non garantisce che i contenuti di un eventuale sito siano presenti anche negli hard disk nei motori di ricerca che gestiscano la negazione. A ciò si aggiunge che molti spider se ne freghino bellamente visto che il file robots.txt non e' una parte di internet ma una semplice scappatoia per problemi similari, inventata da google. Quindi non e' un file STANDARD, o previsto ma semplicemente un escamotage.
Giusto per capirci...

Paul e' presente in tanti posti ....

www.splinder.com
ma anche qui
www.megite.com
www.bookmark.it
xmau.com
oknotizie.alice.it
mag-magazine.blogspot.com
www.blogitalia.it
libero.it (non solo come motore)
www.loveberryz.net

E via cosi in altri 20 aggregatori e centinaia di siti.....
cosa ha di diverso BB?

Forse che paolol'avvinazzato ha esagerato con le libagioni?

venerdì, aprile 04, 2008

MS... eccetera



qualche post orsono dissi che non mi sarei piu' trattenuto.......

1)
Quando uscì vista si era notato che nessun computer dal prezzo semplicemente umano era in grado di far girare il nuovo sistema operativo: ancora oggi è necessario spendere circa un migliaio di euro per ottenere un computer che giri correttamente con la nuova bestia. Ovviamente vi erano richieste da parte del mercato di poter vendere al supermercato oggetti a prezzo contenuto ma con la novità. Ovviamente i geni della terra vanno al supermercato per comprare un computer, immagino che ad acquistare le susine vadano in un negozio di computer.

Ora nella nazione dei supermercati con l'associazione dei consumatori più forte esistente stanno cercando di fare una class action contro Microsoft perché stando alle dichiarazioni attuali di un boss MS:

"In sostanza, abbiamo abbassato il requisito per consentire ad Intel di raggiungere i propri risultati di trimestre, consentendo loro di continuare a vendere motherboard con il chipset 915.
Windows Vista Capable" anche ad hardware non perfettamente "capable" per venire incontro a certe esigenze dei partner."

...e cercano di dare la colpa ai partner
Se avessereo dato le specifiche corrette: "funziona solo su di un astronave" non e' ipotizzabile la vendita di massa che ne e' stata fatta.

Ora sostanzialmente è abbastanza chiaro che stanno dichiarando di averci preso per il culo.
Ma forse hanno fatto bene. La gente desidera"l'ultima novità", comprata nella grande area, tirandola giù dallo scaffale poiché tanto siamo tutti esperti e sappiamo cosa stiamo comprando, è inutile pagare uno stronzo che ci consigli su computer da acquistare, non è necessario configurare il computer quando si compra un sistema operativo molto complicato come quelli di Microsoft....

poi ci si lamenta che la colpa è degli altri.

Se la gente avesse un po'più di umiltà tornerebbe nel negozio di informatica dove, salvo qualche mela marcia che è sempre esistita, nessuno ha mai consigliato (salvo insistenza del cliente che ha sempre ragione) con una macchina base con 1/10 della memoria necessaria e meno della metà del processore sufficiente l'installazione di un sistema operativo assai vorace. Se anche voi avete acquistato il portatile da mercatone Brandone o dalla mondomediatico grandi aree (bassa tecnologia) è probabile che abbiate acquistato un bradipo morto.



2)
un report sui crash di Windows Vista durante i primi mesi di vita riporta oltre un milione e seicentomila crash registrati: se ogni blocco ha causato fra dati persi e tempo di riavvio e ripristino della macchina 1 ora, se teniamo conto che quelli non segnalati perche non collegati ad internet sono ameno altrettanti e che la stima di un ora e' decisamente ottimistica poiche' esistono quelli non segnalati perche' la macchina ha fulminato il filesystem (aka ore di ripristino) possiamo dire:

MS ha causato ALMENO 3.000.000 di ore di lavoro perse pari a 12.000 anni lavoro pari a 300 MILIONI DI EURO di danni in pochi mesi!
Certificandolo pure!

3
l'affaire ISO.
Chi mi conosce sa che contemporaneamente amo l' alta tecnologia e la lenta marcia della standardizzazione.
Il perché è molto semplice: se da una parte lo standard resiste all'innovazione dall'altra permette una vita lunga ai contenuti. Oggi posso permettermi di vedere una cassetta (vhs) che ho inciso molti anni fa: fino a quando non è arrivato lo standard dell'unione europea JPEG le foto scattate o scandite dello stesso periodo non posso oggi vederle.
Per questo motivo ho applaudito quando è stato formalizzato il formato ODF, con i sui pro e i suoi contro era la stele di Rosetta nell'ambito delle suite da ufficio.
Non c'era nessun motivo per rendere standard un coso concorrente a pochi mesi di distanza. Anche se fosse stato maledettamente superiore, e molti esperti concordano nel contrario, vi è una sola ragione plausibile e ragionevole per ributtare nel caos un intero settore disastrato da anni di formati proprietari: mazzette di foglietti di carta.
Molte suite per ufficio molto performanti in passato, Lotus 123 vi dice niente?, stavano riprendendo vita.

Dal punto di vista della concorrenza Microsoft a pagare i votanti ha delle ragioni.

Dal punto di vista dello stile il rutto libero nel ristorante da cinque stelle è uno sfregio.

Dal punto di vista degli utenti come noi equivale ad essere equiparati a merci di nessun valore: delle merde, insomma...

giovedì, aprile 03, 2008

Tipi di immagine (1ma parte)




Ogni tanto mi sento dire che non capisco un tubo poiché definisco molti i televisori che si possono acquistare oggi praticamente guasti. Certo più facile osannare pedestremente quello che spinge la pubblicità o quello che in un circolo vizioso la gente vuole maggiormente.

Rimane il fatto che io sono abbastanza fatto alla rovescia come appunto il nome di questo blog. Prima di dire che una cosa è migliore lo deve essere veramente. Per questo motivo non discuto che da spento un televisore LCD sia decisamente più piacevole di chi un vecchio catafalco, sono altrettanto d'accordo che un televisore a tubo catodico da un centinaio di pollici sia ingestibile dimensionalmente.

Però non fatemi assolutamente dire che l'immagine di un televisore LCD sia qualcosa di migliore di un gruppo quasi casuale di macchie colorate.

Le specifiche che sto per dare sono state rilevate su televisori dell'anno 2004, ma se qualcuno insinua che OGGI queste differenze non ci sono ricordo che sono state prelevate da oggetti veramente top di gamma non certo un televisore coreano da soli € 2000.

NOTA BENE: ESEMPLIFICHERO' PARECCHIO, non me ne vogliano i precisetti.


Normalmente per controllare un televisore si parte sempre dall'immagine in bianco e nero: è più facile vedere così eventuali difetti grossolani senza essere distratti dalla colorimetria.
Per prima cosa si controlla il nero. Per evitare prese in giro come la retroilluminazione variabile, l'iride ecc. si utilizza, sia per questo test che per altri, sistemi per evitare che il gioco intervenga.

Il caro vecchio cinescopio su di immagine nera eroga questa quantità di 0.01 cd/m2

l'amato dalle masse LCD rimane praticamente acceso 0.72 cd/m2

Se la cava molto meglio il plasma: rimane acceso quasi la metà 0.42 cd/m2

risultato discreto per un videoproiettore DLP 0.26 cd/m2

Il risultato è abbastanza disastroso per le tecnologie acerbe il 3000% di differenza circa


Il passo successivo è il bianco: quanta luce e in grado di erogare il nostro dispositivo. Come vedremo nella misura successiva importanza maggiore è data dalla lettura contemporanea di questi due valori ma il bianco è importante quando nella stanza vi è una illuminazione molto forte.


Il caro vecchio cinescopio su di immagine nera eroga questa quantità di luce176 cd/m2


L' LCD se la cava piuttosto bene è idoneo per essere esposto quasi al sole 428 cd/m2
Per il plasma c'è da fare un discorso particolare, a seconda delle condizioni dell'immagine per evitare le problematiche si tende a variare la quantità di energia complessiva immessa: diciamo che il risultato è intorno a 100 cd/m2



Per quanto riguarda il DLP cambia molto a seconda della dimensione dello schermo però possiamo dar buono questo valore 350 cd/m2


Questa misurazione ha visto trionfare la retroilluminazione, questo vuol dire che se avete bisogno di un display in una fiera all'aperto l' LCD ha una buona probabilità di garantirvi la riuscita.



La misurazione successiva è la dinamica: è una delle misurazione più importante di un display, la ricchezza di colori, le sfumature, e la capacità di gestire tono su tono dipingono da questo parametro.


Il vecchio cinescopio 17,600
LCD 595
Plasma 500-126
dlp 1,381

Ancora una volta quello considerato arcaico è una performance che non è solo superiore, è già a ci sarebbe da chiedersi tante cose, ma lo è in maniera drammatica. Sostanzialmente è l'unico mezzo in grado di passare tranquillamente dal immagine buia ad un'immagine molto illuminata in maniera progressiva e senza perdere toni. È questo uno dei motivi per cui molti i pannelli LCD al di là dei roboanti cataloghi per allocchi sono pilotati con un numero inferiore di bit: tanto la dinamica è quello che è.
Discreta uscita della tecnologia DLP, ma come vedremo verrà inficiata da un altro problema.


martedì, aprile 01, 2008

WM..erdacc 6.0

Sono stato costretto a fare una cosa illegale: copiare un programma craccato.
come sono giunto questo?

semplice, ho comprato un telefono nuovo.


Da come si comportava era evidente che il firmware aveva dei grossi problemi: la batteria non durava molto, aveva dei problemi di impuntamento non propriamente piacevoli, non riusciva a stare acceso senza bloccarsi per più di qualche giorno, tipicamente un paio, alcune funzioni anche banali manifestavano problematiche, la ricezione degli essere messe poteva comportare lo spegnimento del telefono, rispondere al telefono poteva crashare il telefono, la gestione BT è quantomeno bizzarra eccetera eccetera. Per farla breve un telefono pagato € 500 dava grossi dispiaceri.

Chiamando l'importatore si scopre che non ha praticamente legami con il costruttore.

Ho parlato col centro assistenza. La loro risposta è stata: per questi problemi noi carichiamo il software nuovo. Peccato che il nuovo software sia lo stesso che io già posseggo il numero 65.

Il centro pilota mi dice che qualsiasi problema viene risolto sistematicamente da loro, indovinate in quale maniera? ma certo! mettendoci sopra la nuova release del software: guarda caso la versione 65.

Per questo motivo mi sono rivolto direttamente al costruttore che possiede un sito Internet con cui è possibile introducendo quelle due o 300 risposte comunicare con loro.
Peccato che poi loro non vogliano comunicare con te.

Continuando scorato a cercare di far funzionare quello che per me era diventato il telefono "merdaccia" ho scoperto che le stesse magagne erano presenti in telefoni anche abbastanza diversi ma dotati dello stesso sistema operativo (HTC, QTEK, MIO...). L'ovvia conclusione è che non si trattava, come pensavo in un primo momento dell'adattamento su quel modello o delle particolarità di quel telefono, ma bensì una serie di errori di programmazione del sistema operativo stesso.

Un nuovo giro di telefonate mi faceva intendere che non esisteva possibilità di sistemare o correggere il sistema operativo in quanto "non faceva parte" del telefono.
Come dire che io comprato il telefono e successivamente ho montato "quel" sistema operativo.

Mentre facevo questo una rutilante campagna pubblicitaria mi portava a conoscenza di un nuovo parto di Microsoft: Windows mobile 6.0.

Scoprivo dopo qualche mese ancora che centinaia di persone si stavano scambiando i contenuti della Rom taroccati con la nuova versione che per l'esattezza non è una versione nuova come vorrebbe intendere la pubblicità ma è semplicemente una versione un po' sistemata tanto che andando a vedere nelle caratteristiche la versione si passa dalla 5.0 alla 5.2.
Al di là dell'ufficio marketing la nuova versione installata sul vecchio telefonino, vecchio si fa per dire visto che ha meno di un anno, risolve circa un terzo dei problemi e comunque più della metà di quelli gravi.

Dal punto di vista legale io dovrei restituire, dopo una lunga lotta in tribunale, un apparecchio mal funzionante in cambio di uno funzionante o la restituzione completa della cifra che io spesi.

Inutile dire che io vorrei un telefono funzionante, avevo un Ericsson funzionante splendidamente, a distanza di tre anni speravo che anche marchi minori e che spendono molto meno in ricerca come htc qtek mio e compagnia bella fossero arrivati a produrre cose similari.
La realtà è molto più cruda: i chip sono gli stessi per tutti e per assemblare basta seguire le istruzioni dei produttori come qualcom texas &c mentre per farli funzionare bisogna metterci un software che li coordini. Caricare in malo modo il primo software che passa di lì non è una procedura corretta. Proseguendo in questa direzione potrebbe succedere quello che è successo in altri contesti: visto che la ricerca costa e il pubblico non capisce la differenza anche marchi seri potrebbero decidere di non investire nello sviluppo dei modelli successivi ma seguire la strada di installare un software precotto e stantio adornandolo di un pochino di lucine o megapixel.

Dallo stesso punto di vista io ho commesso un illecito per avere un prodotto che comunque possiede ancora tanti difetti.
Ma forse il GRANDE ILLECITO e il NON RISPETTO Per IL CLIENTE e' la reiterata, miloni di volte, FREGATURA di aver fornito una cosa GUASTA O INCOMPLETA.
La verifica di cio' e' che i problemi esistono e sono stati parziamente risolti dalla release successiva che non e' un'evoluzione quindi come vorrebbe la pubblicita' ma una sistemazione comunque ancora assai perfettibile.
Insomma sono passato dalla alfa alla beta. La commercial non esiste ancora!

MS replay



Ogni tanto quando parlo di Microsoft mi succede di sentire gli echi di chi mi accusa di essere a favore de "il nemico giurato di Microsoft di quel momento" o di essere "quello che parla sempre male di MS".

In realtà non è così.

Se parlo male del mercato dei televisori e cito tre o quattro marchi per una cosa che non mi piace ed altri due per qualcos'altro. Lo stesso non posso fare nel mercato dei computer: essendo dominato da una singola marca non posso che citare quella e per una serie di ragioni che nascono dalla loro leggerezza nel considerare le cose a mio giudizio importanti non posso che sottolineare cose negative nella maggior parte delle volte.
Ancora spesso mi sembra di esagerare nell'indicare ossessivamente il discorso dei computer.
Ecco quindi perché per qualche tempo ho cercato di non parlare della peggior softwarehouse a grande diffusione....

ma non ce la faccio.

Purtroppo noi, la nostra vita, dipendiamo dal buon funzionamento di questi oggetti: è bastato ad un sistema operativo squinternato ed ad un amministratore di rete non attentissimo per far sì che in Italia, UNA NAZIONE INTERA, per quasi una settimana non esistesse la possibilità di mandare un pacco, una raccomandata, pagare un vaglia o altre cose che se non fatte per tempo possono portare con sé effetti nefasti come multe e simili. La nostra vita è dominata dalle macchine che ci impongono quando attraversare un incrocio o ci informano attraverso un complesso test in ospedale sulla nostra salute. Il nostro portafoglio è in mano a dei computer come la nostra vita quando premiamo il freno della nostra automobile, gia', immagiginiamo se si inchioda il soft dei freni...
La pervasività del marketing sta spingendo ad usare sistemi operativi non propriamente a prova di bomba anche per alcune di queste attività.


Non e' che il monopolio sia vietato. Se un'azienda ottiene il monopolio nel suo settore per comprovate capacita' e lungimiranza, non c'è nulla da dire.
Il problema è che in un settore qualsivoglia dotato di monopolio ottenuto in questa maniera è abbastanza normale che spuntino immediatamente dei concorrenti che approfittano della situazione anomala: la piazza del mercato possiede una sola bancarella ed i prezzi sono ovviamente una pacchia per il venditore.
È per questo motivo che in caso di monopolio nella totalità dei casi è normale scoprire politiche predatorie per ottenere la leadership: nessuna citta' calda e affollata possiede una sola gelateria. Se succede vi e' un'anomalia conclamata.
Il monopolio ottenuto in questa maniera non è cosa buona: io amo la coca-cola, per quanto si possa sembrare strano mi piace TANTO così come la Pepsi cola non mi piace. Nonostante questo trovo molto negative le politiche di vendita di questi due marchi poiché mi piacerebbe trovare all'interno dello stesso bar, supermercato, ristorante o drogheria la possibilità in presenza del marchio dominante anche di altre bibite come il chinotto o da altre ancora che non ho mai avuto la possibilità di conoscere poiché schiacciate con tecniche predatorie di cui si sono occupati diversi tribunali.

Ovvero: amo alla follia il prodotto coca-cola ma odio la politica di mercato prevaricante operata dall'azienda coca-cola.
Se il ristoratore volesse proporre sia la Pepsi, coca cola e chinotto dovrebbe essere libero di farlo.

Quindi non ho problemi con il marchio MS, ogni tanto combinano anche qualcosa di buono, sommerso dalle cannonate del loro esaltante ufficio marketing teso ad glorificare il nulla non se ne accorge nessuno, ma e' talmente presente, pervasivo e spocchioso che ogni "errore" loro diviene un problema per tutti.
Ricordatevelo tutte le volte che usate un loro prodotto: inviate alle poste italiane una lettera, ricevete una multa, leggete una fattura, acquistate in un negozio usate l'automobile, prelevate dal Bancomat, telefonate, andate a sciare e, persino, usate il computer.
Pensate che in tutte queste occasioni state utilizzando, o rischiate di utilizzare, un prodotto della Microsoft.
Qualsiasi debolezza del loro software, ed essendo un oggetto costruito dall'uomo è normale che ce ne siano, può causarvi problemi. Anche gravi.

L'arrabbiatura nasce dalla possibilità, spesso solo indiziaria, che queste debolezze siano state create consapevolmente per sciatteria o per mero calcolo.



La prima cosa che c'è da dire è che ne hanno combinata un'altra.
MMmm, hu!
una serie...
HiC!
Ricomincio :-)