mercoledì, dicembre 27, 2006

gay orgogliosi

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Ennesimo polverone sollevato da due deputati della RnP, che hanno sistemato nel presepe di Montecitorio due Barbie e due Ken, più alcuni post-it inneggianti al riconoscimento dei matrimoni fra omosessuali e ai pacs, com'è nella Spagna di Zapatero
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si sta facendo un polverone per nulla:
tutti gli strumenti giuridici e tecnici ci sono per tutelare gli interesse delle coppie di fatto (etero, gay o lsb che siano).

Quindi non e' una considerazione di vil denaro.
Non e' una problematica giuridica, dopotutto, salvo il si davanti al sindaco o al parroco... rimane poco altro.

cosa rimane?
Che vogliono cambiare la gente gente che li chiama culattoni!
Beh, quella non la cambieranno mai, ci sono cafonerie piu' grosse e pericolose che nessuno vuol cambiare come quelle sulle strade.

Forse il modo scelto e' da cafoni, come l'orgoglio che quando e' in eccesso trasforma in orgoglioni che non capiscono che il mobiliere della bassa alla vista di due uomini che si baciano rimarra' scosso e fara' gli scongiuri (se non i gargarismi) perche' non gli capiti mai di baciare un uomo.

Dopotutto il mondo e' bello perche' e vario, piacerebbe cambiare la testa a quegli utonti che mi obbligano ad usare l'arcaico windows ma haime' non mi e' permesso girare per gli uffici ministeriali a distribuire adesivi di os/2, pinguini in peluche, mele vere e marziani sco.

Come direbbe qualcuno: "forse sarebbe meglio che si facessero i CaXXi propri".
Mai frase e' piu' idonea =:-)

sabato, dicembre 16, 2006

PASHMINA = truffazze a gogo'




Ormai trovi la PASHMINA anche allegata ai giornali (ma non dovevano fare informazione?) e sulle bancarelle a poco prezzo: come e' possibile?

Semplice! i pastori del tibet non avevano, soprattutto qualche secolo fa, un ufficio brevetti.


La PASHMINA e' uno scialle, lo scialle dei maraja, deriva dall'antico nome persiano del cachemire, la lana della capra di razza hircus.


Per produrla si usa il sottovello del collo, e si lavora a telaio a mano su telai tramandati da generazione in generazione con la trama in seta. Il passo successivo è quello di lavarlo e asciugarlo al sole ed infine intrecciare la particolare frangina che viene eseguita solo dalle donne più esperte che impiegano quasi otto ore per ogni pashmina.

"Se prendi una PASHMINA passa attraverso un anello"... non e' una leggenda. Io ho avuto in mano una sola volta una pashmina, tanti anni fa, posso assicurare che con quello che vedo sulle bancarelle e nei negozi c'entra veramente poco.
Grazie alla caratteristica del pelo e' compatto, non e' trasparente, ma assolutamente morbido e leggero. Con lo stesso pelo 20 anni fa fu realizzato un cappotto che costo' lo spettacolare costo di 50.000.000 di lirette: come un appartamento a milano.

Grazie allo sfruttamento intensivo operato da operatori senza scrupoli, il nome PASHMINA non e' registrato, le comunita' montane che originariamente producevano e' ovvio che non possono competere con le tonnellate di materiale, il piu' vario possibile dalla viscosaccia alla seta, che hanno snaturato il prodotto.

E' anche vero che era un prodotto da intenditori, non tutti potevano permettersi una PASHMINA ma la sparizione di qualcosa di eccezionale dispiace sempre un poco.

Infine:
LA PASHMINA, come abbiamo visto, come materiale NON ESISTE, se sull'etichetta ci trovi quello, come accade sempre piu' spesso, commettono una violazione dell’articolo 517 del codice penale (“vendita di prodotti industriali con segni mendaci”) e del decreto legislativo sull’etichettatura tessile, e del Il decreto legislativo n° 194 del 22 maggio 1999...
Quindi si va in galeraaaaa.....


Questa e' la PASHMINA il resto son sciarpe, banalissime sciarpe.

martedì, dicembre 12, 2006

Fotografia digitale: evoluzione




Fotografia digitale: evoluzione del marketing


una delle cose più scioccanti degli ultimi dieci anni non è evoluzione, enorme, che c'è stata della tecnologica digitale, ma bensì di come stata spinta al grande pubblico.
Prendiano il concetto della risoluzione fotografica:
prima dell'avvento fotografia digitale alta qualità alta risoluzione erano delle cose ben precise. Anche l'uomo della strada si lanciava in discorsi a proposito della qualità fotografica confrontando macchine blasonate, veri propri punti di arrivo, con macchine di ottima qualità.

Mai sarebbe accaduto di operare in confronto tra una reflex top di gamma ed una compattina da poche migliaia di lire.

I discorsi del bar, vertevano tutti sulla necessità di dover equipaggiare macchine fotografiche pesanti, anche dal punto di vista dei costi, con obbiettivi altrettanto virtuosi per poter ottenere risultati al di sopra di ogni sospetto.

Con il digitale si è sovvertito tutto ciò.
Ricordo ancora alla presentazione di una macchina fotografica minolta: un adesivo tutto colorato ricordava che la macchine fotografiche in questione era dotata di qualità fotografica.
La quantità di foto sensori di cui era dotata l'affare era 640 * 480 e pretendeva con quella magrezza di sensori di eguagliare una pellicola fotografica.

Due anni dopo alla presentazione del modello successivo con una quantità di foto sensori raggruppati in una matrice di 800 per 600 un'altro adesivo ricordava che quella era una risoluzione fotografica.

Neppure un anno dopo una pubblicità sul giornale ricordava che con una risoluzione fantasmagorica di 1024 per 768 era certamente una risoluzione fotografica. A questo. Sicuramente gli altri step ve li risparmio.

Tutto questo ampiamente confermato dalle riviste, fotografiche e non, intente a lodare la immensa qualita' di un fotosensore "identico" alla pellicola di mezzo megapixel interpolato.
Sempre con la frase "ormai di qualita' identica alla pellicola". Nessuno (o quasi: fotografare) che faceva il bastian contrario.

A questo punto qualsiasi personaggio che non sia un grosso esperto dovrebbe riuscire ad avere una confusione più totale. Bisogna aggiungere sicuramente che gli stessi passi compiuti fin qua dai sensori ccd, dal puto di vista delle etichette, di sono stati fatti anche delle stampanti simil fotografiche, che a tutt'oggi rimangono simil.

Quale sia la risoluzione fotografica necessaria per una foto paragonabile al "vecchio sistema" diviene simile al mistero di Fatima.

L'enorme spinta data dall'industria internazionale per operare la sostituzione delle macchine fotografiche basate su pellicola con quelle digitale ha creato dei veri propri mostri.
La massa di esperti e vecchietti che prima affollavano i negozi di fotografia solo per comprare un rullino e far sì che venisse introdotto direttamente dal venditore nella macchina fotografica, guai a riuscire a montare un rullino della macchina fotografica!, oggi compra macchine fotografiche che per essere maneggiate è necessaria una complicazione veramente notevole: è necessario saper usare un PC è necessario sapere che cos'è una crash è necessario conoscere un rapporto di compressione è necessario conoscere tutto una serie di nomi tecnici, per noi italiani, quantomeno esotici: JPEG, usb, link, FIREWIRE, card. E tutto questo va comunque ad aggiungersi alle conoscenze precedenti che sono COMUNQUE necessarie.

Si confrontano compattine mostruose con reflex multimionarie.... non capendo nulla come questo ignorante che pensa di essere un gran figo e dimostra di non saper neppre cos'e' una foto sottoesposta! Incredibilmente il cretino allega anche il grafico, forse non sa neppure a cosa serve (oltre a dimostrare la sua incapacita' ad esporre)!!! in una ha esposto per le alteluci, nell' altra per le basse. i diaframmi e/o la focale differivano... come caspita ha fatto a fare un confronto? ma daaaaaiiiiiiiii.


Comunque sia, come certi vecchietti che erano prima in difficoltà con la cara vecchia compattina riescano oggi ad utilizzare un affare digitale resta per me un mistero


sabato, dicembre 09, 2006

Una dea dimenticata




In tempi recenti l'industria automobilistica si e' messa a propagandare un nuovo tipo di fari: i fari adattativi.

Per questa gran novità tutte le riviste automobilistiche si sono sperticate in centinaia di pagine di grandi spiegazioni.
Spiegazioni per quanto riguarda l'elettronica impegnata
spiegazioni a proposito dei vantaggi.
Spiegazioni in merito alla luce dei nuovi fari.
Spiegazioni del fatto che un congegno cos complesso può essere montato solo sotto molto costose.
Spiegazioni e perché un affare tecnologicamente nuovo debba costare uno sproposito
Spiegazioni che narrano della grande innovazione tecnologica resa possibile della tecnica moderna.

Per farla breve: i fari adattativi non sono altro che i fari che ruotano leggermente quando si gira lo sterzo. Lire 10.000 di motorino elettrico. O addirittura usano una seconda lampadina 1000 lire.

Nonostante tutto questo gran dispendio di carta, nonostante questo diluvio di parole, nonostante un enorme quantità di grafici, foto, diagrammi e paroloni nessuno, dicasi nessuno, ha mai citato il fatto che la grande novità presentata nel 2002, risultato del tecnica moderna e delle recenti possibilità tecnologiche, era stata presentata Parigi nel 1963.

Citroen in quell'anno presentava il suo nuovo modello DS, da pronunciarsi in francese come dea, quest'innovativa automobile presentava delle innovazioni tecnologiche che alcune case concorrenti riuscirono ad equiparare solo alla fine degli anni 90 e non tutte sono ancora giunte sulle auto di serie.

Il prototipo, e solo successivamente, per problemi di ossidazione al circuito idraulico, nall'auto di serie, possedeva dei fari che si muovevano in sincronia con lo sterzo.
c'e' da chiedersi adesso se c'era bisogno di far tanto casino semplicemente per dire che un affare nel 1963, che quasi nessuno ricorda piu', e' una cosa nuova.

Chissa' quando scopriranno le sospensioni autolivellanti!

Pentax *st DL



Dopo aver convissuto circa sei mesi con il mio nuovo giocattolo digitale, una Pentax *st D L, posso cominciare a tirare le prime conclusioni.


Fra le prime idee che mi sono fatto ci sono quelle che riguardano l'ambito comune delle macchine fotografiche digitali:

il digitale possiede una risoluzione molto,molto, bassa
sono sempre stato abituato a ritagliare le foto, dopotutto un po' d'ingrandimento non ha mai fatto male a nessuno. A nessuno in digitale. Ritagliare mezza foto per ribaltarla causava una differenza di qualità praticamente impercettibile, in digitale vuol dire passare da 6 megapixel (interpolati), il minimo indispensabile, a tre megapixel (interpolati) rimanendo quindi inchiodati alla stampa piccolina. Altro motivo di risoluzione tranciata e' sulle macro, non sempre si riesce o si può inquadrare ciò che si desidera.

Il digitale non ha il difetto di reciprocita'!
Beh, direte voi, se era un difetto meno male che e' stato eliminato! Da un lato certamente, ma ricoriamoci che esiste da sempre e tutto sommato e' bello da usare per la nostera bisogna! Le foto notturne, per "colpa" di questo effetto avavano una dinamica sfruttabile notevole e i lunghissimi tempi di otturazione ch ne scaturivano, come 20 secondi, permettevano di far scomparire il cretino che regolarmente passava davanti all'obbiettivo. Adesso basta: ZAC! 2 secondi il cretino immortalato e le ombre toppate.

Il digitale è corto.
La curva in digitale è ripida ed è una retta, il contrasto molto alto. Mi aspettavo delle differenze ma non pensavo che un sensore fosse più nervoso di un gatto lavato o di una diapositiva di bassa sensibilità. Giocare con luci e ombre, riempire le seconde con il flash o tirar dentro soggetti diversamente illuminati non è più una cosa che si può fare spannometricamente diviene una cosa di precisione. Ovvero bisogna operare con molta più attenzione, in taluni casi non si può fare nulla. Certo si può anche prendere il file raw e cercare di piegarlo al nostro desiderio, ma la qualità uscente come proporzionalità non è la stessa cosa di quello che si potrebbe fare in ripresa.

il digitale non è ancora pronto per essere commercializzato.
Ci sono delle cose, tante, per le quali sembra di avere in mano un prototipo , un apparecchio cioè ancora immaturo. La cosa più emblematica risulta essere la polvere. Il nostro mondo è mondo sporco, nell'aria girano milioni di cose, spore, virus, pollini, pelucchi, fibre, polvere e quant'altro voi riusciate ad immaginare. Non aver dotato una macchina fotografica ad obiettivi intercambiabili di un qualcosa per poter asportare dalla superficie del CCD, o evitarne l'ingresso nel box specchio, di tutti questi corpuscoli è quantomeno illuminante del fatto che sia un apparecchio messo insieme alla benemeglio. Anche scuotimenti improvvisati tramite piezo delle ultime creazioni non sono risolutivi, quando la tendina ripartirà a centinaia di chilometri all'ora la polvere tornerà sul sensore.

Il digitale ha una percezione dei colori abbastanza strana
forse sarà l'interpolazione, forse sarà questa fortissima sensibilità al verde, forse sono gli scuotimenti vari dei vari processi o forse ancora saranno le lunghezze d'onda catturate dal CCD. Rimane il fatto che ti aspetti certi colori e ne ritrovi di altri. Ho notato che questa cosa avviene in maniera più esagerata, sebbene nella stessa direzione, delle fotocamere compatte.

Il formato raw permette di guadagnare qualcosa
ho letto diverse discussioni a proposito dell'opportunità o meno di utilizzare il formato raw, accaniti sostenitori contro inutilità della cosa. Come al solito dipende da quello che si cerca e si vuole ottenere. La differenza qualitativa rispetto formato JPEG è assolutamente indiscutibile. Sicuramente chi usa il formato grezzo passerà molto tempo nella post-produzione, questo vuol dire che se scattate delle foto a una festa non è assolutamente il caso di utilizzare questo formato. Se invece preferite ottenere il massimo dal mezzo è una scelta obbligata.

In digitale si scatta molto di più
questo mi era già stato detto, ma non pensavo con queste proporzioni. Con il fatto che ogni scatto ufficialmente non costa un granché si ripetono gli scatti, si sperimenta di più e in definitiva si portano a casa tre o quattro volte la quantità di foto rispetto a prima. Così facendo anche se mi ero premunito con una scheda da due GB, 160 foto(una foto 11MB), nell'arco delle vacanze, per la prima volta, ho portato a casa più di 200 scatti, ho dovuto perciò scaricare la flash su di un DVD

in digitale si stampa molto meno
al di là la qualità dei risultati alla fine per motivo per l'altro le foto non si stampano più, oppure si stampano sulle stampanti, oggetti che qualitativamente non sono neppure l'ombra di una stampa fotografica. Ci si accontenta, si ecco è stampata, sappiamo che e' più o meno così. Poi per qualche motivo che non è ben chiaro alla fine ci dimentichiamo di portarla a stampare veramente. Tanto, sono già su Internet, sono già su carta, gli amici le hanno già viste sul televisore.


queste invece sono sensazione che ho avuto dal nuovo modo di realizzare le reflex

è praticamente scomparso il modo di esposizione del flash in TTL. Con la scusa di risparmiare chiamano e-TTL, super TTL, 3d-TTL. Una sfrontata bugia per non dire che il vecchio modo di esposizione, più semplice concettualmente ma più costoso da realizzare, è stato sostituito da un colpo di pre flash che verrà esaminato dalle cellule contenute pentaprisma anziché essere letto sulla superficie della pellicola, o del sensore, attraverso una cellula all'interno del box specchio. L'implicazione dal punto di vista della pubblicità consiste in una migliore precisione, l'uso del molti-zona e altre amenità. La realtà vuole che questa metodologia aumenta il tempo che intercorre tra la pressione del tasto e lo scatto vero e proprio, un aumento del consumo delle batterie, diminuzione della capacità del flash ma, in particolare, il dover buttare alle ortiche tutti flash posseduti fino a quell'istante.

Le nuove reflex non parlano più con i vecchi obiettivi, io sono stato fortunato la Pentax è quella che possiede la maggior retro compatibilità. Questo vuol dire che i banchetti dell'usato divengono molto meno attraenti, i vostri cassetti pieni di vetro acquistato a caro prezzo perdono immediatamente valore. Insomma tra una cosa l'altra vogliono vendere e rivendere le stesse cose o addirittura trasformare cose da poco prezzo come tubi di prolunga in oggetti molto costosi.

In conclusione posso dire che rispetto alla concorrenza, alias l'eos300 e la d70 ha un paio di plus in piu'
1 e' piu' facile da usare rispetto ad un eos od a una compattina
2 risulta fattibile usarla con qualsiasi accessorio dal telescopio alla lente autocostruita: nikon e canon perdono troppe funzionalita'

queste caratteristiche compensano largamente il fatto che come sensore la canon sia un filinetto migliore.


e' anche vero che rispetto alle mie vecchie macchine, una FM nikon, una MX, una K1000 e una Z1-p della pentax mi sembra di aver in mano un bidone logorroico. Si chiama involuzione del marketing, vero?

la marcia degli idioti

quest'immagine racconta più di qualsiasi discorso la preparazione informatica dell'Italia, secondo panda software, ma anche secondo altri fornitori di antivirus, l'Italia è uno dei paesi più impestati dell'intero pianeta.

Piu del Brasile, Argentina,Grecia e, probabilmente, Tanzania. Siamo il 4rto mondo informatico.

Il 27% dei PC infetti corrisponde alla spocchia che leggo nel viso dei clienti quando spiego cosa è cosa buona ed invece cosa non va fatto: "se fanno tutti così ci sarà una ragione" mi rispondono gli idioti, anzi sostengono che i miei sistemi sono sbagliati perche' sono io il diverso.

Gli imbecilli a forza di scambiarsi allegati divertenti in formati bislacchi imprestandosi a vicenda si ritrovano con computer molto lenti con il terrore che gli fumino la carta di credito.

la cosa divertente, visto che il 27% vuol dire che sono colpiti sia i computer dei privati che quelli delle aziende, vuol dire che almeno 10% delle aziende non ottemperano alla legge n. 196/03: abbiamo 10% degli amministratori delegati in Italia che rischiano la galera.

PS la marcia degli idioti e' un vecchio racconto di SF degli anni 50 o 60.

Lettore creative zen


Dopo circa otto mesi posso dire che il lettore di MP3 che ho acquistato, un Creative Zen lo conosco ormai abbastanza bene e posso dire cosa mi è piaciuto che cosa meno.

Cominciamo col dire cosa mi è piaciuto.

la cosa più bella è la durata della batteria, dichiarata ben 22 ore, mantiene vivo il lettore per tutto il tempo che serve. Il carica batteria a 5 V possiede un connettore standard di facile reperibilità. Quindi è facile da caricare, a un'autonomia notevole e non mi è mai capitato di trovarmi con le batterie a zero.

Altra cosa bella è la scocca robusta, un'impressione di solidità confermata dai fatti.
Il display, sebbene non al livello di altri lettori, è più che sufficiente per il lavoro che deve svolgere.
La capacità del hard disk è adeguata, non capirò mai come si faccia a comprare un lettore MP3 con una capacità inferiore ai 20 GB, ho 200 dischi e buonparte dell'esperienza di ascoltare la musica maniera diversa dal compact disc o dalle cassette consiste proprio nell'avere una quantità notevole di brani on-line.
Detto questo è abbastanza ovvio che dal punto di vista dell'hardware io sia più che soddisfatto, trovare un difetto consiste in una sega mentale: potrei dire che mi sarebbe piaciuto trovare una connessione fireware o una migliore qualità audio ma sarebbe stato improbo trovare queste cose a 149 euro.

Le cose si complicano parecchio se parliamo del software.
L'interfaccia utente del giocattolo è quantomeno micragnosa, è impossibile passare velocemente dall'ascolto casuale a quello sequenziale, è impossibile trovare un brano e continuare nello stesso LP, non è facile capire che brano si stia ascoltando, dopotutto cover hanno lo stesso nome dei brani originali, persino i telefonini di nokia degli anni 90 erano piu' immediati e flessibili.
Insomma questa gente non ha mai provato usare i programmi, come winamp, che esistono da anni sui volgari PC, tenendo conto che il processore di bordo del lettore MP3 cammina molto di più di quello che c'era su quei computer. Ricapitolando l'interfaccia è uno schifo.

Se a queste cose si aggiunge il brutto affare per fare scorrere i brani, praticamente impossibile da utilizzare senza guardare il display, il prurito alle dita vorrebbero prendere l'oggetto e scagliarlo attraverso la finestra, è giustificato.

Insieme a quest'oggetto viene consegnata la parte peggiore, il software di sincronizzazione per caricare brani sul lettore. Uno dei motivi per i quali non ho comprato l'ipod, oltre al costo consisteva nel itunes: un soft molto invasivo che installava parecchia roba, come quicktime, che io non desideravo sul mio PC. Dalla padella alla brace: non solo viene installato un programma molto complesso ma anche il coraggio di funzionare molto male. Il programma non funziona in secondo piano, vuole il computer tutto per sé, altrimenti si incarta. Nonostante questa mania di grandezza non è né semplice né facile da usare, possiede tutto un modo strano di classificare le canzoni, pretende di essere un player, pretende che non si segua una strana logica di classificazione, la stessa schifosa che ritroviamo nel lettore MP3.

Oltre questi grossi difetti del software di sincronizzazione non riesce neppure riconoscere quali brani ha già caricato sul lettore e quali non ha caricato, così facendo quando si richiede una sincronizzazione dichiara l'impossibilità di caricare brani per mancanza di uno spazio che in realtà c'è.

Insomma quello che fa arrabbiare di più è il fatto che è un'occasione mancata: il prodotto, l'hardware è perfetto il software, che non ha un costo di produzione ma solo di progettazione, è completamente sbilenco. C'è da chiedersi per quale motivo, visto che processore di bordo e più performante e un personal computer da tavolo di qualche anno fa, perché non ci sbattono sopra una bella distribuzione di linux, la troverebbero già pronta e con poco sforzo eviterebbero tutti quei casini che si sono andati a creare.

venerdì, dicembre 08, 2006

Come scegliere una macchina fotografica digitale 2


Il fotosensore, dovrebbe, per ogni punto raccolto, indicarci luminosita' e colore, oppure, se l' informazione e' in RGB, quanto rosso quanto verde e quanto blu possono formare, sempre PER IL NOSTRO OCCHIO (metamerismo), una tonalita' identica.


Ovvero il CCD dovrebbe scomporre ogni singolo raggio di luce nelle sue "componenti".

Questo pero' e' un processo costoso: i sensori a triplo ccd o il sensore foveon non sono propriamente economici o di normale produzione.

Si ricorre quindi ad un escamotage: si decide che un punto del sensore analizzera' solo per una componente, per es quella rossa, appoggiando su ogni sensore un piccolo filtro.

OK, se facciamo questo un ccd da 9.000.000 di sensori avra' una risoluzione (questa volta coincidente con l' output) di 3 milioni di punti...


Troppo poco per il costo dell' orpello... e per il pubblico voglioso di numeri.


Ma si noti una cosa: in realta' il punto corrispondente NON E' REALE ovvero non giace su di un punto preciso, ma su di una zona circondata dai sensori disposti a triangolo intorno alla zona stessa.

Cosa succede se definiamo un'altra zona utilizzando in parte altri sensori "gia usati"? Semplice, un altra zona di pari qualita'.

Con alla base di questo ragionamento, qui molto semplificato, e' nata la griglia di Bayer (vedi disegno) che equipaggia la quasi totalita' dei sensori oggi in commercio.

Si e' partiti dal fatto che l' occhio e' + sensibile al verde e si interpola e si pastrugna digitalmente fino a tirar fuori un output di 1 pixel per ogni sensore... peccato che i sensori verde, che rappresentano il 50% dei pixel, siano sordi agli altri colori.

Scopriamo cosi' che 10 megapixel finti su di un' immagine rossa possiedono una risoluzione di 2.5 megapixel..... al massimo.... e 5 sul verde.

Qui nasce un altro problemino: avendo a che fare con zone e non con punti le distorsioni ottiche degli obbiettivi, soprattutto le centriche, verranno moltiplicate per 4, la risoluzione ottica sara' necessiario che abbia una qualita' QUADRUPLA di quella apparentemente necessaria. Questo e' il motivo per il quale le ottiche per il digitale non chiudono i diaframmi piu' di quel tanto: si abbasserebbe la risoluzione sotto un limite critico. Inoltre per arrivare a risoluzioni "da pellicola" gli obbiettivi del digi dovrebbero costare il cubo.

Per questi motivi dopo il ccd viene posto un processorone che galvanizza quella che sarebbe una povera immagine, pompa i bordi e li scova, nasconde i dead pixel (ci sono e tanti), e da la parvenza che ci si aspetta. Addirittura, se l' ottica e' fissa, compensa parte delle distorsioni della stessa. Spesso arriva ad inventarsi roba che nella realta' non e' mai esistita.

Non e' un caso che gente che proviene dalle compatte digitali, passando ad una reflex digitale dove il pompaggio e' meno aggressivo trovi le immagini slavate, e' semplicemente perche' pompa e pompa si introducono artefatti, per quanto carini, non presenti certo sull'immagine ripresa e inadeguate alla classe di una reflex.

Perche' questi problemi non ci sono sulle macchine a pellicola?

In realta' alcuni ci sono, durante il processo di sviluppo si ottiene un aumento dei bordi, ma molto piu' preciso per due motivi: il processo avviene SOLO su di un colore, e di colori possono essercene 12!

Il secondo motivo e' qualitativo e si sposa con il fatto di sfruttare fino in fondo un obbiettivo: la risoluzione.... una dia a 12 strati avrebbe qualche megapixel per strato che interpolati alla digitale..... potremo equipararli forse a 100 megapixel.... di output. Quindi non avendo grosse difficolta' stringenti il sensore i limiti sono posti dalla risolvenza dell' ottica.


Qual' e' allora un parametro importante per aiutare nella selezione delle digitali?

La dimensione del sensore!!

A PARITA' DEL RESTO, un sensore piu' ampio ha meno necessita' di pompaggio elettronico, meno rumore, pecora nera dell'elettronica, ed infine necessitera' di obbiettivi ben meno costosi.

Oltretutto la riduzione dei sensori si sta' spingendo verso foto siti talmente piccoli da competere con la dimensione della lunghezza d'onda... insomma la luce fa fatica ad entrare nel fotosito con tutti i casini che ne derivano.


E questo e' solo un assaggio...


Come scegliere una macchina fotografica digitale 1


Come scegliere una macchina fotografica digitale?
siamo sotto Natale, milioni di macchine fotografiche digitali stanno passando di mano, stanno per essere vendute.
Incredibilmente la maggior parte dei demo dei possessori di queste macchine non ha più pallida idea di cosa stia comprando.
Per questo motivo coloro i quali possiedono quel minimo di occhio critico al momento della stampa, o nel visionare le foto venute in malo modo, non riesco a capire perché l'orpello così tanto decantato funzione in una maniera inaspettata.

Come prima cosa vi è un errore di fondo: il non sapere cosa si desidera.
la bambina di 13 anni che compra la macchinetta per fare le foto alle amiche durante la gita scolastica ha ovviamente un target completamente diverso da chi vorrebbe delle foto, se non ineccepibili, di buona qualità da conservare nel tempo.
a tutto questo si aggiunge, in una maniera complicata e distorta, l'uso da parte di persone ignoranti aperta ( non perché stupide ma semplicemente non tecnologiche ) di termini non compresi come CCD, risoluzione, X,JPEG, memoria. tutte parolacce spinte dai cataloghi, dalle pubblicità e dagli amici idioti. Nessuna di queste entità spiega però il significato di queste parole.
Cercherò qui di fare un po' di luce, permettendomi, a scopo di chiarezza dei voli pindarici che faranno inorridire i precisetti.

giusto per capirci:

Capita spesso che mi si richieda un parere su di un possibile acquisto su di una fotocamera e' la domanda “da catalogo”, “quanti pixel ha?”.

Per irretire eventuali clienti il numero riportato sul catalogo e tarocco (interpolato)

La prima domanda, riportata al suo significato e' quindi: La risoluzione (tanto strombazzata dai vari cataloghi) e' importante?

La risposta e' SI e' importante... ma... la RISOLUZIONE del sistema ottica-ccd-elettronica. Si misura in linee.


La seconda domanda intelligente e': dove la trovo scritta?

La risposta, assai deludente, e' da nessuna parte....


In realta' qualsiasi strumento non si puo' raccontare, come vorrebbero la maggioranza delle persone, con un banale numero: e' buono quest'affare?

Si, 534!

Caspita' il mio e' solo 201, lo vado subito a cambiare!

Sarebbe tanto comodo, vero?


Tanto comodo che le case costruttrici vogliono farci credere cosi', o forse vengono incontro alle richiese di un mercato facilone che chiede solo quello. Comunque sia, hanno cominciato ad appiccicare sulle digitali un numero, i megapixel, che viene oramai chiamato risoluzione ma e', come vedremo, solo una dimensione di output: ci dice quanto spazio occupera' in memoria, stop.



MP3


Nell' intervista che ha rilasciato uno degli inventori del' mpeg 1 l3 nel 2004
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Sono disgustato dalla cultura del furto che si è creata attorno all'Mp3. Forse siamo stati ingenui, ma quando lo creammo nei primi anni 90 non potevamo prevedere che con un banale pc si sarebbe potuto fare una copia in Mp3 di un disco e metterla in rete illegalmente. Ma se vogliamo venire a capo del problema dobbiamo pure capire che chi scambia musica su internet lo fa non solo perché è gratis, ma anche perché è l'unico modo per godere di un'esperienza digitale senza precedenti. Già oggi si può scaricare musica a pagamento, però ci sono sistemi diversi e incompatibili: il brano che suona sul tuo pc non suonerà su quello di tua moglie, o in auto. Fra un sistema a pagamento limitativo e una completa libertà, gratis, la gente continuerà a preferire la seconda, anche se è illegale.

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Al solito, prezzo e comodita'....

non puoi far pagare cosi' tanto un brano, dando pazzesche limitazioni, quando poi il valore dell'oggetto-brano non e' poi cosi' spettacolare. Giusto un melomane puo' pagare le cifre che oggi chiedono x un disco, il prezzo dei brani singoli (alla itunes) e' comunque caro, si risparmia perche non si compra un disco integralmente, ed e' molto limitante.

mercoledì, dicembre 06, 2006

Tanti cavalli per me...

Siamo oramai all follia piu' pura: quando due aziende immettono sul mercato due scatole del lucido con turboreattore incorporato vuol dire che il popolo bue ha veramente preso il potere.
La smart, auto cittadina per vocazione, insomma una roba che avrebbe necessita' di quei 30 massimo 35 CV ci viene proposta con 84CV Una bara!! come dire il prossimo passo e' montare un motore di un 747.

Non venitemi a parlare di sicurezza nelle strade, inquinamento ed altro.

L'altra furbata e' la panda 100CV un'altra auto da pirla.
La lotus elise, chi non la conosce guidi solo un apecar cross, ha 122cv, ed e' considerata una delle auto + performanti mai p
rodotte.

Quando lo sfigato (chi compra un simile orpello) arrivando troppo veloce in cuva allarga, come fanno gia' in troppi su auto troppo sproporzionate come i suv alle vitamine, e ammazza della gente.... perche non vanno a prendere a randellate sui denti chi ha inventato questi bidoni?

Sono sempre stato per la liberta', ma qui ci vorrebbe una legge che su di un auto che (senza videogames) non riesce a percorrere una S a piu' di tanta velocita' e che in curva non freni in meno di un tot non possano essere montati motori oltre una certa soglia.

Mi piace far camminare l'auto, non sono un che guida come un vecchietto con il cappello e il retrovisore in verticale, ma poi devo anche curvare, frenare ed evitare di ammazzarmi, no?


Altrimenti, con questo passo entro 20 anni questa sara' l'auto media in vendita, le turbine costano meno di un motorazzo a pistoni. Sul come tenerla in strada e' una cosa secondaria non trovate?

Ps. ma

sabato, dicembre 02, 2006

I deficenti al potere!


Anche la viabilità oggi è in preda alla novità. Per quale losco motivo non c'è dato saperlo, i malpensanti dicono di saperlo benissimo, parlano di buste di carta con dentro altra carta...


Qualunque sia il motivo il risultato è alquanto tragicomico. Se l'idea principale pare essere devastiamo la città e facciamo incazzare il traffico, che già tanto tranquillo non è, i modi con i quali questi risultati vengono raggiunti lascia stupefatti.


La prima novità apparsa si chiama isola rotatoria, più banalmente chiamata rotonda. Si tratta di un oggetto molto in uso in Francia e in Inghilterra dove viene disposto dove vi è traffico ma comunque anche lo spazio per poterlo disporre. In Italia è stato deciso che qualunque incrocio doveva disporre della rotonda. Ci sono rotonde su strade percorse forse da dieci auto in una giornata. Ci sono rotonde piazzate in stradine di campagna che finiscono dentro un'aia. Ci sono rotonde in punti così stretti che le segnalazioni vengono asportate dai fianchi dei camion almeno una volta la settimana. Ci sono rotonde che per evitare una salita dei mezzi, pressoché inevitabile vista la strettoia ottenuta, con al posto di un dolce cordolo un'impressionante gradino, ovviamente adornato di accessori automobilistici, copricerchi in primis.

Così facendo quando capita di vedere una rotonda che incredibilmente smaltisce il traffico meglio della precedente situazione si prova una sensazione di irrealtà come quando si leggono delle grosse esagerazioni nei romanzi di fantascienza.

Dopo averci preso gusto le varie amministrazioni comunali si sono lanciate nella costruzione di piste ciclabili. Devono aver scoperto che nelle altre nazioni le piste ciclabili anziché essere un argomento contenuto nel codice della strada consiste in una serie di manufatti disposti per le città. Complice l'onda ecologista e il cambio colore delle giunte ci si ritrova la pista ciclabile appiccicata in qualche maniera al suolo stradale ovviamente a scapito di qualcuno, ciclisti compresi. Vediamo così tutta una serie di nuovi eco mostri: piste ciclabili semplicemente disegnate in marciapiedi dove nello spazio rimanente due persone, per esempio una mamma con una bambina, non ci passano.

Piste costruite con il cemento all'interno di sottopassaggi dove due biciclette che percorrono in senso opposto l'orpello non passeranno mai: forse prima della discesa è necessario installare un citofono per poter avvisare l'eventuale altro ciclista. Per il montaggio di questa novità si sono allargati i marciapiedi in zone dove, sinceramente, non era caso. Percorsi che finiscono dritti dritti nelle rotonde, godimento del ciclista, attraversano corsie di accelerazione, escono sulla via raso caseggiati, transitano dietro agli stop anziche' davanti ( prima ti stiro poi freno).

Il primo effetto divertente di questo montaggio schizzofrenico è rendere più pericolose le biciclette: non essendo fisicamente utilizzabile una risorsa pericolosa, inaccessibile e idiota, le biciclette continuano ad utilizzare la sede stradale divenuta più stretta.


Non contenti di tutto questo sfacelo, hanno cominciato montare una nuova struttura: i dissuasori di traffico. Inizialmente dovevano chiamarsi dissuasori di velocità ma basta guardare su qualsiasi cartello delle ditte appaltatrici per capire che con quest'oggetto non vorrebbero proprio che di li' passasse il traffico. Forse sperano che un manufatto riesca trasformare il traffico in un prato di montagna. Le ultime versioni di quest'orpello sono delle enormi piattaforme alte circa trenta centimetri che formano un'enorme gradino, spesso più alto del marciapiede, dell'eventuale pista ciclabile e del bambino che torna da scuola.

Il reale scopo di quest'affare non è molto chiaro, sono chiari invece gli effetti che provoca:

un aumento notevole dell'inquinamento, le macchine arrivano e frenano generando polveri di vario tipo, arrancano sull'orpello, e appena discesi per tornare a velocità normali schiacciano a tavoletta generando grandi quantità di inquinanti, la grande diffusione dei motori turbo a gasolio favorisce questo fenomeno.

Aumento del pericolo, non è un segreto che una variazione improvvisa di velocità causi situazioni pericolose.

Un'altra cosa che assolutamente non è un segreto e il fatto che un'autovettura che attraversa un simile ostacolo, anche lentamente, dovendo frenare genera situazioni assurdamente pericolose: dall'impossibilità di rallentare al testa coda.

Il fatto che alcuni di questi oggetti venga messo vicino a scuole è fonte di preoccupazione. Altra motivazione per per il quale il dissuasore è pericoloso è il fatto che i veicoli con rimorchio, bus compresi, leccano con i tubi dei freni quest'ostacolo rognoso.

Sfavorire gli utenti piu' deboli della strada: i vecchietti in bicicletta zigzaggano temerariamente su queste improvvisi ostacoli, i motociclisti perdono di direzionalita' oltre che ricevere un insaccatura delle spalle se guidano moto raccolte. Gli utenti dei bus si appendono alle maniglie come le pignatte sull' albero della cuccagna.


Aumentare i contenziosi del comune: se a 30Km/h si frena sin di un simile "coso" piegando un cerchio (o un telaio) superribassato chi paga?

Favorire la diffusione dei tanto contestati SUV: ho provato un' auto sportiva (omologata) che non riesce a scendere NEPPURE A PASSO D' UOMO da uno di questi cosi.

Ma il massimo sono gli sfigati traspotati dalle ambulanze!!!

Stiamo lavorando CONTRO di voi!


Dimenticavo, ci sono dei disastri al quadrato, delle rotonde con immissione dotata di dosso: quando piove le comiche (o forse... le tragiche?)

i TV LCD hanno superato i CRT







L'ultima indagine di DisplaySearch ha confermato che le vendite di TV LCD hanno superato, in Europa, quelle dei modelli tradizionali a tubo catodico (CRT). In pratica, il trend in atto è andato oltre ogni più rosea aspettativa.

Si puo' leggere in 2 modi:

1) l' estetica e la moda prevalica qualuque contenuto tecnico che porta al miglioramento dell' oggetto/utensile

2) la mamma degli imbecilli.....